CHE VERGOGNA! La Scuola Superiore Meridionale della Federico II ha aggiudicato un appalto da 14 MILIONI di EURO a imprese con 37 MILA EURO di fatturato e 0 dipendenti. Vietato dal Codice. Ma lì c’è Ferdinando Fisciano e tutto torna

Da sx: Arturo De Vivo e Andrea Mazzucchi

Voluta dalla ministressa di Draghi, non a caso rettrice, è stata finanziata dal 2022 in poi ma oggi aggiudica un bando per costruire l’aula magna, l’aulario e i laboratori. Cosa avete fatto con i soldi avuti finora?

NAPOLI (gianluigi guarino) – La sinergia giornalistica tra Caserta e Napoli funziona, nel senso che molti costruttori di zone grigie di Caserta operano a Napoli e altrettanti costruttori di zone grigie di Napoli operano a Caserta.

Poi ci sono i parenti acquisiti di Caserta, nativi di Napoli e comunque operanti principalmente a Napoli, com’è sicuramente una vecchia conoscenza di questo gruppo editoriale, nato appunto con CasertaCe.net: trattasi dell’ing. Ferdinando Fisciano, dominus incontrastato dell’ufficio tecnico dell’Università Federico II di Napoli e dunque titolare di un enorme potere, che gli consente anche di svolgere funzioni accessorie non di poco conto come quella di direttore generale della Scuola Superiore Meridionale.

Francamente, con tutto il rispetto per la sua persona, non ci ha mai convinto – ed è solo un eufemismo – il fatto che

Fisciano fa parte storicamente di una trimurti comprendente un professionista veramente mitico per i lettori di CasertaCe, in quanto attivissimo per decenni nella nostra provincia: parliamo di Davide Ferriello, dirigente a Gricignano, a Carinaro e chi più ne ha più ne metta, e oggi capo dell’ufficio tecnico dell’ASL Napoli 2, sede di Frattamaggiore. La terza faccia è quella del dirigente apicale, ovviamente sempre dei lavori pubblici del Comune di Napoli, Vincenzo Brandi. I tre sono amici, anzi amiconi da tempo immemorabile. Hanno iniziato la loro vita professionale come imprenditori privati fondando la Sintec Srl, che si è occupata di progettazioni di opere pubbliche, partecipando e aggiudicandosi diverse gare d’appalto bandite da enti dello Stato, della Regione, dei Comuni. Successivamente, quando la trimurti è diventata potestà formidabilmente potente dentro agli uffici tecmici dei comuni e dentro a quello di enti importantissimi qual è ad esempio la federico ii di napoli, la sintec non è stata chiusa ma è stata affidata a dei prestanomi familiari di Fisciano-Ferriello-Brandi, vale a dire mogli, fratelli, ecc., continuando a partecipare e a vincere gare d’appalto negli enti pubblici (clicca qui per leggere un nostro articolo in proposito).

Come si suol dire, non si fa. È una cosa non degna di un professionista di valore e di grido qual è sicuramente Ferdinando Fisciano. E allora, trovandocelo al vertice della Scuola Superiore Meridionale, un istituto di istruzione universitaria di alta formazione e ricerca, una sorta di Normale di Pisa, siamo stati indotti, alla luce di questa biografia, a controllare le procedure di appalto, quelle che hanno connotato e connotano la vita pubblica della trimurti degli amiconi di sempre Fisciano-Ferriello-Brandi.

La Scuola Superiore Meridionale seleziona 40 studenti della Federico II, tra i più meritevoli, e crea una relazione parallela tra gli studi universitari ordinari e l’attività di specializzazione superiore che poi, alla fine, consente di avere contemporaneamente in mano la laurea magistrale e un master di II livello.

Non siamo entrati nel merito del funzionamento accademico di questa scuola. Magari lo faremo se scopriremo qualcosa di strano.

Qualcosa di strano lo abbiamo già scoperto per quanto riguarda gli appalti della SSM, che, per completezza di informazione, nel 2026 ha raccolto ben 19 milioni di euro di trasferimenti dal governo, capitalizzando con il massimo del contributo, rispetto a quelli già ricevuti negli anni scorsi, la sua costituzione, voluta nei primi mesi del 2022 dall’allora ministra dell’Università e della Ricerca scientifica (governo Draghi), già rettrice dell’Ateneo la Bicocca di Milano, Maria Cristina Messa, che con i suoi colleghi rettori si intendeva alla grande.

