NAPOLI – Al terzo tentativo – dopo i precedenti falliti per assenze e quindi mancanza del numero legale – il Consiglio comunale si riunisce e approva il bilancio consolidato. A dover di cronaca va detto con una maggioranza sempre sul filo del rasoio: all’appello e alla spicciolata rispondono 22 consiglieri di maggioranza su 21 necessari (30 totali) perché la seduta sia valida. Presenti nella Sala dei Baroni contando anche tra i banchi dell’opposizione 26 consiglieri su 40. Ok al bilancio consolidato 2025, il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico del Comune e delle sue partecipate. Ovvero: ABC Napoli, ARIN, ASIA Napoli, Consorzio CSI Piemonte, Elpis, Napoli Holding, Napoli Servizi e Napoli Sociale (esclusa ANM, che per tutto il 2025 era ancora in concordato preventivo).
BILANCIO: I NUMERI – Il risultato d’esercizio consolidato è positivo e pari a circa 353,4 milioni di euro, in flessione rispetto ai 670,7 milioni del 2024. Quasi la metà. Come spiegato nella sua relazione in Consiglio dall’assessore al Bilancio, Pier Paolo Barretta il dato risente di una gestione caratteristica negativa per 130,5 milioni, a fronte dei 716,3 milioni positivi dell’anno precedente, dovuta soprattutto alla riduzione dei trasferimenti e dei contributi. Ed anche ad un forte aumento delle svalutazioni dei crediti, “frutto di una scelta di prudenza dell’Ente” che ha portato a svalutare residui attivi inesigibili per circa 750 milioni di euro. Pesano anche l’aumento degli oneri finanziari, con una gestione finanziaria negativa per 107,1 milioni, e il contributo straordinario di 607,4 milioni, legato soprattutto a sopravvenienze attive e insussistenze del passivo connesse alla riduzione dei fondi svalutazione crediti.
IL PATRIMONIO – Più solido il piano patrimoniale del Comune: con l’attivo di circa 13,02 miliardi di euro e le immobilizzazioni crescono di 168,6 milioni raggiungendo 9,58 miliardi, e le disponibilità liquide del Gruppo aumentano di 92,2 milioni. Il patrimonio netto si rafforza di 394,1 milioni (+5,07%), arrivando a 8,17 miliardi, mentre l’indebitamento si riduce di quasi 198,7 milioni (-5,15%), scendendo a 3,66 miliardi, grazie in particolare al calo dei debiti da finanziamento e di quelli verso i fornitori.
LE PARTECIPATE – Per Napoli Holding il confronto con il bilancio approvato non ha evidenziato differenze, mentre ABC ha adottato il proprio bilancio il 18 settembre e restano da approvare quelli di Napoli Servizi e delle società in liquidazione. Gli uffici stanno sollecitando le informative mancanti. L’approvazione dei bilanci delle partecipate è stata riportata in pari come sottolineato da Baretta, sono stati avviati concorsi che hanno consentito oltre 4mila assunzioni dal novembre 2021. E risolti importanti contenziosi, tra cui quello fra ABC e Comune, ed è stato avviato il riordino delle partecipate nel segno della proprietà pubblica e del mantenimento in house dei servizi. “Il bilancio consolidato – ha commentato Baretta – consegna alla futura consiliatura un bilancio positivo del lavoro svolto e indica le tappe da completare nel segno della continuità”.
IL VOTO – Opposizione all’attacco sul fronte delle partecipate con Forza Italia che ha presentato venti mozioni e annunciato il voto contrario. “Rileviamo sul fronte partecipate con forti criticità sulla qualità dei servizi offerti e per questo chiediamo che i risultati vengano dimostrati” ha dichiarato la consigliera comunale di Fi, Iris Savastano. Mentre il gruppo consiliare Napoli solidale Europa Verde Difendi la città rimarca l’assenza di atti. “Il consolidato approvato oggi riguarda otto partecipate in controllo analogo, delle quali sei hanno presentato soltanto il bilancio preconsuntivo: risultano approvati, infatti, solo quelli di ASIA e CSI” ha dichiarato il consigliere Sergio D’Angelo chiedendo di conoscere i tempi previsti per le società in liquidazione e delucidazioni sul progetto della futura holding. Al termine del dibattito il bilancio consolidato – l’ultimo di questa consiliatura – è stato approvata all’unanimità , con le opposizioni che hanno lasciato l’Aula.

