IN CALCE ALL’ARTICOLO IL DOCUMENTO SCANDALO CHE DIMOSTRA TUTTO. Avendo un giornale gemello che si chiama CasertaCE e che si è occupato di lui diffusamente quando era Dg dell’ospedale civile locale, non ci stupisce che questo accada nell’ASL oggi diretta da Gaetano Gubitosa da Montemiletto.
NAPOLI (Gia.Gua) – Questo è Napolice. Che vuol essere un continuum giornalistico della grande esperienza di CasertaCE.net, quotidiano online di gran successo come indicano i numeri di Google Analytics a disposizione del mondo intero.
Nel nostro know-how è ormai cementata la scelta di guardare e di considerare pochissimo i comunicati stampa provenienti dagli organismi di potere.
Ma non perché vogliamo fare gli sfascisti a tutti i costi; non perché vogliamo darci delle arie da “indipendenti dalla porta accanto”, ma perché dai comunicati stampa del potere, un giornalista appena serio può solo illudersi di introdurre nel proprio giornale una notizia interessante. Lì ci sono solamente informazioni per addetti ai lavori. Il più delle volte sono i politici che si parlano tra di loro: la maggioranza della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’Area Metropolitana dicono di aver fatto questo oppure quello, di aver raggiunto questo o tal’altro obiettivo. In realtà, vai a vedere e ti trovi solamente delle nobili dichiarazioni di intenti, l’illustrazione molto curata ma spesso fuorviante di fasi interlocutorie di una questione ben lungi dall’essere concretamente risolta.
A noi piace la carne viva. In poche parole, andiamo a cercare fatti di vita reale, quelli che la politica regnante, la politica dei 10 mila o 12 mila euro al mese, non tratta, considerandoli una traccia pulviscolare di cui è inutile occuparsi.
A riguardo, ci è molto piaciuto venire in possesso in questi giorni di un documento erogato dall’ASL Napoli 1. Un cittadino, un paziente, ha prenotato una visita seria, anche delicata, di KM – TESTA-COLLO. In poche parole, una verifica, una valutazione medica che serve — così ci comunica l’intelligenza artificiale — a ispezionare, palpare e analizzare le strutture della testa e del collo per individuare eventuali anomalie, infiammazioni o lesioni sospette.
Come potete vedere nel documento rilasciato dall’ASL Napoli 1 al paziente, nel quale le proprie generalità e le residenze abbiamo tagliato per ovvi motivi, si tratta di “una classe di priorità B”. Fuori dal linguaggio del burocratese documentale vuol dire — ci informa sempre l’intelligenza artificiale — si tratta di una modalità “Breve”. Ciò sta a significare che dal momento che viene prenotata la visita, possono trascorrere al massimo 10 giorni.
La persona in questione ha prenotato la sua visita, come si può leggere sempre al documento che pubblichiamo in calce, il 7 ottobre scorso. Questa visita doveva avvenire entro e non oltre il 17 ottobre. Ora, va bene che questi tempi non sono realisticamente rispettabili da parte delle ASL campane. Figuriamoci, sappiamo bene di non trovarci in Svezia, in Svizzera e nemmeno in Lombardia, in Emilia-Romagna o nel Veneto. Accettiamo lo stato di fatto che ci porta a eludere costantemente quest’attesa cronologica rispetto a una condizione delle liste d’attesa drammatica, da cui si cerca di uscire gradualmente. Però su questo foglietto dell’ASL Napoli 1 c’è scritta una data incredibile, c’è scritto un giorno, un mese, un anno che francamente fanno nella vita di questo paziente una sorta di lotteria e che lo costringerà probabilmente a recarsi a pagamento in una struttura privata per capire se ha un problema serio a una vertebra o a una colonna vertebrale.
Sono gli stessi protocolli del Servizio sanitario nazionale e regionale a contrassegnare la B di breve per il suo possibile problema.
Sapete quanto è stata fissata la visita di questo sventurato napoletano?
Il 23 febbraio del 2028, come si legge sempre in calce all’articolo, dunque a 504 giorni dalla prenotazione; ancor più dunque con 494 giorni di ritardo, quasi un anno e mezzo rispetto al termine utopico dei 10 giorni che il Servizio sanitario nazionale ed ipocritamente la Regione Campania fissa come termine di brevità, considerata la possibile priorità della patologia. Uno schifo.
I lettori di CasertaCE sanno benissimo chi è Gaetano Gubitosa, da Montemiletto, attuale direttore generale di Napoli 1 e per anni direttore generale dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Sanno bene chi è perché il giornale gemello di Napolice, ossia il già citato CasertaCE, si è occupato, in decine e decine di articoli, di quella che, a nostro avviso, è stata una gestione fallimentare. Quando fu nominato direttore generale dell’ASL di Napoli 1, enorme, importantissima, noi strabuzzammo gli occhi e, a quanto pare, facemmo molto bene a essere a dir poco perplessi per questa nomina realizzata a suo tempo dall’allora governatore Vincenzo De Luca.


