Regione

ORE 19:15. MICROSCOPIO CORONAVIRUS. CAMPANIA: diminuiscono le Terapie Intensive ma De Luca ha già speso 12 milioni per gli ospedali prefabbricati. DATI NAZIONALI: i nuovi positivi stazionari al 6% dei tamponi record analizzati

           
Tutti i numeri dettagliati, i confronti statistici su ospedali, Rianimazioni, quarantene domiciliari. Il numero dei morti e quello (incoraggiante) dei guariti

CASERTA (g.g.) – Dedicheremo ancora meno spazio alla Campania nel nostro Microscopio Coronavirus serale, perché tutto quello che avevamo da dire l’abbiamo scritto questa mattina e se v’interessa capire perché, a nostro avviso, De Luca continua a far disastri potrete leggerlo cliccando qui, ci limitiamo solo a dare qualche cifra non ancora nota, oltre agli 80 nuovi positivi, che portano il dato complessivo a 3.887, con la miseria di 41.296 tamponi che definiamo analizzati (+1726), con il permesso dei giornalisti de La Stampa Paolo Russo e Giovanna Romano. I dati nuovi riguardano i deceduti, che toccano quota 286, +8 rispetto ai 278 pubblicati nel report di ieri. I guariti sono 483, cioè 41 in più rispetto a ieri. Un dato che comincia ad essere dinamico dopo il semi immobilismo delle prime settimane. Attualmente risultano ammalati di coronavirus, al netto di decessi e guarigioni, 31 in più rispetto a ieri. Di queste, 618 sono ricoverati nei reparti covid. E qui ritorna quella che abbiamo definito più volte come la fisarmonica impazzita della Campania: il 14 aprile, l’altro ieri, erano 618, ieri sono calati 607, e oggi siamo di nuovo a 618. Ci dovremo pure occupare a breve, anzi a brevissimo dei milioni e milioni di euro che De Luca sta spendendo per i cosiddetti ospedali modulari, leggasi prefabbricati, di Napoli, Salerno e Caserta. Quando il governatore “mise in mezzo” questa cosa, c’erano 140 persone nelle Terapie Intensive della Campania. Se fossimo arrivati a 200, il sistema, anche a causa degli zero posti letto nelle Terapie Intensive messi in opera nell’ultimo anno e mezzo, con buona pace del Piano Ospedaliero approvato tra squilli di tromba che ne prevedeva il raddoppio, sarebbe saltato. Oggi, i ricoverati in Terapia Intensiva negli ospedali campani e in quelle poche strutture dedicate solo a questa forma di assistenza, come quella di Maddaloni, sono 7610 in meno rispetto a ieri. Ora, se è vero che questi 76 condizionano perché assorbono posti su una base di 330 T.Intensive disponibili in Campania prima dell’epidemia, è anche vero che qualcosa è stato aggiunto con gli ospedali covid e comunque, riteniamo, che De Luca auspichi come noi che il contagio scemi e non aumenti.

E allora, a che cazzo (sì, ci ripeteremo) servono questi ospedali modulari che sono già costati più di 12 milioni di euro? Saranno utilizzati anche dopo che tutta questa storia del coronavirus terminerà per altri servizi di assistenza sanitaria? Cercheremo di trovare una risposta a tutto ciò. Per il momento, concludiamo il resoconto campano con i 2.424 isolati, +30 rispetto a ieri.

Per quanto riguarda il dato nazionale, qualche effetto la reclusione in casa o nelle redazioni sta producendo anche ai giornalisti più bravi e apprezzabili, passi per quei bontemponi del TgCom, che rappresentano una sorta di spot nello spot con cui Mediaset da settimane ci bombarda, autodefinendosi “editore responsabile e serio” (Oggi in occasione della morte di Luis Sepulveda hanno citato un libro di Gabriel Garcia Marquez), però, da La Stampa di Torino ci si aspetta di più rispetto all’analisi funerea fatta nelle prime righe di analisi dei dati pubblicati dalla Protezione civile. In pratica, seppur in maniera implicita, per lo storico giornale della Fiat, il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi positivi non conta nulla. A contare sono solo i numeri assoluti. Per sposare questa tesi, noi di CasertaCe e NapoliCe prendemmo una topica clamorosa, l’unico vero errore da noi compiuto, ipotizzando, nel giorno in cui i nuoci positivi erano 3.039, una caduta totale dell’epidemia entro la fine di aprile, se non prima. Scrivono Paolo Russo e Giovanna Romano: “Il dato di oggi è una doccia fredda. Ed è inutile trovare giustificazione nel numero record dei tamponi, perché i dati sul contagio di oggi si riferiscono a test eseguiti 4/5 giorni prima, quando i tamponi erano 15 mila in meno”. Per cui, noi, fino ad ora, non abbiamo capito un cazzo e quelli di TgCom stanno commentando la discesa degli extraterrestri.

