Napoli Sud

PORTICI. Il clan Vollaro chiedeva il pizzo anche durante il lockdown. Imprenditore sequestrato. In manette il boss Scafo e i figli

           

PORTICI – L’emergenza coronavirus non ha fermato il clan camorristico Vollaro di Portici, che anzi ha concentrato le estorsioni su quei pochi esercizi rimasti in attività durante il lockdown. E’ quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, culminate questa mattina nell’esecuzione di 2 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 15 persone e di un provvedimento di fermo del pubblico ministero nei confronti di altre 3 persone, una delle quali già raggiunta da una delle due ordinanze. Le indagini sono iniziate nel 2017 ma gli ultimi eventi risalgono a pochi giorni fa: le ultime richieste estorsive sono avvenute infatti il 5 e il 12 maggio nei confronti del titolare di un bar con annessa tabaccheria, rimasto aperto durante la fase 1. L’uomo, secondo gli investigatori, è stato anche vittima di sequestro di persona: costretto a recarsi in un appartamento, è stato incappucciato e messo in condizione di non potersi muovere per oltre 20 minuti durante l’incontro con gli estorsori.  I reati contestati sono di estorsione, minacce e associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra i destinatari, il capoclan Paolo Scafo e i figli Pasquale e Salvatore. Le ultime estorsioni risalgono al 12 maggio scorso. Nel clan si è verificata anche una scissione. Taglieggiati soprattutto imprenditori edili e commercianti.