Per sei giorni tra settembre e ottobre cambierà ancora la circolazione ferroviaria lungo la Napoli-Salerno. Regionali limitati, collegamenti modificati, autobus sostitutivi e due Frecciarossa che non percorreranno la tratta tra Napoli e Pompei.

Questa volta, però, dietro quello che potrebbe sembrare l’ennesimo avviso destinato ai pendolari c’è una storia che parte da lontano. Al centro c’è Pompei e il nuovo hub ferroviario destinato a collegare la rete nazionale con la Circumvesuviana e a creare un accesso più diretto all’area degli Scavi.

Un’opera il cui investimento complessivo viene oggi quantificato da RFI in circa 40 milioni di euro e che affonda le sue radici nel 2015. In mezzo ci sono una gara da oltre 23 milioni, un’aggiudicazione da 21,8 milioni, espropri, ricorsi al Tar, il successivo intervento del Consiglio di Stato e una variante al progetto esecutivo.

Undici anni dopo il primo via libera, i lavori continuano. E continuano anche le ripercussioni sulla ferrovia che unisce Napoli e Salerno.

Sei giorni di stop e modifiche sulla Napoli-Salerno

Le nuove modifiche sono previste nei weekend del 12-13 e 26-27 settembre e del 10-11 ottobre.

Nei giorni 13 e 27 settembre e 11 ottobre i Frecciarossa 9693 Roma Termini-Napoli-Pompei e 9568 Pompei-Napoli-Firenze Santa Maria Novella saranno cancellati tra Napoli e Pompei. Per i passeggeri dei Frecciarossa sarà attivato il collegamento FrecciaLink tra Napoli Afragola e Pompei Scavi, in entrambe le direzioni.

Le conseguenze riguarderanno soprattutto il trasporto regionale. I treni della tratta Napoli Campi Flegrei-Salerno saranno limitati a Torre Annunziata Centrale, mentre alcuni collegamenti Napoli Centrale-Salerno-Sapri subiranno variazioni di orario o deviazioni.

Saranno messi in strada autobus sostitutivi tra Napoli Centrale e Nocera Inferiore, tra Torre Annunziata Centrale e Nocera Inferiore e tra Torre Annunziata Centrale e Salerno.

Non è peraltro il primo intervento del 2026 lungo questo asse. Già nei mesi scorsi la linea storica Napoli-Salerno è stata interessata da sospensioni e limitazioni dovute a diversi lavori infrastrutturali.

Il progetto dell’hub parte da undici anni fa

Per trovare l’origine del progetto bisogna tornare al settembre 2015.

È allora che viene approvato lo studio di fattibilità per realizzare un nuovo nodo ferroviario a Pompei, nel punto in cui la linea RFI Napoli-Salerno incontra la linea Circumvesuviana Napoli-Sorrento.

L’obiettivo è ancora oggi quello originario: mettere in comunicazione le due reti e costruire una porta ferroviaria verso gli Scavi di Pompei, permettendo ai viaggiatori provenienti dalla rete nazionale di raggiungere più facilmente l’area archeologica.

Non si tratta semplicemente di una nuova fermata.

Il progetto comprende le banchine sulla linea Napoli-Salerno, un fabbricato viaggiatori, il collegamento pedonale con la stazione EAV di Pompei Scavi-Villa dei Misteri, sistemazioni esterne, parcheggi e interventi sull’accessibilità dell’area.

Una trasformazione importante per una città che ogni anno deve gestire milioni di visitatori diretti al Parco archeologico.

L’investimento da 40 milioni e l’appalto da 21,8

Ed è sui numeri che occorre fare una distinzione.

RFI indica oggi in circa 40 milioni di euro l’investimento complessivo per il nuovo hub.

La procedura per l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori partiva invece da un importo di 23.506.563,14 euro.

stazione pompei

Nel settembre 2023 l’appalto è stato aggiudicato per 21.793.739,05 euro, Iva esclusa, al raggruppamento guidato dalla Francesco Comune Costruzioni Srl insieme alla Lucci Salvatore Impresa di Costruzioni Srl.

