Fico in commissione parlamentare: «Il Sarno è più pulito, chiusi 103 scarichi abusivi su 113». In arrivo un ddl regionale con multe più alte per chi sversa.
«Come ho avuto modo di dire nel corso del consiglio regionale monotematico, oggi il fiume Sarno è molto più pulito rispetto al passato». È la convinzione esposta dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, ascoltato oggi dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico.
Il mare di Castellammare
Come esempio, Fico ha citato il mare di Castellammare di Stabia, vicino alla foce del fiume, «che è tornato a essere balneabile. È frutto di quello che è successo in questi anni e che non è merito della mia amministrazione». Il litorale stabiese è stato riaperto alla balneazione il 5 agosto 2024, dopo circa cinquant’anni di divieto.
Chiusi 103 scarichi su 113
«C’erano – ha spiegato Fico – tantissimi scarichi fognari che finivano direttamente nel fiume, talvolta interi comuni che non sversavano in modo regolare. In questi anni sono stati chiusi 103 scarichi abusivi su 113, con i dieci che mancano all’appello che speriamo di chiudere entro la prossima primavera. In termini di persone, parliamo di 370mila cittadini su 420mila i cui scarichi oggi vanno a depurazione rispetto a ciò che avveniva prima. Questo è quello che è cambiato».
Nel mirino le aziende conserviere
«Come giunta regionale – ha proseguito – stiamo continuando su questa strada, ma dobbiamo aprire anche un’altra partita: non è possibile che oggi esistano ancora aziende conserviere che scaricano nei campi e da qui direttamente nel Sarno». Per Fico gli aspetti sono due: «quello penale, sul quale non possiamo incidere più di tanto, e quello legato a una maggiore vigilanza».
Da qui l’annuncio di un disegno di legge regionale «attraverso il quale si prevedano maggiori penalità amministrative per le aziende che ancora oggi pensano che, per migliorare i loro bilanci, si possa sversare direttamente nei campi. Su questo saremo inflessibili».
La seduta del 1° ottobre
Il governatore aveva già annunciato la misura il 1° ottobre, durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al Sarno e chiesta dall’opposizione di centrodestra. In quell’occasione Fico si era posto l’obiettivo di riconsegnare il fiume «definitivamente pulito» in quattro o cinque anni, e il Consiglio aveva approvato all’unanimità una risoluzione per proseguire il risanamento, completare il sistema fognario e depurativo e creare un sistema integrato di sorveglianza degli scarichi industriali.
Durante la seduta il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano aveva consegnato a Fico un’ampolla con l’acqua del fiume, accusando la sinistra di vent’anni di immobilismo. Il giorno successivo la Procura di Nocera Inferiore aveva disposto controlli su due aziende conserviere di Nocera Inferiore e Mercato San Severino, con il sequestro di uno scarico abusivo.

