POMPEI. Dopo 160 ANNI rinasce la scuola di Fiorelli: SEI POSTI per giovani archeologi, 700 euro a testa

Il Parco Archeologico riprende il progetto che Giuseppe Fiorelli lanciò nel 1866. I primi tirocini partiranno nel 2027, con un’indennità di 700 euro. Le candidature sono aperte fino al 22 novembre.

A 160 anni dalla sua nascita, a Pompei torna la scuola di archeologia voluta da Giuseppe Fiorelli. Il Parco Archeologico ha annunciato oggi, 13 ottobre, la nascita della «Scuola di Pompei». Sarà un centro di alta formazione e ricerca per giovani studiosi, costruito insieme alle università italiane.

Il primo passo concreto c’è già. Il bando prevede sei tirocini nel 2027, con un’indennità di 700 euro ciascuno, e le candidature sono aperte.

L’idea di Fiorelli nel 1866

Il progetto riprende un’idea del 1866. In quell’anno Fiorelli, uno dei protagonisti del rinnovamento dell’archeologia italiana, creò a Pompei una scuola per formare i giovani archeologi direttamente sul campo.

Quella scuola però durò poco. Mancavano soldi, strutture e allievi, e nel 1875 fu chiusa. A oltre un secolo e mezzo di distanza, il Parco vuole riprendere quel progetto con mezzi e obiettivi di oggi.

L’idea è fare della città antica un laboratorio di ricerca permanente. Chi studia potrà unire la preparazione universitaria al lavoro concreto negli scavi e nelle attività scientifiche del Parco.

Il campus di San Paolino

La nuova scuola avrà la sua sede nel campus dell’area di San Paolino, dove il Parco sta realizzando un polo per la formazione e la ricerca. Ci saranno una biblioteca, una foresteria per ospitare gli studiosi, un deposito-laboratorio e spazi per le mostre temporanee. Alcune strutture sono già pronte, altre devono ancora essere completate.

La scuola crescerà grazie agli accordi con gli atenei, mettendo insieme università, ricercatori e personale scientifico del Parco. Pompei non sarà solo un sito da visitare e studiare, ma anche un posto dove formare i nuovi archeologi.

Si parte dagli animali di Pompei

Il primo programma si intitola «Gli animali di Pompei». Le ricerche dei tirocinanti serviranno a preparare una mostra prevista nel 2027. Il tema è il rapporto tra uomini e animali nella società romana, dalla vita di tutti i giorni alle tracce conservate nella città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Chi può partecipare

Il bando è stato pubblicato il 12 ottobre 2026 e cerca sei giovani studiosi. Possono candidarsi gli iscritti a una scuola di specializzazione o a un dottorato in un’università italiana. Le materie ammesse sono archeologia, restauro, museologia, storia, filologia classica, biologia, archeozoologia, storia dell’arte e settori simili.

I tirocini si faranno in presenza a Pompei, più o meno tra marzo e aprile 2027. In tutto sono 150 ore, da completare entro due mesi. Prima di cominciare ci sarà un incontro preparatorio di tre giorni.

Chi lo chiede potrà dormire nella foresteria del Parco. Alla fine del percorso ognuno riceverà 700 euro. Non sono assunzioni: si tratta di tirocini curriculari, cioè esperienze di formazione legate al percorso universitario. Per questo il Parco consiglia di verificare prima con il proprio ateneo che il tirocinio sia compatibile con il piano di studi.

Come candidarsi

Le domande vanno inviate entro il 22 novembre 2026 e solo via PEC all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it. Nell’oggetto bisogna scrivere «Scuola di Pompei – candidatura». Le domande arrivate in altro modo non saranno accettate.

Insieme alla domanda servono un documento d’identità, il curriculum, una lettera motivazionale, una proposta di ricerca, il nome del tutor universitario e l’impegno dell’università per la convenzione e la copertura assicurativa. Le domande sul bando si possono inviare a pompei.didattica@cultura.gov.it, entro 15 giorni dalla scadenza. Il bando completo si trova sul sito del Parco Archeologico di Pompei.

Una storia che riparte

Con la nuova scuola Pompei vuole riprendere una pagina della propria storia rimasta a metà. Accanto alla tutela e alla valorizzazione degli scavi ci sarà anche la formazione, in modo stabile. Si comincia con sei giovani ricercatori, ma l’obiettivo è che Pompei torni a essere un punto di riferimento per preparare gli archeologi di domani.

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