Sono cifre diverse perché rappresentano grandezze diverse: da una parte il valore del contratto aggiudicato, dall’altra l’investimento complessivo indicato per l’intervento.

Resta però interessante capire nel dettaglio come siano composti i circa 40 milioni complessivi, quali somme riguardino direttamente i lavori e quali siano invece destinate a espropri, progettazione, interferenze, opere complementari e altre voci del quadro economico.

Il Tar ferma tutto, poi arriva il Consiglio di Stato

La strada verso il nuovo hub non è stata lineare.

Il progetto definitivo era stato approvato e dichiarato di pubblica utilità, ma alcuni proprietari delle aree interessate dagli espropri hanno portato gli atti davanti alla giustizia amministrativa.

Nell’aprile 2024 il Tar Campania accoglie i ricorsi e annulla gli atti contestati. Al centro della vicenda c’è la procedura urbanistica utilizzata per consentire la realizzazione dell’opera anche sulle aree interessate dalla trasformazione.

Per il progetto è una battuta d’arresto pesantissima.

La vicenda arriva però davanti al Consiglio di Stato, che prima sospende gli effetti della decisione e successivamente, nel 2025, ribalta il quadro emerso in primo grado.

Nelle decisioni viene affrontata la particolare procedura prevista per le opere statali e l’intesa necessaria ai fini urbanistici.

Sul tavolo c’è anche un altro elemento: 30 milioni di euro di finanziamenti pubblici legati al Piano Sviluppo e Coesione, con il rischio prospettato nel contenzioso di perderli in caso di mancato rispetto delle relative scadenze.

Nel 2025 spunta anche una variante

La storia amministrativa dell’hub contiene un altro passaggio meno conosciuto.

Dagli atti giudiziari emerge infatti un Progetto Esecutivo di Variante, approvato da RFI il 17 febbraio 2025.

Nel maggio 2026 il Tar Campania si è pronunciato su un nuovo ricorso relativo all’opera, respingendolo e dichiarando inammissibile parte degli ulteriori motivi presentati.

Il progetto ha quindi superato anche questo passaggio giudiziario.

Resta da capire quanto la variante del 2025 abbia modificato il progetto originariamente appaltato, se abbia prodotto variazioni nel quadro economico e quali interventi siano stati rivisti durante l’esecuzione.

Sono informazioni importanti anche per ricostruire l’evoluzione di un’infrastruttura il cui percorso amministrativo dura ormai da oltre un decennio.

Il prezzo dei lavori lo paga anche chi prende il treno

Nel frattempo il cantiere entra nella quotidianità di chi utilizza la Napoli-Salerno.

Le interruzioni di settembre e ottobre si aggiungono infatti a quelle già registrate nel corso dell’anno. Nei mesi scorsi RFI aveva già programmato stop tra Torre Annunziata Centrale e Nocera Inferiore nell’ambito degli interventi propedeutici alla realizzazione dell’hub.

Tra maggio e giugno la linea convenzionale Napoli-Salerno è stata inoltre interessata da un’altra importante fase di lavori infrastrutturali, con modifiche ai servizi e collegamenti sostitutivi.

Naturalmente non tutti gli interventi effettuati sulla Napoli-Salerno possono essere attribuiti alla costruzione dell’hub di Pompei: sulla linea vengono eseguiti anche lavori di manutenzione e potenziamento indipendenti dal progetto.

È proprio questa distinzione che diventa importante.

Perché dopo undici anni dal primo via libera, oltre ai 40 milioni dell’investimento, alle sentenze e ai cantieri, manca soprattutto una risposta semplice per cittadini e pendolari: a che punto è oggi realmente il nuovo hub di Pompei e quando sarà definitivamente consegnato ai viaggiatori?

Una domanda ancora più attuale mentre, per costruire la stazione che dovrà rendere più semplice raggiungere Pompei in treno, per altri sei giorni sarà proprio viaggiare sulla Napoli-Salerno a diventare più complicato.

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