Tir, la protesta NON si ferma: camionisti in strada TUTTA LA NOTTE a Nola, BLOCCHI a oltranza ad Avellino Est. Oggi il VERTICE con Salvini

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Protesta dei tir, notte in strada a Nola e blocchi ad Avellino Est e Mercato San Severino. Oggi a Milano l’incontro con Salvini: i camionisti sperano nella svolta.

La protesta dei tir contro il caro carburante va avanti. I camionisti hanno passato la notte in strada al casello di Nola, sull’A30 Caserta-Salerno, in attesa dell’incontro di oggi con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. In mattinata ci sono blocchi stradali a oltranza anche al casello di Avellino Est, mentre sull’A30 il traffico è rimasto paralizzato alla barriera di Mercato San Severino, nel Salernitano, in direzione Caserta.

A30 e A2, la mappa dei presidi

In Campania, sull’A30, i presidi interessano gli svincoli di Caserta Nord, Nola, Palma Campania, Sarno, Nocera-Pagani e Castel San Giorgio, oltre alla barriera di Mercato San Severino, raggiunta ieri sera. Camion fermi anche sull’A2 del Mediterraneo, agli svincoli di Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni; da stamattina la protesta è arrivata anche a Polla e Sala Consilina. Nell’Agro nocerino è bloccato il mercato ortofrutticolo di Pagani-Nocera, dove l’accesso è consentito solo ai concessionari.

Avellino Est, ai tir si uniscono i trattori

Ad Avellino Est centinaia di camion, tir, autocisterne e trattori presidiano da ieri mattina l’area vicino al casello. I mezzi pesanti sono parcheggiati lungo le corsie della Variante 7 bis fino all’imbocco dell’A16, con code soprattutto in direzione sud, verso lo stabilimento Stellantis. Stamattina sono arrivati anche i trattori del Comitato agricoltori avellinesi. Il loro referente, Roberto Lauro, annuncia che la protesta andrà avanti a oltranza e invita tutti gli agricoltori della zona a unirsi al presidio.

Oggi il vertice a Milano

L’incontro è in Prefettura a Milano. In mattinata Salvini, insieme al viceministro Edoardo Rixi, vedrà le associazioni nazionali e i sindacati. Alle 15 toccherà ai comitati spontanei delle zone più calde della protesta, tra cui il Cts, il Comitato autotrasportatori siciliani. Il ministro si è detto fiducioso di riuscire a «sbloccare fondi fermi da troppo tempo» e ad avviare un dialogo positivo.

«Siamo fiduciosi che accoglierà le nostre richieste e che potremo così domani stesso revocare il fermo e riprendere le nostre attività nei porti siciliani», dice Salvatore Bella, coordinatore del Cts. Il fronte siciliano, però, non è compatto: il consorzio Aias ha preso le distanze dal Cts.

Il Sud paralizzato, la protesta risale verso nord

Ieri il Sud Italia è rimasto paralizzato dalla protesta. La mobilitazione si è allargata e, risalendo verso nord, ha toccato anche il porto commerciale di Napoli, dove è stato bloccato un varco d’accesso. Restano i blocchi stradali in Calabria. Ieri ci sono stati presidi alle porte di Potenza e a Bari, sotto la sede della Regione Puglia, e nuove proteste anche a Campobasso, in Molise.

Scaffali vuoti e fabbriche ferme

Intanto cominciano i problemi di rifornimento nei supermercati. Confcommercio lancia l’allarme: a rischio le forniture di negozi e supermercati, con tonnellate di prodotti freschi lasciati a marcire e cantieri sull’orlo dello stop. Il vicepresidente Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, spiega che le difficoltà riguardano soprattutto gli alimenti freschi e deperibili, ma anche altre merci come elettrodomestici ed elettronica. Russo chiede a Salvini risposte concrete e immediate, così da sbloccare le strade e far tornare regolare la distribuzione.

In Sicilia Confcommercio stima già un danno tra 40 e 50 milioni di euro in cinque giorni di protesta, di cui 20-25 milioni solo per le mancate vendite di ortofrutta, carne, latticini e prodotti refrigerati. Le conseguenze arrivano anche alle fabbriche: il pastificio Rummo di Benevento ha fermato la produzione perché, ha spiegato l’amministratore delegato Cosimo Rummo, non arrivano camion né cisterne e le scorte sono finite. Ad Atessa, in provincia di Chieti, uno stabilimento ha sospeso la produzione per la mancata consegna dei componenti.

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