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SECONDIGLIANO. Il boss Bosti scarcerato e risarcito dallo Stato per trattamento inumano in carcere

           

NAPOLI – Il boss Patrizio Bosti, ritenuto tra i fondatori del’Alleanza di Secondigliano, è stato scarcerato e anche risarcito per aver subito un trattamento inumano in carcere. Il padrino 62enne ha lasciato il carcere di Parma in anticipo ai sensi della legge Gozzini e della legge che prevede ulteriori benefici per i detenuti che hanno subito un trattamento in carcere non in linea con l’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e ritenuto “inumano e degradante”. Bosti fu arrestato nel 2008 dai carabinieri a Girona, in Spagna, dopo circa tre anni di latitanza.

Lo Stato italiano gli ha staccato un assegno di 2672 euro a parziale risarcimento del danno, per aver trascorso un lungo periodo della sua vita detentiva “in condizioni ritenute inumane”, in carcere. Il boss era stato condannato in totale a 43 anni per associazione camorristica, omicidio, racket e traffici illeciti, ma doveva rimanere in cella per 15 anni, tre mesi e 23 giorni. La sua pena sarebbe terminata a dicembre del 2023, ma gli sono stati scomputati tre anni e mezzo tra liberazione anticipata e il tempo calcolato come credito vantato per il “trattamento inumano”.