Napoli Nord

POZZUOLI. Il grido d’allarme di un giovane chef: “Ho paura del futuro, non so se ce la farò”

           

POZZUOLI – Non solo fonte di dolore, il Coronavirus rischia di essere un ladro di sogni per tanti giovani titolari di un’attività quello di Mariano Armonia, dopo tanti anni di gavetta nei più rinomati alberghi di Capri come cuoco, era di mettersi in proprio aprendo un ristorante tutto suo. Sogno coronato due anni fa con l’apertura del locale che porta il suo nome, ‘Armonia’, 40 coperti sul lungomare di Pozzuoli, area flegrea. “Ora – spiega all’ANSA lo chef 32 enne – non so se e quando potrò riaprirlo e in ogni caso il futuro mi spaventa più del presente”. Se l’attualità, infatti, è fatta di scadenze da pagare a fronte di zero entrate, il futuro non sembra essere molto più rassicurante per il settore: “Ne usciremo distrutti – spiega -. Oggi non si fa nulla per noi, ma domani? Nessuno pensa al fatto che la ripresa sarà graduale, che continueranno ad esserci delle misure restrittive e che locali piccoli come il mio se dovranno rispettare le distanze tra i tavoli rischiano di non farcela. Anche se la paura dovesse finire domani – sottolinea – per noi non sarà così. Se l’emergenza dovesse andare avanti a lungo dovrò ricominciare da capo, proprio adesso che l’attività era avviata”. Intanto, in attesa di capire cosa riserva il futuro, c’è un presente da affrontare fatto di piccole e grandi esigenze quotidiane: “Ho moglie e una figlia di 2 anni e per fortuna una famiglia alle spalle che in queste settimane ci sta dando una mano. Mia moglie sta lavorando in smart working e in questo momento le entrate principali le garantisce lei, ma per quanto potrò farcela? Pago ogni mese 900 euro di mutuo per la casa e 1500 di fitto per il locale, e poi le bollette che continuano ad arrivare. Per non parlare degli assegni che avevo già staccato in vista di Pasqua e che andranno in protesto. I fornitori reclamano i loro soldi. Forse posso resistere ancora qualche settimana ma dopo? Ho già comunicato al proprietario del locale che non potrò più pagare il fitto. A noi chi ci pensa? Non abbiamo avuto un euro”. La conclusione è amara: “Se mi chiedono come penso di arrivare a maggio la risposta è non lo so. Il governo ha detto che non abbandona nessuno, ma noi adesso davvero ci sentiamo soli”.