Concorso per medici di base, il CASO dei dieci esclusi: entrati con lo SPID, bocciati per la carta d’IDENTITÀ

Dieci medici esclusi dal concorso di Medicina generale in Campania per un documento non allegato, pur avendo usato lo SPID. La Fimmg chiede la riammissione.

Avevano fatto domanda online, entrando con lo SPID. Ma non avevano allegato la copia del documento d’identità, e per questo sono rimasti fuori. Sono dieci giovani medici esclusi dal concorso per entrare nel corso di formazione in Medicina generale 2026-2029 in Campania, quello che forma i futuri medici di famiglia.

A denunciare il caso è la Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale. Chiede alla Regione di permettere ai candidati di mettere in regola i documenti e di partecipare con riserva alla prova del 21 ottobre.

Il concorso mette a disposizione 240 borse di formazione. Secondo il decreto dirigenziale regionale n. 124 del 18 settembre 2026, le domande presentate sono state 974. I candidati ammessi sono 959, di cui 439 con riserva, mentre gli esclusi sono 15.

Schiavo: «A cosa serve allora lo SPID?»

A sollevare il caso è Vincenzo Schiavo, presidente della Fimmg Napoli. Per il sindacato l’identità di questi medici era già stata verificata con lo SPID, il Sistema pubblico di identità digitale. Quello che manca, quindi, non riguarda i requisiti professionali, ma un allegato.

«A cosa serve allora lo SPID?», chiede Schiavo. E accusa: «La Regione Campania decide di non decidere». Il sindacato fa notare anche che i candidati hanno ricevuto comunicazioni via PEC, la posta elettronica certificata. Secondo la Fimmg, è la prova che per l’amministrazione erano perfettamente identificabili.

Schiavo però precisa che il sindacato non chiede scorciatoie: «Nessuno mette in discussione il rispetto delle regole. Non chiediamo deroghe sui requisiti di accesso o trattamenti di favore».

Il bando parla chiaro

Le carte ufficiali chiariscono un punto. Il bando, approvato con il decreto dirigenziale n. 74 del 19 maggio 2026, all’articolo 3, comma 5, chiede di allegare alla domanda una copia del documento d’identità valido. L’articolo 5, comma 2, inserisce poi la mancanza di questo allegato tra le cause di non ammissione.

La regola, quindi, c’era e chi partecipava poteva conoscerla.

Ma la Regione ha già usato il soccorso istruttorio

C’è però un altro dettaglio. Nel decreto n. 124 del 18 settembre, firmato dal dirigente Gaetano Patrone, si legge che gli uffici hanno controllato i requisiti dei candidati procedendo, dove necessario, al soccorso istruttorio. È lo strumento che permette alla pubblica amministrazione, nei casi previsti, di chiedere chiarimenti o documenti mancanti.

Il decreto non spiega perché questa possibilità non sia stata usata per i dieci casi segnalati dalla Fimmg. Resta da capire se la mancanza si potesse sistemare senza violare le regole del concorso.

Il nodo dell’identità digitale

C’è poi la questione del Codice dell’amministrazione digitale. L’articolo 65 riconosce come valide le domande inviate online con identificazione tramite SPID, carta d’identità elettronica o altri strumenti previsti dalla legge.

Questo non rende automaticamente illegittima l’esclusione. Ma apre un problema: da una parte c’è quello che chiede il bando, dall’altra il valore che la legge dà all’identità digitale.

La prova il 21 ottobre

Il concorso si terrà mercoledì 21 ottobre 2026 al Palapartenope di Napoli, in via Corrado Barbagallo 115. I candidati sono convocati alle 8, la prova scritta comincerà alle 10: 100 domande a risposta multipla di medicina clinica.

La Fimmg chiede che i dieci medici possano integrare i documenti ed essere ammessi con riserva, fermo restando il controllo successivo dei requisiti. «Il concorso è ormai alle porte e non possiamo permetterci ulteriori rinvii», dice Schiavo. «La Regione si assuma la responsabilità di una decisione tempestiva».

La richiesta arriva mentre in Campania la medicina del territorio è in difficoltà e servono nuovi medici di famiglia per sostituire chi va in pensione.

Adesso la decisione spetta alla Regione Campania, che dovrà valutare se ci sono le condizioni per rivedere le esclusioni prima della prova. Per ora non risulta un nuovo provvedimento pubblico di riammissione. Nessuno chiede di cancellare le regole del concorso. La domanda è se si può correggere un documento mancante quando l’identità dei candidati, secondo il sindacato, era già stata verificata online.

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