Torre del Greco, cittadinanza a oltre 70 brasiliani senza requisiti: fermata a Ferrara la presunta promotrice. Residenze fittizie in dormitori e in un hotel.
Più di settanta cittadini brasiliani avrebbero ottenuto la cittadinanza italiana senza averne i requisiti, facendo risultare una residenza a Torre del Greco che in realtà non avevano. È il cuore dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata che ha portato in carcere una donna brasiliana di circa quarant’anni, ritenuta dagli inquirenti la mente e promotrice del sistema. È indagata per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla falsità ideologica in atti pubblici.
Dormitori a pagamento e un noto hotel
Le indagini hanno individuato immobili trasformati in dormitori, dove i richiedenti avrebbero soggiornato a pagamento soltanto per il tempo necessario a far risultare la loro presenza a Torre del Greco. Tra i luoghi usati come residenze fittizie ci sarebbe anche un noto hotel della città.
Secondo la ricostruzione riportata da Metropolis, il sistema sarebbe andato avanti tra il 2022 e il 2024 e i richiedenti avrebbero pagato almeno 5.000 euro a pratica. Il quotidiano scrive anche che, sempre secondo l’accusa, i brasiliani non avrebbero avuto né i presupposti di legge né una discendenza italiana effettivamente documentata.
Cittadinanza in meno di due mesi
L’esame della documentazione acquisita negli uffici comunali, svolto anche con la collaborazione della Prefettura di Napoli, ha permesso agli investigatori di ricostruire le procedure con cui i cittadini brasiliani avrebbero ottenuto la cittadinanza in tempi particolarmente rapidi, in alcuni casi inferiori a due mesi.
L’inchiesta era partita nell’estate del 2024, quando sei ispettori inviati dalla Prefettura di Napoli avevano avviato verifiche a campione sugli stranieri residenti a Torre del Greco. Il commissariato di polizia della città aveva poi sequestrato 16 pratiche sospette, tutte legate a un appartamento di via Circonvallazione che, secondo Metropolis, era in affitto proprio alla donna.
Tre dipendenti comunali indagati
Nell’inchiesta risultano indagati per associazione per delinquere anche tre dipendenti del Comune di Torre del Greco: due impiegati dei servizi demografici, uno dello stato civile e uno dell’ufficio stranieri, e un agente della polizia municipale. Secondo la Procura avrebbero avuto il compito di attestare la presenza stabile dei richiedenti in città, iscrivendoli all’anagrafe e aprendo così la strada al passaporto italiano. Nei loro confronti, al momento, non risultano misure cautelari.
Il fermo a Ferrara e il carcere per madri
La donna è stata fermata a Ferrara dalla Squadra mobile locale, con la collaborazione del commissariato di Torre del Greco, dopo essere rientrata in Italia da un soggiorno all’estero. Il gip del Tribunale di Ferrara ha convalidato il fermo, riconoscendo il pericolo di fuga e i gravi indizi di colpevolezza, e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Essendo madre di un bambino piccolo, è stata trasferita all’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) di Venezia.
Le nuove regole sulla cittadinanza
I fatti contestati risalgono a prima della riforma del 2025. Con il decreto legge 36 del marzo 2025, convertito nella legge 74 dello stesso anno, la cittadinanza per discendenza viene riconosciuta automaticamente solo a chi ha almeno un genitore o un nonno con la sola cittadinanza italiana. Prima non c’era alcun limite di generazioni, ma per presentare la domanda in un Comune bisognava risiedere davvero in Italia: è proprio questo il requisito che, secondo l’accusa, sarebbe stato aggirato.
Torre del Greco non è un caso isolato. Indagini simili su cittadinanze ai brasiliani tramite residenze fittizie sono in corso o sono già arrivate in aula nell’Agrigentino, nel Bresciano e nel Comasco.

