LA CERIMONIA DI FICO. Lo strano caso del console onorario di Bulgaria Gennaro Famiglietti. Non ha il via libera del Ministero degli Esteri, la Prefettura tace sospettosamente da sette mesi ma lui in via Chiatamone….

Nel febbraio scorso l’incredibile vicenda del console della Moldavia, il costruttore edile di Frattamaggiore, amico di Edmondo Cirielli, ci ha fatto appassionare al tema della “diplomazia minore”, partendo da quella irrinunciabile patente chiamata exequatur che deve rilasciare la Farnesina. E allora abbiamo scoperto, rispetto alla vicenda dell’avvocato, ex presidente della Circoscrizione del Vomero, alcune cose.

NAPOLI (gia.gua.) – Ognuno ha il corpo diplomatico che si merita e uno dei momenti protocollari più importanti di ogni repubblica, di ogni monarchia, compresa quella anomala che il Papa esercita sulla Città del Vaticano, vive periodicamente il momento del ricevimento, da parte del Capo dello Stato e il cosiddetto Corpo diplomatico.

Capita anche alle Regioni che ovviamente si devono accontentare di ciò che hanno a disposizione. Quelle che ospitano le città più importanti d’Italia, escluse ovviamente Roma dove ci sono gli ambasciatori, dunque Napoli, Milano, Torino e poche altre, posseggono alcuni consoli di ruolo che i ministeri degli Esteri dei Paesi più grandi, Stati Uniti, Cina, Russia e una manciata di altri, attingono tra i diplomatici di carriera, magari tra quelli che oggi saranno consoli e che domani saranno promossi ad ambasciatori. Tutte le altre rappresentanze delle nazioni di minore grandezza, di minore popolazione, di minore peso specifico, vengono scelte in loco. Sulla carta dovrebbero essere attinti tra i professionisti, tra gli uomini di cultura, tra personalità di evidente prestigio del territorio. Ma in realtà non succede così o non succede quasi mai così.

Se abbiamo scritto quest’articolo è perché proprio nella giornata odierna, quella di martedì 3 novembre, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, memore forse dei fasti ancora più luminescenti dei tempi in cui, un po’ inopinatamente, diventò presidente della Camera dei deputati, per designazione di Cinque Stelle, ha ricevuto quello che è il corpo diplomatico esistente a Napoli. Dunque è arrivato il console americano, diplomatico di carriera, dalla sua storica sede di piazza della Repubblica, confinante con viale Gramsci (ma guarda un po’, gli scherzetti della storia: il consolato americano che affaccia proprio sulla strada intitolata al fondatore del partito comunista italiano). Ma sono arrivati anche consoli di minore prestigio, e, diciamolo pure, di minore importanza, ossia quelli di tanti Paesi che li hanno scelti tra Napoli e dintorni.

Il 5 febbraio scorso il nostro giornale gemello CasertaCE ha scritto un articolo su una “visita” che i carabinieri di Roma avevano reso al Ministero degli Esteri, con l’obiettivo di controllare la documentazione riguardante il console onorario della Moldavia a Napoli, Amedeo Guarino da Frattamaggiore, imprenditore edile amico strettissimo del viceministro degli Esteri Edumondo Cirielli (CLICCA QUI PER LEGGERE QUELL’ARTICOLO).

Ponevamo una serie di interrogativi sui requisiti posseduti da Guarino per svolgere la funzione di rappresentante della Moldavia o Moldova che dir si voglia, a seconda della pronuncia rumena o russa. Al riguardo, spiegavamo, inoltre, che non era sufficiente che un Paese nominasse un console onorario affinché questi potesse insediarsi come tale. La nomina veniva validata nel momento in cui il ministro degli Esteri italiano avrebbe attribuito il cosiddetto exequatur, che testualmente significa eseguire, ma che, in linguaggio diplomatico, è parola utilizzata in sostanza per definire l’atto finale e decisivo di una procedura, attivata dal Ministero degli Esteri, attraverso il controllo di tutta la documentazione dell’aspirante console onorario indicato da questo o quel Paese. Exequatur inteso come via libera come nuova quaestio al suo insediamento.

Il caso dell’avvocato Gennaro Famiglietti

Quella vicenda relativa ad Amedeo Guarino ci ha introdotti nella conoscenza di un argomento che non conoscevamo prima e che abbiamo dovuto studiare. Come si suol dire: impara l’arte e mettila da parte, oggi quell’arte ci è utile per un fatto di stretta attualità, ossia la cerimonia avvenuta stamattina nel palazzo Santa Lucia. Siccome ci siamo un po’ appassionati a questa materia nelle scorse settimane, abbiamo appreso una notizia, diciamo così, un po’ problematica, che ci induce oggi a porci una domanda: all’incontro tra il presidente della Regione Campania Roberto Fico e i consoli attivi a Napoli, ha partecipato o meno l’avvocato Gennaro Famiglietti, professionista che ai tempi della Democrazia Cristiana fu presidente della Circoscrizione del Vomero?

Famiglietti è stato console onorario della Bulgaria fino al 23 marzo scorso. Proprio quel giorno, infatti, gli è scaduto l’exequatur, ossia da quel momento non sono stati più validi i requisiti garantiti e riconosciuti dal Ministero degli Esteri, condizione necessaria affinché potesse svolgere la sua funzione di rappresentanza della Bulgaria nella città di Napoli e in Campania. Da quel giorno, per la Repubblica italiana, Gennaro Famiglietti non è stato più riconosciuto come console onorario del Paese balcanico.

In verità il governo bulgaro ha riproposto la sua nomina, ma da ben sette mesi il Ministero degli Esteri fa silenzio sul suo exequatur. L’ultima traccia della procedura in atto l’abbiamo raccolta in questi giorni: la pratica di Famiglietti è arrivata alla Prefettura partenopea, che deve raccogliere tutte le relazioni dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Di solito i tempi sono molto più brevi e non si capisce per quale motivo la procedura degli accertamenti su Famiglietti si sia incagliata. E’ possibile che ci siano dei problemi che lo riguardano e che possono in qualche modo rendere più difficile la concessione dell’exequatur da parte del Ministero degli Esteri? Questo non si sa. Certo è che i tempi si stanno rilevando molto lunghi e che questa lunghezza è irrituale e inusuale, rappresentandosi come un fatto strano rispetto a quelli che connotano sempre procedure di questo tipo.

La speranza è che la Prefettura di Napoli faccia capire al più presto se il giudizio su Famiglietti sia positivo o negativo, anche perché al momento, la gloriosa bandiera della Bulgaria sventola, garrisce nella prestigiosa sede di via Chiatamone. A quanto ci risulta, l’ottimo avvocato Gennaro Famiglietti si presenta ancora come console, immaginandosi come una figura di reggente o facente funzioni in attesa del verdetto del Ministero. Ma siccome questa figura non c’è nell’ordinamento italiano e l’assunzione del titolo di console onorario, anzi, diciamo ancora meglio, l’esercizio delle prerogative di un console onorario, esistono solo e solo se esiste un exequatur in corso, oggi la Bulgaria non ha un console onorario a Napoli.

Ecco perché siamo stati percorsi dalla curiosità di capire se l’ottimo avvocato Gennaro Famiglietti sia stato o meno presente alla cerimonia svoltasi in Regione.

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