Napoli Città

QUARTIERI SPAGNOLI. L’associazione Foqus dona 600 libri ai bambini

           

NAPOLI – Dopo la “spesa sociale” arrivano i libri per bambini. La Fondazione Foqus onlus ha avviato in questi giorni una nuova iniziativa di sostegno alle famiglie dei Quartieri Spagnoli di Napoli. In queste settimane, con proprie risorse e grazie alle donazioni di cittadini e gruppi imprenditoriali, la Fondazione ha garantito alle famiglie e ai bambini dei Quartieri lezioni quotidiane a distanza, supporto terapeutico alle persone con disabilità cognitive, una spesa sociale settimanale di beni alimentari che ha coinvolto in un mese più di mille famiglie. Ora a queste azioni si aggiunge un nuovo sostegno: la Fondazione acquista più di 600 libri per bambini, chiesti alle 24 librerie indipendenti di Napoli e provincia che hanno una sezione specializzata di libri per l’infanzia, che saranno distribuiti in collaborazione con la Seconda Municipalità di Napoli a 200 famiglie dei Quartieri Spagnoli. I libri, insieme a pennarelli e fogli da disegno, arriveranno alla Fondazione in questi giorni e saranno distribuiti a partire dalla prossima settimana, da volontari, alle famiglie segnalate dai servizi sociali. “In questo momento così complesso, in case e bassi dove la promiscuità e la costrizione rischiano di diventare per i bambini condizionamenti ancora più gravi che per gli adulti, vogliamo portare libri per ampliare quell’orizzonte ridotto in cui la nuova condizione li confina”, dichiara Rachele Furfaro, presidente della Fondazione e anima delle Scuole “Dalla parte dei bambini”. Renato Quaglia, direttore della Fondazione, spiega: “Abbiamo deciso di acquistarli non direttamente dagli editori, ma dalle librerie indipendenti di Napoli e provincia che abbiano una sezione permanente di libri per l’infanzia, per sostenere anche il loro lavoro e l’importanza dei presidi culturali e di socialità che ogni libreria rappresenta, in una fase difficile anche per il comparto librario”.Gli educatori delle Scuole “Dalla Parte Dei Bambini” hanno chiesto ai librai di fornire libri delle migliori case editrici specializzate, con una particolare cura alle storie e alle immagini che accompagnano i racconti. “Abbiamo scelto di far avere alle famiglie, oltre che aiuti alimentari, anche dei libri, perché in questa fase di costrizione anche i bambini sono inevitabilmente immersi nella continua comunicazione a schermo di telefonini e computer”, aggiunge Furfaro. “Viene a mancare il dialogo, si riduce lo spazio di fantasia, il bambino rischia di trascorrere troppo tempo in solitudine davanti allo schermo. Questi libri – conclude – vorremmo fossero un’occasione perché i genitori trovino anche il tempo per leggere storie e racconti ai loro bambini, e i bambini ritrovino nelle immagini, in disegni e racconti di fantasia, un tempo che appartiene alla loro età e che questa clausura forzata sta sacrificando”.