Cardarelli, IRRUZIONE in pronto soccorso per raggiungere un 17enne: picchiati vigilanti e un INFERMIERE

Quattro persone hanno forzato l’accesso al pronto soccorso dopo il ricovero di un ragazzo in codice rosso. Due lavoratori sotto osservazione, la polizia acquisisce i filmati. La Cisl chiede l’Esercito negli ospedali.

Volevano entrare a tutti i costi per vedere un ragazzo ferito. Quando le guardie hanno provato a fermarli, li hanno picchiati. È successo intorno all’1.20 della notte di lunedì 12 ottobre nel pronto soccorso del Cardarelli. Quattro persone hanno fatto irruzione nel reparto per raggiungere un 17enne ricoverato in codice rosso dopo un incidente stradale. A farne le spese sono state le guardie giurate e un infermiere.

Una guardia ha riportato lesioni a un braccio e a una gamba, l’infermiere un trauma ai testicoli. Entrambi sono stati tenuti sotto osservazione.

La porta aperta per la madre

Secondo la ricostruzione dell’ospedale, i medici avevano autorizzato l’ingresso solo della madre del ragazzo, per motivi di sicurezza e per lasciar lavorare il personale. Il gruppo ha approfittato del momento in cui si è aperta la porta dei visitatori ed è entrato nel reparto senza permesso.

Le guardie picchiate

Le tre guardie giurate in servizio hanno chiesto subito ai quattro di uscire. La risposta è stata violenta: i vigilanti sono stati colpiti e uno di loro è finito a terra. Un infermiere, corso ad aiutarlo, è stato aggredito a sua volta.

La situazione è tornata sotto controllo solo con l’arrivo di altri addetti alla sicurezza e di una volante della polizia. Gli agenti hanno identificato i quattro e chiesto i filmati delle telecamere, che serviranno a ricostruire cosa è successo e chi ha fatto cosa. Al momento non ci sono notizie ufficiali di arresti o denunce.

La Cisl: «Serve l’Esercito»

Sull’episodio è intervenuta la Cisl Funzione Pubblica di Napoli, che chiede più protezione per chi lavora negli ospedali. «Basta con queste ripetute violenze», ha detto il segretario generale Nino Matteo, ricordando anche le aggressioni dei giorni scorsi all’Ospedale del Mare e al Pellegrini.

Per il sindacato le misure prese finora non bastano. Per questo chiede un presidio dell’Esercito attivo 24 ore su 24 negli ospedali napoletani. Anche la segreteria aziendale della Cisl Fp sottolinea le condizioni difficili in cui lavorano ogni giorno infermieri e operatori, già schiacciati da carichi pesanti e continue emergenze.

Il precedente di luglio

Non è la prima aggressione di quest’anno nel pronto soccorso del Cardarelli. L’8 luglio un’operatrice sociosanitaria era stata aggredita da un paziente mentre accompagnava un altro malato in Radiologia. Aveva avuto una prognosi di 21 giorni.

L’ospedale fa sapere che dall’inizio del 2026 questo è il secondo episodio grave in pronto soccorso, su circa 52mila accessi. E rivendica il calo delle aggressioni grazie a più vigilanza, più telecamere e un protocollo apposito.

Con questo sistema è l’ospedale stesso a denunciare le aggressioni al personale, senza che il singolo lavoratore debba esporsi in prima persona. Tutto questo, però, non è bastato a evitare l’irruzione di stanotte. E riapre il dibattito su come proteggere chi lavora nei reparti di emergenza.

Condividi articolo:

ARTICOLI CORRELATI