NAPOLI – Cinque sedute di radioterapia concentrate in una sola giornata. Meno viaggi in ospedale, meno tempo sottratto alla vita quotidiana e un percorso di cura potenzialmente più leggero per le donne che affrontano un tumore al seno. È questa la novità che arriva dal Pascale di Napoli, dove il GammaPod, il sistema di radioterapia stereotassica dedicato alla mammella, apre la strada a trattamenti in singola seduta per pazienti selezionate. L’Istituto dei tumori napoletano, si legge in una nota, è l’unico centro in Italia, insieme con il presidio ospedaliero universitario di Udine, dotato di questa tecnologia attualmente operativa. L’arrivo del macchinario era già stato annunciato quattro mesi fa.
Ora, però, il focus si sposta: non più soltanto una tecnologia all’avanguardia, ma la possibilità di ridurre drasticamente i tempi del trattamento. Un cambiamento che potrebbe incidere sulla vita concreta delle pazienti, evitando la necessità di tornare in ospedale per più appuntamenti e rendendo il percorso terapeutico meno impegnativo. “Il principio – spiega Vincenzo Ravo, direttore della Struttura Complessa di Radioterapia – è quello della massima precisione. GammaPod è progettato specificamente per il trattamento della mammella e utilizza un sistema di immobilizzazione dedicato e fasci di radiazioni altamente mirati. L’obiettivo è concentrare il trattamento in tempi più brevi, limitando gli accessi ospedalieri. La singola seduta, tuttavia, non è indicata per tutte: la possibilità di utilizzarla dipende dalle caratteristiche della malattia e dalla valutazione degli specialisti”.
“Il GammaPod – dice Michelino De Laurentiis, direttore dell’Oncologia senologica dell’Istituto e protagonista di numerosi studi clinici italiani ed europei sulle terapie contro il tumore della mammella – apre prospettive molto interessanti per il futuro della radioterapia del tumore della mammella, perché ci consente di esplorare modalità di trattamento sempre più precise e personalizzate, con un’attenzione concreta anche alla qualità di vita delle pazienti”

