“Guerra HI-TECH” a Poggioreale: il drone dei boss BLOCCATO a un passo dalle celle

Poggioreale, la Polizia Penitenziaria neutralizza un drone da 10mila euro con un chilo di droga e 15 smartphone. L’Uspp: dietro c’è la criminalità organizzata.

Grande, costoso e carico come mai prima. Il drone intercettato a Poggioreale valeva circa 10mila euro ed era stato costruito in Europa. Sotto portava un chilo di droga tra hashish, cocaina e marijuana, un bilancino di precisione e 15 smartphone con cavi e caricabatterie. Tutto destinato ai detenuti. A fermarlo sono stati i sistemi di difesa della Polizia Penitenziaria del carcere napoletano, che hanno neutralizzato il velivolo prima della consegna.

La notizia l’ha diffusa l’Uspp, l’Unione dei sindacati della Polizia Penitenziaria, che ha elogiato il lavoro degli agenti.

“Dietro c’è la criminalità organizzata”

Per il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, i tentativi di aggirare i controlli diventano sempre più sofisticati. Un drone di queste dimensioni, capace di trasportare un carico così pesante, non è opera di improvvisati. “Non c’è dubbio che dietro questo fenomeno ci sia la criminalità organizzata”, dicono i due sindacalisti.

Non è il primo caso

Da mesi il cielo sopra Poggioreale è diventato una rotta per i rifornimenti illegali. A maggio la Penitenziaria aveva abbattuto un drone con 300 grammi di droga e uno smartphone. A inizio settembre un altro, con 150 grammi di hashish e un iPhone di ultima generazione.

In primavera i carabinieri avevano ricostruito il sistema dei cosiddetti “dronisti”, i piloti pagati dai clan per far arrivare la merce oltre le mura. Le inchieste parlano di compensi da 700-800 euro per le consegne più semplici fino a 3mila per quelle complesse. In un’intercettazione un pilota si vantava di guadagnare fino a 10mila euro al giorno.

L’allarme sul personale

L’Uspp parla apertamente di una guerra hi-tech nelle carceri. Gli agenti fanno un lavoro enorme ogni giorno, sottolineano Moretti e Auricchio, ma da soli non bastano. Servono sistemi anti-drone, strumenti tecnologici avanzati e formazione.

Soprattutto, servono uomini. A Poggioreale, secondo il sindacato, mancano all’appello 200 agenti. Solo con grande spirito di sacrificio, concludono, si riesce ancora a garantire ordine e sicurezza all’interno dell’istituto.

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