LA FOTO. Ecco come hanno fatto nove presunti truffatori di NAPOLI, PIMONTE e CASTELLAMMARE a ingannare (facilmente) lo Stato “fregando” 16 MILIONI di EURO di SUPERBONUS

UNO PER UNO I RUOLI DEI PROTAGONISTI. Si tratta di un mega immobile di otto piani in viale Rosmary, totalmente abusivo, che però grazie ad asseverazioni false ottenute attraverso una Scia, ha addirittura autocertificato il possesso dei requisiti per accedere al mega sconto fiscale

CASTEL VOLTURNO (g.g.) – Più di tre anni fa questo giornale scrisse che, a suo avviso, e in base ad una stima fatta insieme ad addetti ai lavori a quelle poche persone perbene che cercano di vivere con grande difficoltà il mondo dell’edilizia casertana e napoletana, in un miliardo di euro l’ammontare delle truffe realizzate attraverso gli abusi del bonus 110% barra Superbonus

Da allora in poi a spicchi di storiacce come quella palesatasi oggi nel decreto di sequestro preventivo firmato dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere  Pasqualina Gaudiano su richiesta della locale Procura della Repubblica, siamo già arrivati ad almeno un paio di centinaia di milioni di euro di truffe scoperte dall’autorità giudiziaria

Quella di oggi , così come abbiamo già anticipato in un primo articolo pubblicato nel pomeriggio (CLICCA E LEGGI) riguarda uno stabile residenziale, evidentemente molto grande, in quel di Castel Volturno, precisamente nei pressi del Villaggio Coppola a Pineta Mare, conosciuto meglio come palazzo Marina

Lo schema in linea di massima è quello che conosciamo. La presunta organizzazione criminale aveva l’obiettivo di trasformare le facilitazioni fiscali garantite dallo Stato attraverso corposi crediti d’imposta, in moneta sonante, in danaro liquido. I nomi degli 11 indagati li abbiamo già fatti nel nostro primo articolo. Ora è il momento di declinare il loro ruolo in scena. E sì, perchè questi soggetti avevano creato, secondo la Procura, una grande rappresentazione che aveva l’obiettivo di far sembrare vero quello che vero non era.

Sono 5 gli indagati per truffa aggravata appartenenti alla famiglia Moccia di Napoli. Si tratta di Claudio Moccia, 66 anni, amministratore unico della Immobiliare Moccia  srl. In coda a lui Mariagrazia Granillo, 64 anni, e ancora Luigi Moccia, 42 anni, Fabio Moccia, 33 anni, Pietro Moccia, 39 anni. Il primo, cioè Claudio Moccia è indagato proprio in quanto amministratore della Immobiliare Moccia proprietaria quale persona giuridica, insieme alle persone fisiche degli altri tre Moccia più la Granillo di palazzo Marina. Il sesto indagato rispetto a questo primo capo di imputazione provvisoria, quello che contesta il reato di truffa aggravata in concorso è Luigi Imparato, 50 anni di Pimonte comune in altitudine della penisola sorrentina. Imparato è il titolare della Edil Tekno Consulting Group Spa , sulla carta una società importante essendo suddivisa in azioni. Imparato, secondo i magistrati di Santa Maria Capua Vetere era perfettamente conscio che palazzo Marina fosse un immobile abusivo quand’anche abitato visto che nel 1964 era sorto senza una licenza edilizia valida in quanto priva del protocollo ufficiale del Comune di Castel Volturno, l’assenza dei dati catastali che rendevano in pratica questo immobile inesistente quando in realtà era esistente e ospitava anche diverse famiglie di proprietari e di inquilini. Nonostante questo, Imparato attivava la procedura attraverso uno studio di fattibilità che certificasse tutti i presupposti, incredibile ma vero, per accedere addirittura al Superbonus. Settimo Indagato Francesco Donnarumma, 76 anni di Castellammare di Stabia, stagionato, ma ancor vispo progettista delle opere architettoniche e di tutti gli interventi finanziabili attraverso il mega sconto fiscale dei Superbonus.

Essendo progettista, il Donnarumma ha dovuto anche essere l’asseveratore dell’esistenza dei requisiti giuridici e qui è avvenuta una cosa tipica soprattutto al comune di Castel Volturno: Donnarumma ha presentato una scia asseverata ma priva della sua firma, dunque un’asseverazione senza firma, dunque un onomastico senza nome. L’ottavo e il non indagato per questo capo d’imputazione sono Maurizio Nicolucci 64 anni e Renato Sicignano, 56 anni entrambi di Napoli. Possiamo presumere perchè il capo d’imputazione A non contiene molti elementi su Nicolucci e Sicignano che il primo sia indagato in quanto presumibilmente dal 2021 in poi ha svolto la funzione di amministratore unico della Sire srl che ha  svolto la funzione di creare artatamente le condizioni per il riconoscimento di crediti d’imposta non spettanti, da parte dell’amministrazione finanziaria, in capo ai condomini/proprietari degli immobili per crediti d’imposta non spettanti per 16 milioni di euro monetizzati per una cifra di 12 milioni di euro 

Per avere, aggiungiamo noi, 16milioni di euro di crediti d’imposta è stato presentato un mega progetto asseverato a pasta e fagioli.

Questo per dire che danni ha provocato il Super Bonus all’Italia e c’è pure chi ancora vota questo Conte, autentico creatore di un mega disastro dei conti pubblici dello Stato che ancora oggi pesa tantissimo sulle strategie riguardanti la finanza pubblica.

Ma entrando maggiormente nel dettaglio andiamo per ordine: la Edil Tekno Consulting Group Spa, di Luigi Imparato dava incarico alla Sire srl, riconducibile sempre allo stesso Importo, di redigere il progetto di fattibilità. Imparato sottoscriveva, in qualità di legale rappresentante della Edil Tekno Consulting Group Spa un contratto di appalto integrato, cioè pacchetto intero – progetto, direzione dei lavori e lavori – con i proprietari di Palazzo Marina e cioè con l’immobiliare Moccia srl e con gli altri 4 componenti singolarmente presi della stessa famiglia Moccia. Il motore di questa procedura, cioè Imparato, che , ricordiamo, aveva sempre Donnarumma a risolvere i problemi e a redigere asseverazioni spericolate e fasulle che davano una sedicente regolarità a questi interventi affidava alla LPF service srl, riconducibile in questo cerchio truffaldino alla famiglia Moccia. Questa LPF svolgeva il lavoro cruciale, quello della monetizzazione di larga parte dei 156 milioni di euro di credito d’imposta. Ciò avveniva attraverso una cessione onerosa che andava dunque a decurtare una parte dei 16 milioni, alla Enel X, la business line globale del Gruppo Enel dedicata ai servizi energetici avanzati, all’efficienza energetica e alle infrastrutture per la mobilità elettrica e ad altri istituti di credito

Tutta l’allegra compagnia per motivi facilmente comprensibili a chi ha letto questa nostra ricostruzione è indagata in concorso per il reato di falso ideologico relativamente alle asseverazioni farlocche che hanno cancellato dalla scena il fatto che questo palazzo Marina fosse abusivo. Sia per quel che riguarda la contestazione di truffa aggravata sia per quanto riguarda quella di falso ideologico vengono applicati anche i commi dell’articolo 61 del codice penale che attesta l’esistenza del danno compiuto nei confronti della parte offesa, in questo caso lo Stato e l’amministrazione finanziaria, leggasi ministero dell’Economia/Agenzia delle Entrate

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