CAPODICHINO, da settimane vive in AEROPORTO: dice di chiamarsi Daniel e di essere SVEDESE, ma non ha documenti

Senza documenti né soldi, dice di essere svedese e da settimane vive a Capodichino. Il console: «Ricorda poche cose». Ambasciata e polizia al lavoro.

Dice di chiamarsi Daniel e di essere svedese. Non ha documenti né soldi e del suo passato ricorda poco. Da settimane vive nell’aeroporto di Capodichino, dove i lavoratori dello scalo lo aiutano come possono. Ora l’aeroporto è chiuso per i lavori alla pista. Il console onorario di Svezia, l’ambasciata a Roma e la polizia di frontiera cercano di dargli un’identità.

«Poche cose, profondamente confuse»

Il giovane dice di avere 25 anni. Secondo il console onorario di Svezia a Napoli, Pierluigi Petrone, ne dimostrerebbe una trentina. Al console ha detto di essere svedese e di non ricordare nulla. «Mi ha raccontato poche cose, profondamente confuse», spiega Petrone, che sottolinea quanto sia difficile identificarlo e ricostruirne la storia. Il console non esclude che il ragazzo voglia tornare in patria.

Daniel parla pochissimo, appare disorientato e non chiede quasi nulla. Mangia quello che gli offre chi lavora nello scalo. A chi gli chiede da dove venga o come sia arrivato a Napoli non dà molta confidenza. «Non dà fastidio ed è una persona garbata», racconta chi lo vede ogni giorno al terminal degli arrivi.

Da quando è a Capodichino

Non è chiaro da quanto tempo sia lì. Alcuni dipendenti dicono di averlo visto già in estate, altri lo hanno notato solo a ottobre. Il console ha riferito a Repubblica che le prime segnalazioni risalgono a metà ottobre. A quella data il giovane era nello scalo già da una decina di giorni. Il 15 ottobre il personale dell’aeroporto ha avvisato il consolato. Sabato sera, alla vigilia della chiusura, Petrone è andato a Capodichino a incontrarlo. Gli ha comprato di tasca propria un capo pesante per ripararsi dal freddo.

La foto all’ambasciata e l’appello

Secondo Il Mattino, la fotografia del giovane è stata inviata ai consolati svedesi in Italia e all’ambasciata di Svezia a Roma. Repubblica riferisce che anche la polizia di frontiera ha scritto all’ambasciata. Nel messaggio parla di un «presunto cittadino svedese» presente nello scalo da oltre trenta giorni, in «apparente buona salute». E chiede istruzioni per il rimpatrio.

«L’ambasciata sta lavorando per arrivare a una soluzione», dice Petrone. Il console ha lanciato un appello: chi riconosce il giovane lo segnali, per poterlo aiutare. Il consolato onorario di Svezia a Napoli risponde all’indirizzo sedeconsolaresvezia.na@petronegroup.com.

Lo scalo chiuso fino al 30 novembre

Capodichino è chiuso dal 1° novembre per il rifacimento della pista e dei raccordi. La riapertura è prevista per il 1° dicembre. Nel frattempo una parte dei voli è stata spostata all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento. Anche dopo lo stop Daniel è rimasto nel terminal. Dove passerà le prossime settimane non è ancora chiaro.

Il precedente di The Terminal

La sua storia ha fatto subito pensare a The Terminal, il film di Steven Spielberg del 2004. Tom Hanks vi interpreta un viaggiatore bloccato all’aeroporto JFK di New York. Il film si ispirava liberamente alla vicenda di Mehran Karimi Nasseri, un rifugiato iraniano che visse dal 1988 al 2006 nel Terminal 1 dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

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