Questa gara, importo preciso di 14 milioni e 400mila euro, riguarda, così leggiamo dagli atti, la costituzione di un partenariato pubblico-privato tra un gruppo di imprese e la Scuola Superiore Meridionale, finalizzato alla messa a disposizione e all’acquisizione di uno o più immobili ubicati nel centro storico di Napoli, nella zona della storica sede della Federico II, dunque via Mezzocannone, da destinare ad aula magna, aulario e laboratori.

Quindi, se non abbiamo capito male, questa scuola esiste da poco più di quattro anni e non ha ancora un’aula magna, un aulario ecc. Probabilmente li ha garantiti la Federico II, ma se facciamo il conto dei soldi scuciti ad hoc dal ministero dal 2022 in poi, parliamo dunque di quelli finiti direttamente nelle casse autonome della SSM, sarà interessante capire come questi siano stati utilizzati.

Dunque è stata bandita una gara. Se sono stati finanziati 14 milioni e rotti, stiamo dentro a una procedura europea e a requisiti più stringenti di quelli utilizzati per le procedure sotto soglia, definiti dal Codice degli appalti nelle sue diverse versioni, ultima quella datata 2023.

Le imprese dovrebbero dimostrare, ad esempio, di essere inserite nel cosiddetto V o VI livello, in poche parole, avere un fatturato compreso tra 5 e 10 milioni di euro.

Esaminando il Raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario dell’appalto apparecchiato dal gran sacerdote Fisciano, ci sentiamo un po’ a casa. Dobbiamo, infatti, applicare metodi e meccanismi di analisi, appartenenza tipica delle cucine degli orrori acquartierate nelle stazioni appaltanti di Caserta e provincia. Prima di tutto, è mai possibile che per una gara d’appalto di queste dimensioni economiche abbia partecipato un solo concorrente?

Esattamente, ha partecipato un solo concorrente. Magari a Napoli questo fa più impressione, ma nella grand ecole della ricotta casertana, di cui Davide Ferriello, amico di sempre e socio di sempre di Fisciano e Brandi, è perfettamente normale.

Che bello: da qualche giorno scriviamo di Napoli, ma è sempre una soddisfazione tornare alle proprie origini, respirando l’odore mefitico degli appalti pubblici di Caserta e provincia.

La RTI è composta da tre imprese: RVM-Russo, di Napoli, fatturato 73.796, dipendenti 0; la casertana IGM Srl, che noi conosciamo bene e di cui abbiamo scritto in passato su CasertaCe, fatturato 37mila 720 euro, dipendenti 0; infine Impre.fi.ti, casertana, fatturato 1 milione e 150mila euro, dipendenti 7.

In tutti e tre i casi siamo fuori dalle previsioni del Codice degli appalti, però i 37mila di fatturato con 0 dipendenti della IGM sono veramente un colpo di classe. 37mila euro per aggiudicarsi una gara d’appalto di 14 milioni di euro, un solo partecipante, dunque con un ribasso inesistente o quasi.

E vabbè, dovevano andare a Napoli i casertani per battere il record. Negli anni CasertaCe aveva stabilito nello 0,3% il ribasso più ridicolo mai trovato nella storia delle gare svoltesi in Terra di Lavoro. Qui, al netto dei costi fissi, degli importi non ribassabili, che hanno portato i 14 milioni a quasi 12 milioni, il ribasso è stato dello 0,10%.

Scusi Fisciano, ma lei ci vuole perculare? Il problema suo è che CasertaCe, giornale che lei probabilmente ben conosce, ha deciso di far nascere NapoliCe. E siccome, come si suol dire, con l’espressione dialettale “noi a voi vi sappiamo bene”, fin troppo bene, capiterà a lei quello che già sta temendo, e non poco, che capiti a se stesso, il direttore generale dell’ASL Napoli 1, Gaetano Guibitosa, altro ospite fisso di CasertaCe quando è stato pessimo DG dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano.

Come si suol dire, con questa roba di NapoliCe, gemmato da CasertaCe, vi ha girato male.

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