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Sfiducia a De Magistris, le firme si fermano a 10. Per ora

           

NAPOLI – Si ferma a 10 per il momento il numero dei consiglieri comunali di Napoli pronti a dimettersi con l’obiettivo di arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale e, di conseguenza, la fine dell’amministrazione de Magistris. In 7 hanno fornito le proprie generalità a un notaio, intervenuto di persona al Maschio Angioino dove oggi era in corso una seduta di Consiglio: Stanislao Lanzotti (promotore dell’iniziativa) di Forza Italia, Marco Nonno e Andrea Santoro di Fratelli d’Italia, Aniello Esposito e Salvatore Madonna del Partito democratico, Vincenzo Moretto della Lega e Domenico Palmieri del gruppo “Napoli popolare”. Già domani dovrebbero arrivare le firme di Mara Carfagna e Salvatore Guangi di Forza Italia e di Federico Arienzo del Pd, oggi “indisponibili” per vari motivi. Ma 10 è un numero che appare troppo lontano da quel 21 “magic number” perché venga decretato lo scioglimento del Consiglio comunale. I due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Matteo Brambilla e Marta Matano, si sono chiamati fuori bollando l’iniziativa come “sfiducia elettorale” e rinviando l’opposizione a votare contro il bilancio da approvare entro fine giugno, mentre i tre consiglieri di Italia Viva Carmine Sgambati, Gabriele Mundo e Manuela Mirra aspettano il raggiungimento delle 18 firme prima di apporre le proprie. Anche i tre del gruppo “La città” Roberta Giova, Alessia Quaglietta e Diego Venanzoni si sono smarcati dall’iniziativa, preferendo una sfiducia “politica”. A questi dovrebbero infine aggiungersi 3 consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza. Una serie di circostanze che appare difficile se non impossibile.