Campi Flegrei, Musumeci: «Il Parlamento ha il diritto di migliorare il piano decennale». Il decreto vale oltre un miliardo e nomina Fico commissario.
Il decreto sui Campi Flegrei si può cambiare. Ad aprire alle modifiche è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, a margine di un convegno a Napoli. «Il Parlamento ha il diritto di modificare e di migliorare il decreto, che è un piano decennale, come sapete. Credo che non si sia mai visto nella storia dei Campi Flegrei, nella triste storia dei Campi Flegrei, un provvedimento così organico», ha detto il ministro.
Musumeci ha ammesso che il piano andrà rivisto strada facendo: «Dopodiché io credo che servirà del tempo, gradualmente, non appena vedremo quali sono gli elementi che non funzionano, per poterli migliorare».
Il decreto del 13 ottobre
Il provvedimento a cui si riferisce il ministro è il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, che introduce un piano straordinario decennale per affrontare gli effetti del bradisismo nell’area flegrea. Ora è in Parlamento per la conversione in legge. Il governo lo presenta come un piano di prevenzione, non solo di risposta all’emergenza, con un impegno complessivo di oltre un miliardo di euro in dieci anni.
Le misure principali
La novità più importante riguarda la gestione: il presidente della Regione Campania, oggi Roberto Fico, è nominato commissario straordinario per gli interventi nei Campi Flegrei fino al 31 dicembre 2036. Il piano si regge su due fondi da 50 milioni di euro l’anno ciascuno per dieci anni.
Per le abitazioni principali sgomberate con danni lievi è previsto un contributo fino a 30mila euro per unità immobiliare e per le parti comuni, con domande entro il 31 dicembre 2026. Per la riduzione della vulnerabilità degli edifici il contributo pubblico arriva fino al 100% dei costi per le famiglie con reddito inferiore a 28mila euro. Sono previsti anche incentivi alla delocalizzazione volontaria degli edifici più a rischio e lo stop a nuove cubature.
Sul fronte economico, il decreto prevede la sospensione di tributi e contributi dal 31 luglio al 30 novembre 2026 e quella delle rate dei mutui fino al 31 dicembre 2027. I contratti d’affitto in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027 sono prorogati di due anni per gli inquilini con reddito sotto i 28mila euro. Il contributo per l’autonoma sistemazione è esteso alle case sgomberate fino al 30 settembre 2026. Il commissario dovrà riferire al governo ogni sei mesi e il governo al Parlamento una volta l’anno.
Le richieste dei sindaci
L’apertura del ministro arriva mentre dal territorio sono già attese proposte di modifica. I sindaci di Pozzuoli e Bacoli hanno accolto con favore il decreto, attribuendone l’accelerazione anche alla mobilitazione dei cittadini a Roma. Uno di loro ha però chiesto di chiarire quanti fondi siano già stati spesi e quanti siano davvero nuovi, oltre a più personale per i Comuni e al contributo al 100% per tutti quelli che ne hanno bisogno, annunciando emendamenti in Parlamento.

