Studentato nell’ex torre del BANCO DI NAPOLI: solo il 30% dei posti agli assegnatari ADISURC, gli universitari in TENDA

Al Centro direzionale apre lo studentato Ibrido Living nell’ex torre del Banco di Napoli: posti da 497 euro, protesta degli universitari

Dentro c’erano i primi ospiti e il rinfresco per l’inaugurazione. Fuori gli studenti protestavano con tende, striscioni e megafoni. Così è stato presentato Ibrido Living, il nuovo studentato dell’isola A4 del Centro direzionale, ricavato nella torre che per anni ha ospitato il Banco di Napoli. Al centro della contestazione ci sono i canoni, fino a 680 euro al mese per una singola, e la quota di posti riservata agli studenti con borsa di studio Adisurc, ferma al 30 per cento.

La protesta dei collettivi

A organizzare il presidio è stato il collettivo autorganizzato universitario (Cau), riconducibile a Potere al Popolo. Gli studenti contestano il caro affitti in città e l’uso di risorse pubbliche per strutture gestite da privati. Chiedono che tutti i posti siano offerti a prezzi calmierati, compatibili con i redditi delle famiglie. Nel comunicato che annunciava il flash mob i collettivi andavano oltre e chiedevano il 100 per cento dei posti pubblico e gratuito. Secondo i loro calcoli, su 682 posti letto complessivi solo 195 andrebbero ai borsisti Adisurc.

Durante la cerimonia due manifestanti sono state invitate a entrare per un confronto. È durato pochi minuti e nessuno ha cambiato idea. Marinella Di Pinto, fuorisede del Casertano iscritta all’Orientale, ha contestato che solo una parte dei posti abbia canoni calmierati e ha chiesto di portare la quota al 100 per cento.

Prezzi, posti e stanze ai turisti

La torre è stata acquistata circa due anni fa dall’immobiliarista Romano insieme a un secondo edificio di fronte, per un investimento complessivo di 45 milioni di euro. Per la residenza universitaria è arrivato un finanziamento pubblico di circa 12 milioni, dai fondi del Pnrr. I lavori non sono finiti e una seconda inaugurazione è prevista per il 4 dicembre.

A regime la struttura dovrebbe offrire 610 posti letto in 310 camere su 13 piani. Il 30 per cento è riservato agli assegnatari di borsa Adisurc, selezionati in base all’Isee. Per gli altri i prezzi indicati sono 680 euro al mese per una singola e 497 per un posto in doppia, con utenze, wi-fi, pulizia delle camere e spazi comuni compresi.

Il contratto con gli studenti scade il 31 luglio. Ad agosto e settembre le stanze possono andare ai turisti, a 130 euro a notte per una doppia con colazione. Tra dodici anni l’intero immobile potrà essere riconvertito in albergo. Sono queste condizioni ad alimentare le critiche del collettivo, che vede nell’operazione un vantaggio per i privati sostenuto da fondi pubblici.

Le risposte di gestori e istituzioni

Durante il breve confronto con le manifestanti, i gestori hanno precisato che i prezzi pubblicati online non sono aggiornati, senza indicare le nuove tariffe. Il consigliere regionale di Casa Riformista Ciro Buonajuto, presente all’inaugurazione, ha definito la struttura una risposta concreta al caro affitti, capace di garantire ai fuorisede alloggi a prezzi calmierati e convenzionati. Ha anche detto di condividere i contenuti della protesta degli studenti, che ha incontrato davanti allo studentato.

Fondi pubblici e residenze private

La polemica riguarda il sistema di finanziamento delle residenze universitarie degli ultimi anni. Nel 2022 il decreto ministeriale 1046 ha destinato 300 milioni del Pnrr ai nuovi posti letto. Nel 2024 è arrivato il decreto 481, con un bando da 1,2 miliardi gestito con il supporto di Cassa depositi e prestiti, che punta a 60mila posti. Per ottenere i fondi il gestore deve riservare il 30 per cento dei posti agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi e applicare canoni più bassi di quelli di mercato. Secondo i dati citati dagli studenti, il 91 per cento delle richieste di finanziamento è arrivato da privati, anche per come erano costruiti i bandi e per la scadenza di luglio 2026.

A Napoli, così, gli studentati aperti di recente sono quasi tutti privati. A novembre 2025 aveva aperto CX Naples nell’ex sede Inps di via Galileo Ferraris, con oltre 500 posti e la stessa quota del 30 per cento in convenzione.

Le residenze pubbliche in ritardo

L’Adisurc dovrebbe inaugurare due residenze interamente pubbliche. La prima sarà nell’ex centro di formazione ferroviaria di Pietrarsa. La seconda sorgerà in piazza Bagnoli, dove c’era l’hotel Antiche Terme Tricarico. Le aperture erano annunciate per l’estate o per settembre, ma sono slittate e una nuova data non c’è ancora.

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