Sciopero nazionale dei taxi il 15 dicembre con manifestazione a Roma. Il 17 novembre i tassisti in piazza a Napoli. Ecco i motivi della protesta.
I tassisti si fermano. «A causa della totale inerzia del governo», le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del settore taxi, riunite oggi a Firenze, hanno proclamato uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 15 dicembre 2026, con una manifestazione a Roma.
Il 17 novembre la tappa di Napoli
In vista dello sciopero sono previste tre manifestazioni a novembre: a Milano l’11 novembre, a Napoli il 17 novembre e a Firenze il 25 novembre, «al fine di sensibilizzare le autorità circa lo stato di difficoltà del settore».
«Nessuna risposta dai ministeri»
«Nonostante il preavviso di mobilitazione – spiegano le sigle – il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dell’Interno e il ministero delle Imprese e del Made in Italy non hanno fornito ad oggi alcun riscontro».
I motivi della protesta
Secondo i tassisti, il servizio pubblico taxi è messo in crisi da tre fattori: la concorrenza sleale di alcune piattaforme multinazionali e di Ncc che violerebbero le regole, i prezzi variabili in base alla domanda e l’esplosione dei costi di gestione, a partire dal caro carburante.
Sotto accusa ci sono anche i ritardi del governo sulle norme del settore. Il Rent, il Registro elettronico nazionale di taxi e Ncc, secondo le sigle non è ancora pienamente operativo, e mancano i controlli su strada, lasciando spazio all’abusivismo e all’uso irregolare delle licenze Ncc. Per il foglio di servizio elettronico, lo strumento che dovrebbe tracciare le corse degli Ncc, si attende ancora il decreto attuativo. Per i tassisti questo vuoto normativo favorisce la concorrenza sleale delle piattaforme, «in totale violazione della normativa a danno dell’utenza e degli operatori del settore».
Chi ha proclamato lo sciopero
Lo sciopero è stato proclamato da Agci, Ati Taxi, Associazione Tutela Legale Taxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Unica Filt Cgil Taxi, Satam, Sitan, Or.S.A. Taxi, Sul Taxi, Tam, Uiltrasporti, Usb Taxi, Ugl Taxi, Unimpresa, Unione Artigiani, Uritaxi e Uti.
Le proteste delle ultime settimane
La mobilitazione arriva dopo settimane di tensione. Già a fine settembre Unica Filt Cgil e Uiltrasporti avevano minacciato lo sciopero chiedendo interventi sul caro carburante, sulle tariffe e sugli Ncc abusivi. Ieri, lunedì 26 ottobre, altre sigle dei tassisti, tra cui Uri, itTaxi e Unicoop, hanno manifestato a Roma davanti al ministero delle Infrastrutture contro l’aumento del prezzo del carburante, chiedendo tra l’altro l’estensione ai taxi del gasolio professionale, l’agevolazione già prevista per gli autotrasportatori.

