CPR a Castel Volturno, don Ciotti e Libera aderiscono alla manifestazione del 24 ottobre: «Violati i diritti fondamentali». Il centro costerebbe 43 milioni.
Don Luigi Ciotti e Francesca Rispoli, copresidenti di Libera, chiamano tutti in piazza contro il Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) che il Governo vuole costruire a Castel Volturno, in provincia di Caserta.
La manifestazione nazionale è fissata per sabato 24 ottobre 2026 alle 13. Il concentramento è al Centro Fernandes, sulla Domiziana. La protesta è contro il progetto di una struttura in località La Piana, dove trattenere gli stranieri in attesa di essere rimpatriati.
«Una specie di carcere senza reato»
«Diciamo No ai Cpr, sono la violazione dei diritti fondamentali, dove le persone vengono messe in una specie di carcere senza aver commesso nessun reato, solo perché sono privi di documenti o sono scaduti». È il messaggio di un video pubblicato oggi, venerdì 16 ottobre, sui social di Libera.
L’associazione conferma così che sarà in piazza. Si aggiunge al fronte di associazioni, realtà religiose e movimenti che da mesi chiedono di rinunciare al progetto.
Un centro da 43 milioni e 120 posti
Il progetto è del Ministero dell’Interno, con una gara gestita da Invitalia. L’importo a base d’asta è di 43,3 milioni di euro. Il nuovo CPR dovrebbe ospitare fino a 120 persone e sorgere nell’area de La Piana, a circa tre chilometri dalla Domiziana.
È prevista una struttura modulare, con spazi per gli ospiti, uffici per le forze dell’ordine, locali per il personale e altri servizi.
La Regione dice no
Contro il centro si è schierata anche la Regione Campania. Il 29 giugno il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni, una mozione che chiede alla Giunta di dire formalmente no al progetto e di promuovere un piano di rigenerazione del territorio.
Il presidente Roberto Fico ha ribadito la sua posizione il 6 ottobre e ha annunciato che sarà alla manifestazione. Secondo Fico, a Castel Volturno servono investimenti per lo sviluppo, i servizi e l’inclusione sociale. In piazza ci sarà anche l’assessore regionale Andrea Morniroli.
Vescovi, sindacati e associazioni
La protesta è guidata dal Centro Sociale Ex Canapificio di Caserta. Hanno aderito anche esponenti della Chiesa. Tra loro ci sono il cardinale Mimmo Battaglia, il presidente della Conferenza episcopale campana Antonio Di Donna e monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua.
Ci saranno anche sindacati, partiti, Arci, Emergency, Mediterranea Saving Humans, Action Aid, comunità cattoliche e valdesi e diversi centri sociali. Le comunità di migranti arriveranno in autobus dalle province di Napoli e Caserta.
I promotori contestano sia i centri di trattenimento in sé, sia la scelta di costruirne uno in un territorio che ha già tanti problemi sociali e ambientali.
«No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove»
La manifestazione del 24 ottobre non riguarda solo Castel Volturno. Gli organizzatori chiedono di chiudere tutto il sistema dei CPR. In queste strutture possono essere trattenuti gli stranieri che hanno ricevuto un ordine di allontanamento, anche se non hanno condanne penali. È un trattenimento amministrativo, diverso dal carcere per chi deve scontare una pena.
«Il 24 ottobre come Libera saremo presenti alla manifestazione per dire No Cpr, né a Castel Volturno, né altrove», annunciano don Ciotti e Rispoli. «I Cpr sono l’aberrazione dell’umanità e richiudere dentro quelle strutture chi non ha commesso nessun reato credo veramente debba graffiare le nostre coscienze e ci deve far porre delle domande, di fronte alle quali noi non possiamo stare zitti».
Il corteo partirà dal Centro Fernandes, punto di riferimento per l’accoglienza e l’integrazione sul litorale domizio. Con l’adesione di Libera la protesta riaccende il dibattito sulle politiche migratorie e sul futuro di Castel Volturno. Chi sostiene il progetto parla di sicurezza e di gestione dei rimpatri. Chi si oppone chiede tutela dei diritti e rilancio del territorio.

