Protesta dei tir, a Napoli scaffali vuoti e code ai benzinai: mancano latte, pasta e acqua. In Campania i blocchi proseguono fino al 27 ottobre. Eav taglia i bus.
Scaffali vuoti nei supermercati e code ai distributori che ancora riescono a rifornirsi. A Napoli continuano a farsi sentire gli effetti della protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio: i blocchi stanno rallentando le consegne di merci e prodotti alimentari.
Cosa manca nei supermercati
In diversi supermercati e punti vendita della città cominciano a scarseggiare beni di prima necessità come latte, pasta, farina, passate di pomodoro, acqua e carta igienica. Difficoltà anche per i prodotti surgelati e per il rifornimento dei reparti ortofrutta. La situazione va avanti da giorni: secondo Il Mattino, alcuni gestori ammettono che, senza novità, potrebbero non riuscire a tenere aperti i punti vendita perché non hanno più merce da vendere.
Distributori a secco e code fino a sera

Disagi anche per i carburanti. Dopo la chiusura di diversi impianti rimasti senza benzina e gasolio, per tutta la serata di ieri si sono registrate code ai distributori che avevano ricevuto nuove forniture. Il timore di restare senza carburante spinge molti automobilisti a fare il pieno, anche perché si teme che le scorte possano esaurirsi nel giro di 48-72 ore. Ancora peggio sulle isole: a Procida la benzina è quasi finita e i supermercati sono vuoti, mentre a Ischia scarseggiano i prodotti freschi e ci sono lunghe code alle pompe.
Tagli ai bus
La mancanza di gasolio sta colpendo anche il trasporto pubblico. Eav ha annunciato riduzioni e soppressioni dei servizi su gomma: da oggi sono ridotte le linee 102, 106, 922 e 924 e sono sospese altre 18 linee, con nuovi stop previsti nei prossimi giorni. Tagli in vista anche per Air Campania. Anm ha scritto al prefetto di Napoli chiedendo un intervento urgente, ma per ora non ha annunciato riduzioni.
Milano, fondi sbloccati ma la Campania non si ferma
La protesta degli autotrasportatori prosegue anche oggi in Campania, con ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci. I presidi sono ancora attivi ai caselli di Nola, Avellino Est, dove protestano anche gli agricoltori, Mercato San Severino, Caianello, Capua e Caserta Nord.
Ieri, in Prefettura a Milano, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi hanno incontrato le associazioni nazionali e alcuni gruppi spontanei. Rixi ha annunciato che da subito sono disponibili 480 milioni di euro per le domande presentate fino ad agosto, e che arriveranno nuove risorse per settembre e ottobre. Salvini ha parlato di circa un miliardo sbloccato, con i pagamenti a 32mila aziende entro novembre, e della ricerca di altri 150 milioni. Il ministro ha anche chiesto di rimuovere tutti i blocchi ancora in corso, ammettendo che «la situazione non è risolta, è l’inizio di un percorso». Il secondo tavolo è fissato per il 27 ottobre.
In Sicilia il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo. In Campania e in Calabria, invece, i blocchi andranno avanti almeno fino al 27 ottobre: per chi protesta, il governo si è limitato a sbloccare fondi già stanziati.
Perché protestano
La mobilitazione è partita l’11 ottobre dal Foggiano e si è estesa a tutto il Sud. A far scattare la protesta, spiega Il Mattino, è stata la fine dello sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, scaduto il 6 ottobre.

