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SPECIALE CORONAVIRUS. La stima fatta da Antonio Noto a Porta a Porta conferma che quella dei tamponi è questione di vita o di morte. TUTTI I NUMERI DI CHI HA AVUTO I SINTOMI

           

NAPOLI (gianluigi guarino) – Spesso usiamo una frase ironico-canzonatoria quando altri mezzi d’informazione, ci riferiamo a quelli esclusivamente di respiro nazionale o internazionale, arrivano a conclusioni esattamente uguali a quelle a cui noi siamo giunti con largo anticipo e in tempi molto, ma proprio molto anteriori: “Ma come sono bellini quelli di Sky“. Oggi ci hanno comunicato che la Campania è la regione che ha fatto meno tamponi in Italia. Beh, CasertaCe e NapoliCe questa cosa non solo l’hanno scritta, ma ci si sono rotti il culo sopra, ogni giorno, per fornire alla tesi un serio elemento di certezza.

Diversi giorni fa, pubblicammo addirittura uno schema preciso (GUARDALO QUI) dal quale si comprendeva, senza se e senza ma, il disastro della Campania nella politica dei tamponi e i rischi gravi a cui il governatore De Luca ci sta esponendo oggi, ma soprattutto il pericolo a cui ci esporrà nei giorni della cosiddetta fase due. Anche stamattina, nella nostra consueta rubrica Microscopio Coronavirus, abbiano ribadito questo concetto. Le tabelle che pubblichiamo in calce a questo articolo sono relative a qualche giorno fa, ma possiamo affermare senza ombra di dubbio (e oggi ci sono arrivati anche quelli di Sky) che la situazione è finanche peggiorata rispetto ai giorni scorsi.

Con il suo 0,21% di tamponi realizzati rispetto alla popolazione residente, la Campania indossava l’ingloriosa maglia nera che continua, ancor più ingloriosamente, a conservare anche oggi, venerdì 10 aprile, rispetto alle altre regioni che più contano demograficamente parlando, cioè Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna. Al momento vi possiamo solo ribadire ciò che abbiamo già evidenziato stamattina, cioè che in 10 giorni, nel periodo che separa la giornata odierna dall’ultima rilevata nel report appena citato, si è cresciuti nel numero dei tamponi analizzati solo di 0,30%, arrivando a malapena al di là dello 0,50% rispetto alla popolazione (34 mila tamponi). Grave, gravissimo, quindi, il rischio a cui De Luca sta esponendo i suoi corregionali.

Ci fa piacere che questo concetto di fondo che noi esprimiamo, difendendolo ogni giorno con centinaia di numeri statistici incrociati tra di loro, si possa dedurre anche dal lavoro realizzato da Antonio Noto, da anni uno dei migliori sondaggisti italiani, titolare della “Noto Sondaggi”. Si tratta di stime che lo stesso sondaggista ha esposto nel corso della puntata di Porta a Porta andata in onda mercoledì sera. 

La struttura di analisi parte dalla fondamentale stima finalizzata a calcolare il numero degli italiani che nelle scorse settimane hanno accusato un sintomo attribuibile al covid-19. Attenzione, attribuibile e non di più, nel senso che si tratta delle persone che hanno sofferto di forti colpi di tosse (20% degli intervistati), mal di gola (17%), congiuntivite e bruciore agli occhi (9%). Il 7% degli italiani ha accusato poi febbre e dolori muscolari, cioè circa 4 milioni e 200 mila persone. Più piccoli i numeri delle percentuali di quelli che hanno avuto difficoltà a respirare (5%) e di coloro che hanno perso gusto e olfatto (4%). Queste ultime categorie esprimono comunque una cifra di 5 milioni e 400 mila persone.

