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ORE 19:10. MICROSCOPIO CORONAVIRUS. Campania sempre ultima ruota del carro, vi spieghiamo perché i dati nazionali di oggi sono i migliori da quando è iniziata l’epidemia

           
Tutti i numeri, della nostra regione e dello Stivale, di posti letto, Terapia intensiva e isolamento domiciliare. DATI E TABELLE

NAPOLI (g.g.) – Come abbiamo spiegato già in stamattina (LEGGI QUI) è in precedenza da decine e decine di articoli, supportati sempre da dati e numeri esatti, noi pensiamo davvero il male possibile sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Campania.

La regione guidata da Vincenzo De Luca sta eseguendo pochi tamponi, alcuni dei quali finiti nel mirino della Procura per il rapporto Istituto zooprofilattico-Ames, senza contare che ci si sta affidando a un milione di test rapidi, non affidabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. I dati che la Protezione Civile rende pubblici giorno per giorno perdono di valore se il numero di tamponi effettuati è ancora così basso: così è quasi impossibile avere una statistica precisa degli incrementi e delle diminuzioni dell’epidemia nella nostra regione.

Nonostante questa non incoraggiante premessa, cerchiamo di capire quantomeno un minimo di andamento della l’influenza da coronavirus in Campania. Nella nostra regione, il numero di ricoverati in ospedale è di 600, dato reso noto oggi ma relativo a ieri, come i nostri lettori hanno imparato a capire. La diminuzione rispetto al report pubblicato 24 ore di fa e di 4 persone. Stesso calo anche per il numero di persone ricoverate in terapia intensiva: sono 90. Aumentano di 98, invece, coloro che sono risultati positivi al tampone per il coronavirus e che si trovano in isolamento domiciliare: la tabella di oggi ne riporta 2273, contro i 2175 di ieri. Gli attualmente positivi in Campania sono 2963, + 90 rispetto al numero reso giovedì, ieri. Salgono, anche se di poco, i guariti e i deceduti: sono rispettivamente 248 e 231; entrambe le categorie hanno visto un aumento di 4 unità. La notizia positiva riguarda soprattutto i decessi, che registra un incremento minore rispetto ai giorni precedenti. I casi totali in Campania sono stati 3442. Resta ancora molto basso il numero di tamponi effettuati giorno giorno. Infatti, ieri, 9 aprile, sono stati effettuati 2081 tamponi. Così la Campania arriva a quota 31745, una cifra decisamente bassa rispetto alle regioni demograficamente simili alla nostra.

Oggi a livello nazionale sono state analizzati 53495 tamponi e la Campania ha contribuito per il 4% a questo dato. I 5 milioni e 800 mila abitanti della nostra regione rappresentano il 10% dell’intera popolazione dell’Italia, quindi, a fronte di questo 10%, la Campania risponde un numero inferiore alla metà di tamponi effettuati. E’ anche vero che ci sono regioni che, avendo più contagi devono necessariamente svincolare il numero di tamponi effettuati da ogni valutazione demografica (in realtà, l’intelligente e furbo Zaia se n’è fregato dal primo momento, facendo un ottimo lavoro di analisi e monitoraggio), ma il 4%, ripetiamo, è addirittura meno della metà di quel 10% quota parte, fornita dalla Campania, all’intera popolazione nazionale.

Da ieri, abbiamo definitivamente compreso che quando si commentano i dati nazionali bisogna partire necessariamente dal numero di tamponi analizzati. Oggi, nonostante la Campania, si tocca la quota record di 53495. Ed è su questo numero che si dovranno fare le valutazioni su quanto sia negativo o positivo il numero dei nuovi contagi. All’inizio di questa settimana quasi si festeggiava nel giorno in cui, era martedì, l’incremento dei nuovi positivi è stato poco più di 3000 unità. Ieri, tutti con il muso lungo di fronte ai 4 mila e passa nuovi contagiati. E invece le valutazioni bisogna farle tamponi alla mano, come scritto ieri, nel giorno dell’incremento minore, quello che ci aveva illusi che per il 25 aprile si sarebbe potuto toccare l’incremento zero, era frutto dell’analisi di 30271 tamponi. In poche parole spiegava che uno su 10 di quelli che vi si erano sottoposti era risultato positivo. Il dato apparentemente raggelante di 24h fa, va rapportato ai 46224 tamponi dichiarati ieri. Ci si accorgerà che in termini percentuali siamo a un livello più basso (cioè sotto al 10%) rispetto all’apparente dato positivo di martedì 7 aprile.

Dunque, per avere numeri appena attendibili occorre esaminare l’esito di un numero di tamponi congruo. I 53495 di oggi, che sono poco meno dello 0,1 della popolazione italiana, sono un test importante rispetto ai giorni precedenti. Per cui, non ci si può limitare solo a dire, come in questi minuti stanno facendo i giornali nazionali, che quello odierno è un piccolo calo, del numero di incremento dei contagi, passati a 3951 rispetto ai 4204 di ieri. Bisogna, invece, fare la percentuale ed esce il 7,3%. Da quanto l’epidemia è diventata una cosa seria, questo probabilmente è il dato migliore. Ora, se gente che ha la testa solo per spaccare le orecchie, come De Luca, cominciasse a fare il suo dovere, facendo analizzare 6-7-8 mila tamponi al giorno, in modo da arrivare a 60 mila sul dato nazionale potremmo avere un dato reale sulle condizioni del contagio. Naturalmente, rispetto a ieri, calano anche gli attualmente positivi: da 1615 a 1396. Numero risultante dalla differenza tra i nuovi positivi (3951), i deceduti e i guariti di oggi.

Si alleggerisce ancora una volta il peso delle terapie intensive, sono ben 108 i ricoverati in gravi condizioni in meno rispetto a ieri. Stesso discorso per i ricoveri nei reparti ordinari (-157). Per cui, si può pensare che la maggior parte dei nuovi positivi sia in discrete condizioni con conseguente assegnazione al regime dell’isolamento domiciliare. Nel dettaglio, sono 1661 in più quelli a domicilio. Si riduce a 570 (-40 rispetto a ieri, con un totale di 18849) la quota dei deceduti, un numero destinato a scendere ulteriormente, perché inizierà a comprendere gli esiti di persone ricoverate negli ultimi 3/4 giorni, quando abbiamo visto che i nuovi positivi in buone condizioni superano di gran lunga i nuovi ricoverati in terapia intensiva, che esprimo addirittura il numero negativo, per effetto del trasferimento in aree ospedaliere ordinarie, dove però ci sono ancor più malati che vanno a casa o che vengono addirittura considerati guariti. In poche parole, c’è molto movimento, molto dinamismo, stavolta, però, a differenza di ciò che avveniva nelle prime settimane, a favore dei numeri delle sezioni che danno fiducia.

Purtroppo sale il numero dei medici deceduti, che tocca quota 109. Infine, con i 1985 guariti di oggi, ritmo abbastanza costante in questi giorni, viene superata quota 30 mila e ci si avvicina dunque ad doppiare il dato dei decessi.

LE TABELLE DEGLI ULTIMI DUE GIORNI (9/10 APRILE):