Oliviero si incatena in Consiglio regionale contro la chiusura dei punti nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri. Seduta slittata, poi il confronto con Fico.
Si è incatenato nell’aula del Consiglio regionale della Campania e ha fatto slittare l’inizio della seduta. Protagonista della protesta, questa mattina, il consigliere regionale Gennaro Oliviero, del gruppo A Testa Alta, che contesta la chiusura dei punti nascita degli ospedali di Piedimonte Matese e Sessa Aurunca, nel Casertano, e di Sapri, nel Salernitano.
Il cartello in aula
Per oltre un’ora e mezza Oliviero è rimasto incatenato nella sala del Consiglio, esponendo un cartello: «Giù le mani dai punti nascita! Nascere in Campania è un diritto, non un lusso. Piedimonte Matese, Sapri, Sessa Aurunca». Il consigliere ha proseguito la protesta anche dopo un primo colloquio con il presidente della Regione Roberto Fico, per poi decidere di sospenderla, consentendo l’avvio dei lavori.
«Non possiamo continuare a ignorare le preoccupazioni di migliaia di cittadini e famiglie che rischiano di perdere un servizio sanitario essenziale», ha spiegato Oliviero in una nota. «La sicurezza delle mamme e dei bambini viene prima di tutto e questa sicurezza deve tenere conto anche delle distanze, dei tempi di percorrenza e delle difficoltà dei territori». Il consigliere ha ricordato che il 5 ottobre il Consiglio regionale ha approvato la mozione n. 74 per la salvaguardia dei tre punti nascita, chiedendo che a quell’indirizzo politico seguano «risposte concrete».
Perché chiudono
I tre reparti chiudono perché sono sotto la soglia di 500 parti l’anno fissata dalla normativa nazionale per garantire la sicurezza di mamme e neonati. Nel 2024 a Piedimonte Matese si sono registrati 162 parti, a Sessa Aurunca 175 e a Sapri 191.
La chiusura era stata decisa dalla Regione con una delibera del giugno 2025. A ottobre dello scorso anno il Tar Campania ne aveva sospeso gli effetti, consentendo la riapertura dei reparti, ma con le sentenze depositate il 21 settembre di quest’anno ha respinto i ricorsi e confermato la legittimità del provvedimento. L’Asl Caserta ha dato attuazione alla chiusura con una delibera del 20 ottobre, mentre a Sapri l’Asl Salerno ha fissato lo stop al 16 novembre. Nei tre ospedali resterà una guardia attiva 24 ore su 24 con un ginecologo e un’ostetrica per le emergenze, con il trasferimento delle pazienti nelle strutture di riferimento.
Sindaci e Anci in campo
La protesta di Oliviero arriva dopo giorni di mobilitazione sui territori. I sindaci dei tre comuni hanno chiesto a Fico un incontro urgente, deroghe motivate e il rinvio delle chiusure; due giorni fa il sindaco di Sapri si è rivolto anche al prefetto di Napoli, e ieri è intervenuta l’Anci Campania. Il presidente della Regione dovrebbe ricevere i sindaci il 2 novembre.

