Camorra, maxi sequestro all’imprenditore Rostan: è lo zio della consigliera regionale della Lega

Sequestrati beni di circa 220 milioni di euro all’imprenditore Giuseppe Rostan. In particolare per la lottizzazione abusiva del Parco Primavera di Melito dove secondo la Dda ci furono interessi dei clan. È parente dell’ex deputata e consigliera non indagata

NAPOLI – È Giuseppe Rostan, fratello di Emilio Rostan, quest’ultimo imprenditore e padre dell’ ex deputata e attuale consigliera regionale della Lega Michela Rostan non indagata estranea alla vicenda, il destinatario del provvedimento di sequestro di beni mobili e immobili di circa 220 milioni di euro notificato oggi dalla guardia di finanza in esecuzione di un decreto emesso dal tribunale di Napoli. Giuseppe Rostan risulta coinvolto nella maxi lottizzazione abusiva del Parco Primavera di Melito dove, secondo la ricostruzione della Dda, ci furono interessi dei clan di camorra.

Beni per un valore complessivo stimato in circa 220 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza all’imprenditore Rostan, 76 anni, attivo nei settori edilizio e immobiliare, e ai suoi familiari. Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Napoli su proposta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, è stato eseguito dai Nuclei di polizia economico-finanziaria di Napoli e Bologna, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico).

Alla base del sequestro indagini economico-patrimoniali che, secondo gli investigatori, avrebbero fatto emergere rapporti d’affari e interessi societari condivisi con soggetti ritenuti vicini ad ambienti camorristici, oltre a una sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari. Le indagini, supportate anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno riguardato operazioni immobiliari tra cui la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera”, nel comune di Melito di Napoli.Gli accertamenti patrimoniali, relativi al lungo periodo tra il 1999 e il 2016, hanno evidenziato una sproporzione tra le disponibilità economiche e immobiliari e i redditi dichiarati. Il sequestro riguarda partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario, oltre a 394 unità immobiliari nelle province di Napoli e Roma, tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in costruzione. Il provvedimento interessa inoltre 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, tra conti bancari, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.

Condividi articolo:

ARTICOLI CORRELATI