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ORE 19:40. MICROSCOPIO CORONAVIRUS. CAMPANIA. 100 guariti in un solo giorno e De Luca costruisce nuovi ospedali covid. Mah. DATI NAZIONALI. Cala il contagio. I numeri, i confronti e le percentuali

           
Gli ospedalizzati si riducono sempre di più. Oggi, i deceduti…

NAPOLI (g.g.) – Dopo i primi dati esaminati che stamattina nel nostro Microscopio Coronavirus, scendiamo nel dettaglio del contagio in Campania da covid-19.

Come anticipato stamane, i casi totali di contagio in Campania sono stati 4.380, quindi 31 in più rispetto ai post di ieri. I tamponi analizzati domenica e resi noti Oggi sono stati 1.839. Il totale dei tamponi analizzati in Campania e di 70.566.

Entrando nello specifico dei casi di contagio, i ricoverati nei reparti covid-19 ordinari aumentano di tre, toccando quota 544. Scende ancora il dato delle terapie intensive, i dati di oggi ci dicono che i pazienti ricoverati in rianimazione sono 33, meno 4 rispetto al dato di ieri. Prende sempre più la forma di uno spreco i 12 milioni spesi dalla regione Campania per la creazione di tre ospedali modulari dedicati alle terapie intensive covid-19, propagandati pompa magna dal Presidente De Luca. Passano dai 2.299 di ieri ai 2.225 di oggi coloro che, positivi al virus, si trovano in isolamento domiciliare. Questi tre dati portano gli attualmente positivi a 2.802, meno 75 rispetto al dato pubblicato nel report di ieri.
I guariti della giornata di lunedì, giornata di riferimento del report, come ormai avete imparato da tempo, sono 100. Le guarigioni tutta la Campania dall’inizio dell’epidemia sono state 1.220. I decessi salgono a 358 (+6).

IL DATO NAZIONALE

Allargando lo sguardo sul nostro Paese, invece, possiamo dirvi che i 2.091 nuovi positivi, pubblicati nel report della Protezione Civile odierno, sono un dato migliore rispetto ai 1.739 della tabella di ieri, lunedì, ma relativa a domenica. Questo perché il rapporto tra tamponi analizzati del giorno, 57.272, e i nuovi contagi giornalieri è pari al 3,65%, in calo di quasi 2 punti percentuali rispetto al 5,4% di ieri. A cui giornali stanno scrivendo che questo sarebbe il dato migliore dall’inizio dell’epidemia. Probabilmente, però, stanno dimenticando il 3,60% registrato il 25 aprile, festa della Liberazione. Gli oltre 57 mila di oggi portano il numero complessivo a 1.846.934 tamponi analizzati in Italia. I casi totali di contagio nel nostro Paese è di 201.505, mentre coloro che si sono sottoposti al tampone sono 1.274.871, con 37.554 nuovi soggetti testati.

Dati confortanti provengono dal numero dei ricoverati, sia quelli ordinari, sia coloro che si trovano in Terapia Intensiva. Infatti, posti letti che si sono liberati nei reparti covid-19 nelle ultime 24 ore sono stati 630. Risultato che porta il totale complessivo a 19.723. Come detto, calano anche i ricoverati in Terapia Intensiva. In Italia si trovano in Rianimazione 1.863 (-93) pazienti positivi al coronavirus.

Passiamo alla terza colonna gialla della tabella della Protezione Civile, dedicata alle persone che si trovano in isolamento domiciliare. Qui il dato vede un incremento (+115), arrivando a 83.619. Va detto, però, che questa necessariamente non è una cattiva notizia, se si pensa che molte delle persone che si trovava in ospedale, reparti ordinari e terapia intensiva, sono state trasferite presso le proprie abitazioni grazie al miglioramento delle loro condizioni.

