Roberto Fico, sacerdote del buon governo: ci spiega com’è possibile che Ciro Buonajuto prenda un incarico da quasi 6 mila euro dall’EAV e stia anche nella Commissione Bilancio che deve controllare i conti di quest’azienda?

In calce all’articolo il documento che lo dimostra

NAPOLI (Gianluigi Guarino) – Ciro Buonajuto è un politico come tanti altri. A dire il vero, con una stellina nera in più, con un addizionale di temerarietà. Niente di personale da parte nostra nei suoi confronti, per carità. D’altronde, di politici ce ne sono sia migliori di lui non esageriamo, appena migliori, che peggiori, appena peggiori, in un insieme di punti, ognuno dei quali rappresenta il nome e il cognome di un politico campano. Punti concentrati, affastellati l’uno addosso all’altro, nei pressi di un centro che costituisce, all’interno di quest’insieme, il punto nevralgico della mala politica, della politica costituita solo e solamente da quello che Francesco Guicciardini definiva il particulare.

Buonajuto e quel feeling con Carlo Marino santificato da un incarico lucroso

Nel giornale gemello di Napolice, che si chiama CasertaCE, ci siamo occupati di Ciro Buonajuto quando questi era sindaco di Ercolano ed era un grande amicone del sindaco del capoluogo di Terra di Lavoro, Carlo Marino, sciolto, insieme alla sua amministrazione e al suo Consiglio comunale, per infiltrazioni camorristiche.

Correva l’anno 2022, mese di luglio, giorno 29, quando scrivevamo (CLICCA E LEGGI) di una superconsulenza ottenuta da Pasquale Fornaro, al tempo 32 anni, proveniente dal Comune di Ercolano, per badare alle procedure dI quello di Caserta sui finanziamenti del PNRR, che, com’è noto poi ai lettori del nostro giornale gemello, Caserta ha perso quasi completamente, con un danno superiore ai 20 milioni di euro. Fornaro, per quell’incarico, ottenne 5000 euro e noi scrivemmo del grande rapporto costruito da Carlo Marino e da Ciro Buonajuto all’interno dell’Associazione nazionale comuni d’Italia, o Anci che dir si voglia. Erano trascorsi solo 10 mesi dalle elezioni comunali di Caserta quando Italia Viva, partito in cui Buonajuto militava, aveva deciso di rinunciare all’idea di correre da sola al primo turno, entrando invece sin da subito nella coalizione di centrosinistra dell’ex forzista Marino, grazie ai buoni uffici di Buonajuto, sindaco di Ercolano.

Nel 2025, forte degli anni vissuti al comando della città vesuviana, il Buonajuto si è candidato alle elezioni regionali ed è stato eletto nella circoscrizione di Napoli, nella lista fondata dai riformisti di Gaetano Manfredi, sindaco del capoluogo partenopeo, ma anche fratello di Massimiliano Manfredi, candidato invece nel PD, autore di un’ottima performance di preferenze proprio a Napoli, città che lo ha lanciato verso la poltrona di presidente del Consiglio regionale della Campania. Insieme a Manfredi corsero la stessa Italia Viva, ma anche Noi di Centro di Clemente Mastella, che poi avrebbe eletto il figlio Pellegrino nella circoscrizione di Benevento, con conseguente ingresso di una sua fedelissima all’interno della giunta regionale, a scapito soprattutto di Ayala e dello stesso Buonajuto, autori anch’essi di un’ottima performance all’interno dell’urna.

Buonajuto è entrato in qualche commissione. Ma un po’ l’amaro in bocca gli è rimasto per la vicenda – Giunta. è come se si fosse creato un clima attorno al lui di solidarietà, comprensione, di ricerca di una compenzazione, di un ristoro. A noi interessa, per ciò che intendiamo rivelare in quest’articolo è che faccia parte della Seconda Commissione, che si occupa di bilancio di finanze e di Programmazione economica.

L’incarico a Buonajuto.

Interessa perché siamo venuti in possesso di un documento che attesta un fatto che sarebbe incredibile in una nazione normale, non certo in Italia men che meno nel Meridione d’Italia.

Su questa vicenda che adesso vi sintetizzeremo, saremmo curiosi di sapere quale sarà il punto di vista del “legalissimo”, del sedicente depositario dell’unzione del Padre Eterno come testimone trascendente della trasparenza, Roberto Fico, presidente della Regione Campania, carica che ormai viene definita governatore.

Il documento lo abbiamo estrapolato da un sito della Regione Campania connesso a quello di una sua importante partecipata. Tra gli altri il nome di Ciro Buonajuto.

Ma andiamo per ordine.

Buonajuto è un avvocato e quindi, da avvocato, ha ricevuto l’incarico di una difesa in corte di appello per non meglio identificati “provvedimenti disciplinari”, con previsione di un compenso di ben 5.809 euro. Quest’incarico gliel’ha erogato EAV, che sta per Ente Autonomo Volturno, un antico ferrovecchio del sottogoverno degli sprechi, che oggi la Regione Campania controlla interamente, avendone circoscritto tutte le quote della Srl.

Attenzione, seguite il ragionamente e il silogismo: la Regione Campania è proprietaria dell’EAV, esclusiva proprietaria. L’EAV è parte attiva, insieme alle altre società in house, del bilancio di questa. I documenti relativi allo stato patrimoniale e al conto economico di EAV vengono esaminati attentamente dalla Commissione Bilancio del Consiglio regionale e dallo stesso Consiglio regionale, inteso come organo di struttura generale e come punto di sintesi del lavoro di tutte le commissioni. Ed è il Consiglio ad esaminare ulteriormente il bilancio e ad approvarlo.

Una domanda a Roberto Fico sacerdote del buon governo

Magari ci sbagliamo, ma Fico dovrebbe spiegarci (chiedere a Buonajuto è inutile perché sarebbe come chiedere, utilizzando l’antico adagio, “all’acquaiolo se l’acqua è fresca”) se questa cosa non configuri l’esistenza di un’incompatibilità, di un conflitto di interessi, tra il ruolo di consulente esterno per EAV, svolto da Ciro Buonajuto, e incaricato e pagato da EAV, e il ruolo di consigliere regionale, per di più componente della Commissione Bilancio, che esamina la gestione economica di tutte le aziende controllate dalla Regione compreso EAV.

La grammatica del governatore

Noi non escludiamo nulla. Può darsi che questo conflitto d’interesse per qualche cavillo per qualche scappatoia da legulei possiamo già dire senza tema di smentita che quest’incarico è quanto meno inopportuno e non ha nulla ha a che vedere con la grammatica che ogni giorno Roberto Fico e i 5 Stelle declamano dai pulpiti della legalità, del buon governo e della trasparenza rivelata per unsione del Signore.

Da lontano, per aggiungere un termine caro alla tradizione di CasertaCE e che cercheremo di esportare anche a Napolice, questa roba ci ricorda una ricotta, nell’accezione letterale che questo termine assunte quale metafora di una grande opera artistica, l’episodio-mediometraggio inserito nel film Ro.Go.Pa.G.. un episodio firmato da un vero uomo di sinistra che di nome faceva Pier Paolo e di cognome Pasolini.

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