Quadri falsi dell’Ottocento napoletano attribuiti a Irolli venduti online: 10 indagati, perquisizioni in 24 città e 24 dipinti sequestrati. Indaga Torre Annunziata.
Quadri presentati come capolavori dell’Ottocento napoletano, ma che secondo gli investigatori sarebbero falsi. È su questo presunto traffico che si concentra l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, che ha portato i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) a eseguire perquisizioni e sequestri in 24 città italiane nei confronti di 41 persone, tra cui antiquari, commercianti e restauratori.
Al centro i falsi Irolli
Secondo l’accusa, l’organizzazione sarebbe stata dedita al traffico nazionale e internazionale di quadri falsi attribuiti a pittori dell’Ottocento napoletano, in particolare a Vincenzo Irolli. Nato a Napoli nel 1860 e morto nel 1949, allievo di Gioacchino Toma all’Accademia di Belle Arti, Irolli è noto per i suoi colori accesi, le scene di vita quotidiana, i ritratti di bambini e le figure materne. Partecipò anche alla decorazione del Gambrinus e oggi è molto richiesto dal mercato.
Dieci indagati e 25 capi d’imputazione
Al momento gli indagati sono dieci, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali. Secondo la Procura i capi d’imputazione sono 25 e riguardano circa 69 dipinti. La contraffazione di opere d’arte, dal 2022 inserita nel codice penale, prevede la reclusione da uno a cinque anni e una multa.
Le basi tra Napoli e Salerno
Secondo gli investigatori la rete, attiva da anni, avrebbe avuto le sue basi operative tra le province di Napoli e Salerno, con ramificazioni in Calabria e in altre regioni del Sud. In Campania le perquisizioni hanno interessato tra le altre Napoli, Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate, San Giorgio a Cremano, Scafati, Pozzuoli, Torre del Greco, Afragola, Quarto, Pagani ed Ercolano. Fuori regione i controlli sono arrivati in Calabria, Puglia e Sicilia.
Le vendite online e all’estero
Le opere sarebbero state vendute sia attraverso i canali tradizionali sia su una nota piattaforma di e-commerce, per raggiungere anche compratori stranieri. Finora sono stati sequestrati 24 dipinti e sono state accertate 84 vendite online, che hanno portato all’esportazione illegale di nove opere in diversi Paesi europei: Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.
Chi ha condotto le indagini
L’inchiesta è stata condotta dal Nucleo TPC di Cosenza. A eseguire il decreto di perquisizione e sequestro è stato il Gruppo di Roma del Comando TPC, con il supporto del Reparto operativo e dei nuclei di Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila e Palermo, oltre che dei comandi territoriali dell’Arma.

