Napoli Nord

SANT’ANTIMO. Luigi Cesaro diede 10mila euro al killer Puca per la campagna elettorale: “Picchiate chi sbaglia”

           

SANT’ANTIMO – Ad incastrare i fratelli Cesaro, finiti in manette nell’inchiesta che ha portato a 59 arresti (LEGGI QUI) a Sant’Antimo ci sono anche tante dichiarazione di collaboratori di giustizia. Tra queste di fondamentale rilievo sono le dichiarazioni rese da Ferdinando Puca, già affiliato al clan Puca in seno al quale aveva assunto una posizione di spicco all’indomani della sua partecipazione all’omicidio di Verde Francesco ‘o Negus, capo dell’omonimo sodalizio, anch’esso attivo a Sant’ Antimo, di cui lo stesso Puca si è accusato e per il quale è stato condannato.
Puca Ferdinando, grazie al ruolo assunto, interagiva direttamente con Luigi e Antimo Cesaro ed aveva, dunque, conoscenza diretta degli affari e delle iniziative imprenditoriali che coinvolgevano il clan Puca e i fratelli Cesaro (compresi anche gli altri due fratelli Aniello e Raffaele). Ecco uno stralcio delle dichiarazione che compaiono nell’ordinanza “Antemio”.

“Nel 2011/2012 fui convocato a casa di Luigi Cesaro che mi chiese ovviamente come esponente del clan PUCA di “appoggiare” la campagna elettorale di una persona che loro portavano come sindaco. tale Cristoforo, che noi chiamavamo CASTIGLIONE. Luigi Cesaro in quell’occasione mi diede 10mila euro e mi disse specificatamente come dovevo fare per manipolare la campagna elettorale. Preciso che già nel 2003/2004 avevo fatto la stessa cosa per mio cugino Puca Pasquale. In quell’occasione, nel 2011, Luigi Cesaro mi disse che dovevo comprare le schede elettorali, infatti mi diede i 10mila euro per effettuare l’acquisto, avremmo poi dovuto verificare se qualcuno vendeva due volte le
schede elettorali così alterando il numero, l’avremmo dovuto picchiare ed avremmo dovuto controllare, il giorno delle elezioni, tramite una nostra persona fuori al seggio, che i soggetti contattati al quale davamo 50 euro a persona mentre il galoppino prendeva 10 euro, dovevamo poi controllare la corrispondenza tra i votanti da noi pagati ed i voti effettivamente presi. Tanto facevano anche i Cesaro in quanto avevano persone loro direttamente nei seggi. Siccome la campagna elettorale andò bene in quanto il soggetto fu eletto, Antimo e Luigi Cesaro mi ricompensarono dandomi 35mila euro che io divisi con Pasquale Verde alias o cecato. Peraltro i Cesaro sempre in forza dello stretto legame camorristico ed imprenditoriale che hanno con il clan Puca versano a Puca Teresa, figlia di Pasquale, 10mila euro al mese”.