Napoli, CINQUE licei occupati: gli studenti contro il decreto scuola. “Soldi all’istruzione, non alle ARMI”

Napoli, occupati cinque licei: Umberto I, Mercalli, Genovesi, Sannazaro e Tito Lucrezio Caro. Gli studenti protestano contro il decreto scuola, i tagli e le spese militari.

La protesta degli studenti si allarga a Napoli. Sono cinque i licei occupati: il classico Umberto I, lo scientifico Giuseppe Mercalli, il Genovesi, il Sannazaro e il Tito Lucrezio Caro. All’Umberto, al Mercalli, al Genovesi e al Sannazaro le occupazioni sono partite stamattina, lunedì 12 ottobre. Al Tito Lucrezio Caro, in via Manzoni, gli studenti erano già dentro dal 7 ottobre.

Nel mirino ci sono le scelte del Governo sulla scuola, i fondi all’istruzione pubblica, lo stato degli edifici scolastici e l’aumento delle spese militari.

Mercalli: “Contro il decreto scuola”

“«”Occupiamo la nostra scuola per manifestare il nostro dissenso nei confronti dei provvedimenti previsti dal decreto scuola“»”, scrivono gli studenti del Mercalli. Per loro le nuove norme seguono «una logica populista, demagogica e di stampo anticostituzionalmente classista».

I ragazzi se la prendono con un «Governo che preferisce alimentare la fabbricazione di strumenti di morte piuttosto che investire nel nostro futuro». Tra le misure contestate ci sono anche le regole sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare il burqa a scuola.

Umberto I: “Servono cambiamenti veri”

Anche gli studenti dell’Umberto I attaccano il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Pensiamo che il mondo della scuola abbia bisogno di cambiamenti reali“»”, spiegano.

Secondo loro la scuola pubblica si sta impoverendo da anni. Il taglio dei fondi, sostengono, non è una crisi passeggera ma il risultato di scelte politiche fatte negli ultimi vent’anni. E contestano l’aumento delle risorse per il riarmo, mentre la scuola fa fatica a tirare avanti.

Sannazaro e Genovesi

Al Sannazaro, al Vomero, tra i problemi denunciati dagli studenti c’è anche la palestra, che avrebbe problemi di agibilità. Nella scuola è stato chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che sono andate via dopo aver verificato che non c’erano pericoli per l’ordine pubblico.

Occupato anche il Genovesi, nel centro storico. Qui, con l’inizio della protesta, docenti e personale amministrativo sono usciti dall’edificio.

Tito Lucrezio Caro, il no al Cpr

Al Tito Lucrezio Caro la protesta ha un obiettivo preciso: il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che dovrebbe nascere a Castel Volturno. Gli studenti del Collettivo Settimo e del Coordinamento Kaos chiedono anche più soldi per l’edilizia scolastica e una scuola più inclusiva. E guardano alle proteste degli studenti all’estero, soprattutto a quelle francesi.

I prossimi appuntamenti

Gli studenti hanno già fissato le prossime date: lo sciopero per il clima del 16 ottobre e la manifestazione contro il Cpr a Castel Volturno il 24 ottobre.

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