Scarichi abusivi e rifiuti, sequestrata un’area di 3mila mq nel Napoletano: l’autorizzazione non copriva la gestione dei rifiuti. Sigilli a fanghi e depuratore.
Un’area di 3mila metri quadrati è finita sotto sequestro preventivo per scarichi abusivi e gestione dei rifiuti. A far scattare i sigilli è il contenuto dell’autorizzazione ambientale: secondo gli accertamenti, copriva solo una parte delle attività che si svolgevano nel sito.
L’autorizzazione che non copriva i rifiuti
L’autorizzazione ambientale dell’area era stata rilasciata in origine dal Comune di Sant’Antonio Abate a un’altra società ed era stata poi trasferita alla società destinataria del provvedimento. Dagli accertamenti è emerso che riguardava esclusivamente le emissioni in atmosfera, lo scarico delle acque meteoriche e il convogliamento delle acque di lavaggio. Non comprendeva invece la gestione e il deposito dei rifiuti.
Cosa è stato sequestrato
Per impedire che proseguissero attività ritenute dannose per l’ambiente, i militari hanno disposto il sequestro preventivo dell’area. Sotto sigilli sono finiti anche due cassoni di rifiuti urbani, i fanghi e l’impianto di depurazione.
Il sequestro non blocca del tutto il sito: è stato comunque consentito l’accesso agli uffici amministrativi e al deposito delle attrezzature, oltre al transito dei mezzi verso una parte dell’area non interessata dal provvedimento.
Un territorio sotto osservazione
Sant’Antonio Abate si trova nel bacino del fiume Sarno, al centro da anni delle inchieste della Procura di Torre Annunziata sull’inquinamento del fiume e dei suoi affluenti. Negli ultimi mesi, proprio in questo Comune, i carabinieri hanno sequestrato in tutto o in parte un’industria conserviera a settembre e un impianto di macellazione a marzo, contestando in entrambi i casi scarichi senza autorizzazione e deposito illecito di rifiuti.