Complessivamente, le persone che sono ancora positive sono 105.205. Anche questo numero fa tirare un bel sospiro di sollievo. Il calo, rispetto a 24 ore fa, è di 608. Seppur in calo, queste persone, tra asintomatici e sintomatici, rappresentato una percentuale molto alta rispetto ai 201.505 complessivi. Il 52% è uno dei dati peggiori in Europa. In Spagna, per esempio, gli attualmente positivi, per effetto di un ritmo di guarigione più alto sono il 35% dei malati complessivi, in Germania il 22%. Se non ci sarà un ritorno di fiamma, nel paese della Merkel, nel giro di un mese non ci saranno più ricoverati. Forse positivi in casa sì, ma ricoverati no. La faccia speculare dei questo dato è quello appunto dei guariti. In Italia è guarito il 34% dei malati, in Spagna il 54% e in Germania il 73%. Solo la Francia ha una percentuale peggiore della nostra, dato che è ferma al 27%. Va detto, però, che lì l’epidemia è iniziata dopo.

Il miglior dato degli ultimi tre giorni. Il dato dei guariti è tra i migliori dell’ultimo periodo, anche se, nonostante ciò che verga La Repubblica sul suo sito web, non è un record. Infatti, il dato delle ultime 24 ore riporta 2317 persone che hanno sconfitto il virus, per un totale di 68.941. Il dato giornaliero resta inferiore rispetto ai numeri dei guariti delle tabelle del 23 aprile (+3.033, giorno record), 21 aprile (+2.723), 24 e 25 aprile (+2.922 e +2.622). Ci dispiace che La Repubblica, la migliore nel lavoro di oggi, si sia accodati agli altri, definendo record il numero dei guariti.

Sempre rimanendo ai dati aggregati, leggiamo sui giornaloni che i nuovi positivi hanno superato quota 200 mila, attestandosi a 201.505. Nel nostro Microscopio di ieri l’avevamo già scritto, poiché si era arrivati già vicinissimi a quota 200 mila.

Come ieri, anche oggi andiamo a valutare il peso sulle cifre fondamentali delle 8 regioni selezionate tra le 5 più colpite, quelle del Nord, e le 3 mediamente colpite, Toscana, Marche e Lazio. Ventiquattro ore fa l’abbiamo fatto con la percentuale del contagio, stabilendo che 1/3 dei nuovi casi si era registrato in Lombardia. Oggi, giusto per passaggio volante, vi diciamo che stiamo ad un passo dal 40% dei 2.091 nuovi contagi in Italia. 

La relazione, oggi, la sviluppiamo sui decessi, complessivamente 68.941 in Italia. Sempre in Lombardia, se ne sono verificati 126; in Piemonte 58, in Emilia-Romagna 41; in Veneto 64; in Liguria 13. E queste sono le regioni più colpite. Poi ci sono quelle del centro, tra cui la Toscana, assimilabile al novero di quelle maggiormente falcidiate. Infine, il Lazio e le Marche per le quali possiamo parlare di medio impatto del coronavirus. In Toscana abbiamo avuto 16 decessi; nel Lazio 17; nelle Marche 9. Complessivamente, le otto registrano 338 morti, cioè l’88,48% del dato nazionale (382). Tra le altre 11 regioni d’Italia sono 44, comprese le province autonome di Trento e Bolzano.

Perché da due giorni abbiano inserito questa verifica? Perché è del tutto evidente che già lunedì prossimo 4 maggio, un governo almeno pensante avrebbe dovuto riprogrammare le misure in maniera modulare. E stavolta la parola non è quella brutta dei tre ospedaletti dell’inutilità e dello spreco voluti da De Luca, ma quella seria, sensata, intelligente che avrebbe già dovuto indurre il governo a ripensare le restrizioni con modalità asimmetrica e in diretta proporzione alla struttura epidemiologica delle varie regioni.

Perché se hai 30 contagiati al giorno non è come averne 300. Se hai 2 deceduti al giorno, non è come averne i 126 che in questo report vengono segnalati per la Lombardia. Aver reiterato la pericolosa pratica dell’autocertificazione, roba da Terzo Reich, accettata di buon grado fino ad ora da noi italiani perché ritenevamo che effettivamente fosse necessaria, trattando la Basilicata che ha in pratica zero contagi, come il Piemonte, impedendo ad un cittadino di Potenza di uscire di casa, se non per importanti e (per l’appunto) autocertificati motivi, è stata una stronzata cosmica che dimostra quanto sia scadente la qualità dei nostri governanti.

Non abbiamo voluto mettere “attualmente”, perché, almeno nel passato prossimo, non è che i politici siano stati migliori.