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ORE 19:30. MICROSCOPIO CORONAVIRUS. Più tamponi, più nuovi casi. Tutti i NUMERI che non leggete da nessuna parte e la prova che De Luca ha la testa per separare le orecchie

           
L’analisi attenta della relazione tra i due valori ma anche su quelli dei deceduti, dei guariti, degli ospedalizzati, delle terapie intensive e dei malati a casa

NAPOLI (g.g.) – Rispetto al dato nazionale in aumento gli ultimi due giorni, i numeri riportati oggi nella tabella della Protezione civile per quanto riguarda la regione Campania sono in diminuzione. Queste oscillazioni della Campania sono inutili, non valgano molto poiché il numero dei test è troppo basso per poter chiarire se ci sia un incremento o un decremento. Nei dati di ieri, pubblicati oggi, è stato riportato un aumento dei casi totali di sole 76 unità, passando da 3268 a 3344. Le persone che si trovano ricoverate in ospedale sono 604, -4  rispetto al numero di ieri. Diminuiscono anche i ricoverati in terapia intensiva: nella tabella resa nota oggi sono 94, rispetto ai 97 di ieri. Leggerissimo l’incremento per quanto riguarda gli isolati a casa. Se ieri erano 2154, oggi il dato ne riporta 2175. Coloro che sono attualmente positivi al virus sono 2873. Nella giornata di ieri sono stati effettuati 1880 tamponi, un dato inferiore rispetto a due giorni fa (2005), dato che porta il numero complessivo dei test a 29664, risultato ancora basso rispetto a molte altre regioni, ovviamente in percentuale demografica. Ed è proprio per il numero scarso di tamponi che sta effettuando la regione Campania che questa diminuzione dell’incremento non è veritiera.

Passiamo alla situazione del nostro Paese, che non va affatto bene. Un piccolo inciso che comunque resta collegato a questa evidenza: oggi, il TgCom, crediamo dopo essersi reso conto in maniera autonoma dei gravissimi errori compiuti nei giorni scorsi e non per il nostro articolo di ieri (CLICCA QUI PER LEGGERE), ha fornito i dati correttamente, associando, a differenza di ciò che ha fatto nelle ultime settimane, il numero giusto all’indicazione dei nuovi positivi. Però il paesotto provinciale e conformista dell’informazione generale, si è manifestato in un altro modo. Se ci avete fatto caso, tra ieri sera e oggi il commento è stato univoco: il trend va sempre meglio, c’è il record dei guariti, i morti diminuiscono. In poche parole, la lettura dei dati di ieri ha creato un’organicità tematica, una continuità rispetto a quelli di domenica, lunedì e martedì che effettivamente segnalavano un calo pronunciato. E invece le cose ricominciavano ad andare male già ieri, dato che la cifra dei nuovi positivi era aumentata di ben 800 casi rispetto a quella pubblicata ieri l’altro, al punto da farci decidere, per non confondere la testa ai nostri lettori, di eliminare quella nostra previsione sul possibile aumento zero durante l’ultima decade di aprile. Se ieri le cose sono andate male, anche oggi è capitato, visto che nel rapporto reso pubblico dal capo della Protezione civile Borrelli, i nuovi casi sono 4204, dunque, in 48 ore, si è registrato un aumento complessivo di 1165 casi, che sono il 38,3%, una vera fiammata. A dimostrazione che anche i virologi e soprattutto gli epidemiologi sparano sciocchezze non perché non siano all’altezza, ma perché le previsioni sono possibili solo su precedenti assimilabili e per quanto riguarda questa epidemia, precedenti non ce ne sono. Non resta, quindi, che controllare i dati giorno per giorno e non sbilanciarsi.

Ovviamente, per i motivi che abbiamo raccontato nell’articolo già linkabile in alto sulle puttanate dei tg, aumentano anche gli attualmente positivi. L’altro ieri l’incremento era di 808, ieri di 1195 e oggi 1979. Allora, facciamo qualche piccolo nostro approfondimento. Questo incremento dei nuovi positivi è paragonabile alla prima grande fiammata che esprime i numeri altissimi, ad esempio, del giorno 29 marzo, con circa 5 mila casi in più rispetto al giorno precedente? Non del tutto, anzi, in minima parte. E’ dovuto sopratutto ad una cosa nuova, utile, positiva e seria, perché serio cercare di capire quanto persone siano positive, sintomaticamente o asintomaticamente. E questo, come ripetiamo al governatore della Campania che, in tutta evidenza, ha la testa solo per spartire le orecchie, continua a non rendersi conto che deve fare 5/6mila tamponi al giorno per avere un quadro preciso dell’epidemia nella nostra regione. Esaminiamo i tre giorni in cui le cose sono andate bene. Domenica scorsa l’incremento è stato, rispetto a sabato, 4316. Tra lunedì, rispetto a domenica, è calato vistosamente, rispetto alla diminuzione che già si era registrata domenica rispetto a sabato, con 3599 nuovi casi, che sono diventati 3039 nel dato di martedì rapportato a quello di lunedì. Domenica 5 aprile è stata pubblicata l’analisi di 34237 tamponi; lunedì rispetto a domenica i tamponi analizzati sono stati 30271, martedì 33713.

I dati hanno cominciato a risalire ieri, ma i 3836 nuovi positivi erano stati prodotti dall’analisi di 51860 tamponi. Dunque, poco meno di 18 mila tamponi in più. Piccolo calcoletto, tra l’altro ieri e ieri i nuovi positivi sono cresciuti del 20,8%, ma i tamponi sono cresciuti 34,8%. Oggi, rispetto a ieri, sono stati fatti 46224 tamponi e infatti l’incremento è più basso, appena al di sotto del 9%.

A questo punto non si può dire né che i dati stiano crescendo o stiano scemando, ma oggi li possiamo considerare più reali rispetto a quanto lo fossero fino a 4/5 giorni fa. E attenzione, noi stiamo parlando di un aumento di tamponi rispetto al quale la Campani non c’entra nulla con i suoi ridicoli 1200barra1500barra1800 tamponi effettuati.

Per questo diciamo che quello che ha la testa per dividere le orecchie non porta il numero di tamponi ad un livello funzionale per la quantità di popolazione, 6 mln di abitanti, quando si dovrà mettere in strada le persone, nonostante un virus non ancora battuto, da noi si rischierà di incrociare, mascherina o non, distanza sociale o meno, un numero enorme di positivi asintomatici. Vediamo dove si va a collocare l’incremento odierno. Partiamo dagli ospedalizzati ordinari. Il numero addirittura si riduce, passando dai 28485 di ieri ai 28399, un calo di 86 unità. Stessa cosa per i ricoverati in Terapia intensiva: ieri erano 3693, oggi 3605 (-88). Infine, i positivi in isolamento domiciliare, ieri erano 95262, oggi 96877, quindi 1615 in più. In poche parole, i nuovi positivi di oggi, a cui vanno sempre sottratti i deceduti, 610, e i guariti, 1979, sono stati collocati in larga parte a casa, quindi non stanno certo malissimo, a meno che non sia vera la storia delle persone lasciate morire nelle proprie abitazioni e allora tutto ciò meriterebbe un altro approccio. Dunque, in conclusione, il virus è ancora vivo è vegeto, ma i dati comunque sono migliori, soprattutto in prospettiva, soprattutto a quanto non lo fossero rispetto all’ultima decade di marzo.

LA TABELLE DEGLI ULTIMI TRE GIORNI