Fine dei blocchi dei tir in Campania: liberate autostrade e raffinerie, ma la benzina scarseggia. Cento camionisti denunciati, accertamenti della Dda.
Dopo giorni di caos, in Campania i tir tornano a muoversi. Nella notte sono stati sciolti e smantellati i blocchi degli autotrasportatori e degli agricoltori nel Casertano e nel Salernitano, lungo la rete autostradale. A Napoli i camionisti hanno abbandonato il presidio al varco Bausan del porto e quello in via Argine, nell’area orientale della città, vicino a una delle raffinerie.
Le autocisterne scortate verso i depositi
Le forze dell’ordine, con la polizia stradale, hanno scortato i camion diretti ai depositi di carburante per far ripartire i rifornimenti. Era quello il nodo più delicato: ancora ieri i presidi davanti agli impianti di Napoli Est impedivano l’uscita delle autocisterne, e secondo l’ANSA il 95% delle pompe della regione era rimasto a secco.
Benzina ancora difficile da trovare
La fine dei blocchi non significa però la fine dei disagi. La situazione resta critica sul fronte della distribuzione: in diverse stazioni di servizio il carburante continua a mancare, mentre in quelle aperte ci sono lunghe code. Anche nei supermercati il ritorno alla normalità sarà lento, e Poste Italiane avverte che le consegne sono ripartite, ma senza ancora piena regolarità. Le Prefetture competenti seguono l’evolversi della situazione.
Cento camionisti denunciati, accertamenti dell’Antimafia
Un centinaio di autotrasportatori è stato denunciato e segnalato dalla Questura di Caserta alle procure competenti e alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. In tutta Italia, secondo il Viminale, nei giorni della protesta sono state identificate 1.339 persone: 71 denunciate e 242 sanzionate.
La Procura di Napoli ha disposto accertamenti preliminari per verificare se nei blocchi si sia inserita la criminalità organizzata. Dai risultati dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo. Gli approfondimenti nascono dalle denunce di alcuni camionisti che non volevano aderire alla protesta e che hanno raccontato di aver subito pressioni e minacce da persone a volto coperto, con pneumatici tagliati in alcuni casi. Al momento non ci sono conclusioni investigative che attribuiscano un ruolo alla camorra.
I manifestanti: «La camorra non c’entra»
I manifestanti respingono con forza l’ipotesi. «La camorra non c’entra, siamo delusi dalle risposte del governo», hanno detto all’ANSA alcuni autotrasportatori ancora in presidio ieri. Sul fronte opposto, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato di una forte probabilità di strumentalizzazioni e infiltrazioni, e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sostenuto che lavoratori «perbene» sarebbero stati usati da chi voleva il caos.
Il decreto del governo e il tavolo del 27
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto con misure di sostegno per autotrasporto, agricoltura e pesca. Una parte dei camionisti campani lo aveva giudicato insufficiente, ma nella notte anche gli ultimi presidi sono stati tolti. Il prossimo appuntamento resta il tavolo del 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