Ma che cazzo significa 4/5 giorni prima? Dal primo giorno noi abbiamo un numero di tamponi effettuati e un numero di nuovi positivi. Se c’è uno sfasamento temporale e il tampone è stato fatto ieri, mentre il numero dei nuovi positivi riguarda 4/5 giorni prima, ciò non significa assolutamente un tubo, perché fino ad oggi la relazione tra i due valori è stata stabile e organica, creando una serie aritmetica coerente nel suo sviluppa.

Che cazzo significa 4/5 giorni fa, parte seconda? I 3.786 nuovi positivi pubblicati oggi sarebbero dunque frutto di analisi fatte 4,5 o 6 giorni fa. E allora la Protezione civile che le da a fare queste tabelle se non sono basate sul criterio che esprime un numero pari almeno alle analisi effettuate nell’arco di un solo ciclo di 24 ore?

Vabbé, ripetiamo, qui l’isolamento sta dando alla testa e siccome la nostra categoria è già scarsa in tempi ordinari, figuriamoci adesso. Per i due de La Stampa, i 3.786 di oggi sono ascrivibili a 4/5 giorni fa quando, scrivono, “i tamponi erano circa 15 mila in meno”, dunque quelli che ci danno non sono i tamponi analizzati ma quelli effettuati ieri, secondo la tesi di Paolo Russo e Giovanna Romano. Piccolo dettaglio, 5 giorni fa stavamo dentro ad una curva di discesa dei tamponi, ma sei giorni fa si toccavano le cifre massime.

L’ottimo direttore Molinari li mandi in vacanza.

Tornando a valutazioni serie, il dato di oggi è molto simile a quello di ieri. 3.786 nuovi casi, infatti, sono 1100 in più rispetto a ieri, quando erano rapportati a 43 mila tamponi. Oggi, invece, parliamo di un vero e proprio record, con 60.999 tamponi, fino a ieri ritenevamo analizzati, anche perché le varie regioni nel loro report così indicano. La percentuale è pari al 6,2%, meno di un decimo in più rispetto a ieri. Dato che viene consolidato con due giorni consecutivi uguali uno all’altro, in pratica dato stazionario.

decessi sono 525, 47 in meno rispetto a quelli registrati ieri. Il totale così arriva a 22.170 e tra questi ci sono altri 3 medici, che fanno salire la quota dei camici bianchi deceduti a 125, a questi si aggiungono 9 infermieri e 3 farmacisti. I guariti di oggi 2.072. Un numero che ci riporta sui livello molto positivi pre-pasquali. Il numero complessivo scavalla quota 40 mila, attestandosi a 40.164.

Mentre i due giornalisti de La Stampa “ce mprucinavano e’ cervell“, ci siamo anche dimenticati il dato complessivo dei tamponi effettuati dall’inizio dell’epidemia, che ha toccato quota 1.178.403. Mentre il numero di tutti quelli che si sono ammalati di coronavirus è di 168.941. Al netto dei guariti e dei deceduti, sono oggi a carico del servizio sanitario nazionale che li sta curando (speriamo) 106.607 persone, +1.189 rispetto al dato di ieri, relativo al giorno precedente. Si ripartiscono in questo modo: 26.893 ricoverati nei reparti ospedalieri covid ordinari (-750 rispetto a 24h fa); 2.936 ricoverati in Terapia Intensiva (-143, con la quota che scende dopo molti giorni sotto la soglia dei 3 mila); sono, invece, 76.778 i positivi da coronavirus in quarantena domiciliare (+2.082). Abbiamo la sensazione, dunque, che qualche positivo asintomatico, almeno nelle regioni in cui i tamponi li fanno sul serio, li stiano beccando, dato che l’asintomatico, così come il malato leggero, può restare in casa.