Bradisismo, il Governo approva il piano da UN MILIARDO. Fico COMMISSARIO, Musumeci: “Incentivi a chi vuole TRASFERIRSI”

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto. Il presidente della Regione Roberto Fico sarà commissario straordinario fino al 2036. Musumeci annuncia un piano decennale per mettere in sicurezza gli edifici e aiutare chi sceglie di trasferirsi.

Un miliardo di euro in dieci anni per mettere in sicurezza le case dei Campi Flegrei e aiutare chi sceglie di trasferirsi. Lo prevede il nuovo decreto-legge approvato ieri sera, 13 ottobre, dal Consiglio dei ministri. A guidare il piano sarà il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, nominato commissario straordinario.

A presentare le misure è stato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Il ministro ha illustrato il piano pluriennale con cui il Governo vuole affrontare la crisi del bradisismo, con lavori sugli edifici e incentivi per chi vive nelle zone più a rischio.

«Non è una legge sull’emergenza, ma sulla prevenzione», ha detto Musumeci. «Non aspettiamo che l’eccezionalità diventi catastrofe per poter intervenire».

Fico commissario fino al 2036

La novità principale è una struttura commissariale che durerà dieci anni. Il presidente della Regione Campania sarà commissario straordinario per gli interventi nell’area flegrea fino al 31 dicembre 2036. Si occuperà dei territori di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida.

Fico dovrà coordinare i lavori di riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici, gestendo in un’unica regia soldi e procedure. L’obiettivo è evitare che le competenze restino divise tra tanti enti e accelerare i lavori.

Il commissario avrà una struttura di supporto e potrà agire anche con ordinanze. Dal sesto mese dopo l’entrata in vigore del decreto prenderà il posto dell’attuale commissario straordinario per gli interventi pubblici nei Campi Flegrei. Con proprie ordinanze potrà assumere anche funzioni della Regione e dei Comuni interessati.

«Il commissario straordinario del governo è l’unico responsabile dell’attuazione del programma pluriennale», ha spiegato Musumeci. «Un piano, un responsabile, una struttura, un cronoprogramma, una contabilità e un sistema di controllo».

Lo Stato paga il 70%, o anche tutto

Il decreto crea un sistema di finanziamento per l’adeguamento sismico delle case. Per accedervi i proprietari dovranno fare una richiesta formale.

Lo Stato pagherà il 70% dei costi, mentre il 30% resterà a carico dei privati. Per chi dichiara un reddito non superiore a 28mila euro, invece, lo Stato potrà coprire il 100% della spesa. «Lo Stato interviene non più al 70 ma al 100%», ha spiegato Musumeci.

È una misura pensata soprattutto per le famiglie con meno soldi, che così potranno fare i lavori senza pagare di tasca propria le spese ammesse al finanziamento.

Chi vuole potrà trasferirsi

Oltre ai lavori antisismici, il decreto prevede la possibilità di trasferirsi, in modo volontario e con incentivi. Questa possibilità riguarda soprattutto gli edifici più fragili o quelli nelle zone più esposte.

Il trasferimento quindi non è obbligatorio, ma è una scelta che lo Stato sostiene con dei soldi. Musumeci sa che è un punto delicato: «È un tema politicamente delicatissimo», ha detto, «ma una legge di lungo periodo ha il dovere almeno di immaginarlo e disciplinarlo».

Per ora però non si conoscono gli importi degli incentivi e le condizioni per ottenerli. Bisognerà aspettare il testo del decreto.

I controlli sul piano

Il decreto prevede anche controlli su come vanno avanti i lavori. Il commissario dovrà riferire al Governo ogni sei mesi, mentre il Governo dovrà presentare ogni anno una relazione al Parlamento. Ci sarà poi una relazione pubblica annuale sullo stato del piano, per capire come vengono spesi i soldi e a che punto sono i lavori.

La Protezione civile continuerà a occuparsi di monitoraggio, allerte, esercitazioni e gestione delle emergenze.

Le altre misure

Nel decreto ci sono anche misure per chi ha già avuto danni. Per le case lesionate ma ancora stabili è prevista una procedura semplificata con un contributo fino a 30mila euro per le riparazioni. Per le chiese in attesa di essere sistemate ci sono 10 milioni di euro.

Il decreto sospende inoltre tasse e contributi dal 31 luglio al 30 novembre 2026 e le rate dei mutui dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre 2027, nei casi previsti. I contratti d’affitto in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027 potranno essere prorogati di due anni per le famiglie con redditi bassi.

C’è poi una regola per le case non in regola: chi chiede il contributo potrà presentare insieme anche la domanda di sanatoria, ma dovrà ottenerla prima di ricevere i soldi.

Mesi di tensione

Il nuovo piano arriva dopo mesi di tensione per il bradisismo e per le condizioni delle case nell’area flegrea. Lo scorso 8 ottobre oltre 700 cittadini e sfollati avevano protestato a Roma, insieme ai rappresentanti dei Comuni. Chiedevano soldi, tempi certi e più garanzie per le famiglie. Tra le richieste c’erano il consolidamento delle case, il sostegno agli sfollati e il no ai trasferimenti forzati.

Con il precedente decreto-legge 144/2026 il Governo aveva già stanziato 100 milioni di euro per riparare e mettere in sicurezza le case rese inagibili dalle scosse del 31 luglio e del 1° agosto.

Cosa resta da chiarire

Restano da chiarire alcuni punti importanti. Non si sa ancora quali case potranno ricevere i fondi, quali saranno di preciso i requisiti di reddito e come funzioneranno le domande per chiedere i soldi. Bisognerà anche capire come il miliardo si legherà ai fondi già stanziati.

Con il decreto parte un piano di dieci anni per i Campi Flegrei, con Fico alla guida. Ma come funzionerà davvero lo diranno il testo definitivo e le procedure che verranno dopo.

Condividi articolo:

ARTICOLI CORRELATI