Due MORTI in dieci giorni nella stessa fabbrica: per Patrizio Spasiano si decide se ci sarà il PROCESSO

Domani a Napoli Nord l’udienza preliminare per la morte di Patrizio Spasiano, 19 anni, ucciso dall’ammoniaca alla FrigoCaserta. Cinque imputati, presidio fuori dal tribunale.

Aveva 19 anni ed era in quella fabbrica da pochi mesi. Il 10 gennaio 2025 Patrizio Spasiano è morto nello stabilimento FrigoCaserta di Gricignano d’Aversa, dopo una fuga di ammoniaca. Domani, 8 ottobre, la sua morte arriva davanti al giudice. Al Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa, si terrà l’udienza preliminare: cinque imputati, per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

Chi sono i cinque imputati

Davanti al gup compariranno Domenico Razzano, legale rappresentante della FrigoCaserta e committente dei lavori, e Alfonso Avola, legale rappresentante della cooperativa Cofrin e datore di lavoro di Patrizio. Con loro ci saranno Erasmo Avola, indicato come preposto del cantiere, Alfredo Migliore, coordinatore per la sicurezza, e Roberto Pescia, responsabile dei lavori.

L’accusa principale è omicidio colposo. A questa si aggiungono, a vario titolo, diverse violazioni delle norme sulla sicurezza.

Cosa è successo quel giorno

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Patrizio si trovava nella sala macchine. Un trabattello, la piattaforma usata per i lavori, avrebbe urtato una valvola. Si è rotto un manometro ed è uscita l’ammoniaca.

Il ragazzo non è riuscito a mettersi in salvo. È morto per l’intossicazione, con un grave edema polmonare acuto e un’insufficienza cardiorespiratoria.

Il nodo delle mansioni

Patrizio lavorava per la Cofrin come tirocinante saldatore. Uno dei punti al centro delle denunce della famiglia e degli attivisti riguarda proprio i compiti che gli erano stati affidati e le condizioni di sicurezza in cui lavorava.

Il presidio davanti al tribunale

Domani mattina, dalle 9, familiari e amici saranno in presidio davanti al Tribunale di Napoli Nord. Con loro anche gli attivisti di Potere al Popolo.

“Patrizio ha subito sulla propria pelle la violenza di un sistema che ogni giorno uccide quattro lavoratori“, ha detto il portavoce nazionale Giuliano Granato, che chiede di introdurre nella legge un reato specifico di omicidio sul lavoro.

Per Granato la vicenda apre anche la questione dell’uso dei tirocini e del rispetto della prevenzione nei luoghi di lavoro. Secondo Potere al Popolo, il ragazzo sarebbe stato impiegato in mansioni diverse da quelle previste dal suo percorso e senza adeguati dispositivi di protezione. Sono accuse e denunce di parte, che dovranno essere valutate in tribunale.

Due morti in dieci giorni

C’è un dettaglio che rende questa storia ancora più dura. Pochi giorni prima, il 31 dicembre 2024, nello stesso stabilimento era morto Pompeo Mezzacapo, 39 anni, travolto da un muletto. Dieci giorni dopo è toccato a Patrizio.

Cosa succede domani

Domani il processo vero e proprio non inizierà ancora. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a valutare le richieste della Procura e a decidere se i cinque imputati dovranno affrontare il dibattimento. Fuori dal tribunale ci sarà la famiglia di Patrizio, che da quasi due anni chiede di sapere la verità sulla sua morte.

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