Occhio al metodo: non ci sono e non ci saranno mai 3.5 milioni di positivi al coronavirus, ma questo è l’unico modo serio attraverso cui si può riuscire a lavorare sul terreno epidemiologico, compensando le carenze evidenti insite nel numero decisamente insufficiente di tamponi praticati. Il metodo statistico, che prende le mosse da numeri fondamentali, frutto di stime attendibilissime, realizzate da uno degli studi di statistica più prestigiosi d’Italia, permette di ragionare su cose che la scarsezza dei dati, l’insufficienza di densità demografica dei tamponi effettuati rende a dir poco incerte, se non incertissime.

Sommando tutti coloro che hanno accusato uno o più sintomi ricorrenti anche nell’influenza da coronavirus, si arriva a quota 17 milioni 400 mila, cioè ad un terzo della popolazione nazionale. Né Antonio Noto, né noi che abbiamo imparato tanto dal suo lavoro, siamo tanto folli, come scritto prima, da pensare che ci siano milionate di positivi in giro. 

Nonostante i sintomi, tuttavia, “9 italiani su 10 – spiega Antonio Noto – dichiarano di non aver richiesto di fare il tampone“, cioè 15 milioni e 660 mila persone. “Il 4% – continua il sondaggista – sostiene di averlo richiesto ma che non è stato possibile falso (sono circa 696 italiani n.d.d.)”. A queste percentuali va aggiunta anche quella di chi il tampone è riuscito a farlo risultando negativo, cioè un altro 4%, pari ad altri 6969 mila nostri connazionali.

Ma è importante, lo ribadiamo, affermare che, potenzialmente, possono essere stati colpiti da coronavirus 17 milioni e 400 mila italiani. E sapete perché? Perché questo è un numero da cui si deve partire. Il numero più serio tra tutti quelli che hanno girato negli ultimi tre mesi. 

Dei 17 milioni e 4oo mila con sintomi assimilabili a quelli del coronavirus, 1/4, cioè il 24%, non sa se è stato o meno contagiato, il 64% lo esclude, il 3% si dichiara sicuro di aver contratto il virus. Vogliamo dare per buone le sensazioni del 64% che hanno maturato la sicurezza di esser stati sempre bene e di non essersi mai contagiati. Ma il 24% di quelli che non sanno se…, più il 3% di quelli che si dichiarano certi di…, fa il 27%, cioè 4 milioni e 698 mila, unità più, unità meno.

Ora passiamo dalle stime ai numeri reali, per fare un esempio, dal sondaggio, dalla proiezione elettorale su un campione di schede scrutinate, ai voti in carne ed ossa già solidamente aggregati dopo essere usciti dall’urna.

A ieri, i tamponi effettuati sono 853.369. Dunque, ci sono 3 milioni 844 mila 631 italiani, somma tra coloro che si dicono certi di aver contratto il coronavirus e quelli non sono in grado di rispondere né sì, né no, che non sono stati controllati. Ora, ammettiamo pure che il 3%, cioè 522 mila, di chi si dichiara sicuro di essersi ammalato si sia, alla fine, sottoposto al tampone, resterebbero fuori ancora 3 milioni 322 mila 631 persone che con sintomi ma senza alcun test. Il servizio sanitario dovrebbe intercettarli uno per uno, perché quando inizierà la Fase 2, mica ci sarà bisogno di 3 milioni di positivi per far partire il contagio o tenerlo ad un livello alto, ne basteranno 200-300 che vanno in giro, magari si distraggono un attimo nell’osservanza delle norme di sicurezza.

Per questo le stime di Noto Sondaggi sono importantissime e rappresentano un utile parametro per gli epidemiologi che in queste settimane hanno detto un giorno tutto, il giorno dopo il contrario di tutto, il giorno dopo ancora di nuovo tutto o tutto meno qualcosa, comunicando ai cittadini il senso di insicurezza di chi, pur essendo una persona che può parlare della malattia, brancola completamente nel buio, non avendo i numeri di una casistica o almeno quelli, sicuramente più grezzi ma comunque efficaci, di un precedente.

I NOSTRI DATI DEI TAMPONI DELLA CAMPANIA E SOTTO LA RIPARTIZIONE PER SINTOMI EFFETTUATA DALLA NOTO SONDAGGI