Le vittime sarebbero state persone in difficoltà economiche, finite nella rete di chi concedeva denaro pretendendo interessi fuori legge. Per ottenere la restituzione delle somme, gli indagati avrebbero fatto ricorso anche alla violenza e alle intimidazioni, evocando la forza del gruppo camorristico attivo nei Quartieri Spagnoli.
NAPOLI – Il denaro veniva prestato a chi attraversava un momento di difficoltà, ma la restituzione avrebbe seguito regole ben diverse da quelle di un normale rapporto economico. Interessi usurari, conti annotati su una sorta di libro mastro e, quando i pagamenti non sarebbero arrivati, minacce e violenze. È il quadro ricostruito dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda, è stato eseguito dallo Sco, dalla Sisco di Napoli e dal Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, usura ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo l’ipotesi investigativa, il sistema si sarebbe basato sulla concessione di prestiti di diverso importo a persone in evidenti difficoltà economiche. Le somme sarebbero state accompagnate da tassi di interesse usurari e ogni operazione sarebbe stata registrata su una sorta di contabilità parallela, un libro mastro nel quale venivano annotati i singoli rapporti di debito.
La fase più violenta sarebbe arrivata al momento della riscossione. Per ottenere il pagamento, gli indagati avrebbero minacciato e aggredito una delle vittime, arrivando a coinvolgere nelle intimidazioni anche i suoi familiari. A rendere particolarmente grave il quadro è la contestazione del ricorso alla forza intimidatrice del clan Mariano, storicamente attivo nei Quartieri Spagnoli, che sarebbe stata evocata per rafforzare le richieste di denaro e rendere più difficile ogni forma di opposizione.
Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre trovati orologi di lusso e ingenti somme di denaro. Gli accertamenti proseguiranno per ricostruire l’intera rete dei prestiti e verificare la portata delle attività contestate.

