La storia della pizza Margherita diventa un film di Marco Pollini con l’Associazione Verace Pizza Napoletana. Riprese a Napoli e in Piemonte nel 2027.
La pizza Margherita e la regina a cui, secondo la tradizione, deve il nome arrivano al cinema. La casa di produzione veronese Ahora! Film lavora a “Margherita and The Pizza”, il film scritto e diretto da Marco Pollini con il supporto dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. Le riprese sono previste nella primavera del 2027 tra Napoli e il Piemonte: la città della pizza e la terra dei Savoia, dove Margherita era nata nel 1851.
Secondo la produzione, il film intreccerà storia, sentimenti e cultura gastronomica per ricostruire il contesto storico e umano da cui nasce la leggenda della Margherita. Cast, budget e distribuzione non sono ancora stati resi noti.
La regina “influencer dell’Ottocento”
Pollini, veronese, classe 1973, è regista, sceneggiatore e produttore. Tra i suoi film ci sono Le badanti, Moda mia e La Grande Guerra del Salento. L’ultimo, L’Oratore con Marcello Fonte, è stato presentato all’European Film Market della Berlinale.
Il regista racconta di essersi appassionato alla sovrana leggendo alcuni libri su di lei. Ne descrive “una donna con una visione, vicina al popolo e alle persone più fragili, che per certi versi potremmo definire una vera influencer dell’Ottocento“. L’idea del film, spiega, è nata parlando con amici stranieri appassionati di pizza, che gli avevano chiesto come fosse nata la Margherita. Sentita la storia della regina, gli hanno fatto notare “quanto fosse poco conosciuta e quanto meritasse di essere raccontata sul grande schermo”.
Regina d’Italia dal 1878 al 1900 accanto a Umberto I, Margherita di Savoia aveva con Napoli un legame stretto. Nel Palazzo Reale, l’11 novembre 1869, nacque il suo unico figlio, il futuro Vittorio Emanuele III. L’annuncio arriva nell’anno del centenario della morte della sovrana, scomparsa a Bordighera il 4 gennaio 1926.
Il ruolo dell’Associazione Verace Pizza Napoletana
L’AVPN è nata a Napoli nel giugno 1984, ha sede in via Capodimonte e certifica con un proprio disciplinare pizzerie in oltre sessanta Paesi. La produzione definisce il suo contributo un elemento centrale del progetto.
“Siamo orgogliosi di affiancare la produzione in questo progetto cinematografico”, dice il presidente Antonio Pace, “perché la pizza Margherita non è soltanto un capolavoro assoluto della nostra tradizione gastronomica, ma un simbolo dell’identità e della cultura napoletana”. Collaborare alla stesura del film, aggiunge, permette all’associazione “di tutelare l’autenticità storica e di trasmettere i valori” che difende “da quarant’anni”.
Tra storia e leggenda
Il racconto tradizionale colloca la nascita della Margherita nel giugno 1889. Durante il soggiorno dei sovrani a Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito sarebbe stato chiamato alla reggia di Capodimonte per preparare tre pizze alla regina. Quella con pomodoro, mozzarella e basilico, i colori della bandiera, sarebbe stata la sua preferita e ne avrebbe preso il nome. A testimoniarlo c’è una lettera di ringraziamento datata 11 giugno 1889 e firmata da Camillo Galli, capo dei servizi di tavola della Real Casa. È esposta nella pizzeria Brandi, in salita Sant’Anna di Palazzo, dove una lapide ricorda il centenario celebrato nel 1989.
Su quella lettera gli storici hanno sollevato più di un dubbio. Nel 2014 Zachary Nowak, sulla rivista Food, Culture & Society, ha sostenuto che grafia e timbro non corrispondono a quelli di altri documenti della Real Casa. Lo storico della gastronomia Luca Cesari, nel libro “Storia della pizza. Da Napoli a Hollywood” (Il Saggiatore, 2023), ricorda un episodio molto simile raccontato già nel 1880, in cui però la regina avrebbe preferito una pizza con bianchetti e gamberetti. Pizze con pomodoro, mozzarella e basilico compaiono già a metà Ottocento nella descrizione di Emmanuele Rocco, raccolta nell’opera “Usi e costumi di Napoli e contorni” curata da Francesco De Bourcard.
Al di là della disputa, la Margherita resta il simbolo della pizza napoletana. È tra le versioni previste dal disciplinare della Pizza Napoletana, riconosciuta dall’Unione europea come Specialità tradizionale garantita nel 2010. Dal 7 dicembre 2017, inoltre, l’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

