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ORE 19.35 MICROSCOPIO CORONAVIRUS. Campania, Terapie intensive scese a 61. Negli ospedaletti da 12 milioni e passa di euro De Luca ci può mettere i casinò (accento facoltativo). Dato nazionale: leggero incremento della percentuale dei nuovi contagi

           

NAPOLI – (g.g.) Come facciamo da più di un mese a questa parte, nell’appuntamento serale, il secondo di giornata, con la nostra rubrica “microscopio coronavirus”, vi diamo qualche cenno indicativo sulla situazione in Campania rispetto alle informazioni, già fornite nel primo appuntamento mattutino (CLIKKA QUI PER LEGGERE). Dunque, nella nostra regione si parte dai 41 nuovi contagiati del report di ieri sera, pari al bassissimo 1.41% rispetto ai 2.893 tamponi effettuati.

Per il secondo giorno consecutivo, dunque, a fronte di un numero di analisi, che se non è ancora sufficiente in una regione che conta 6 milioni di abitanti, è sicuramente più decente rispetto allo schifo delle settimane scorse, si registra una percentuale bassissima, non lontana dall’incremento 0 e dunque dalla risoluzione, almeno temporanea, dell’epidemdia.

Questo accade in Campania e in tutte le regioni del sud, che grazie a Dio, non sono state colpite alla stessa maniera con cui sono state colpite quelle più popolose del nord.

Il numero di tamponi complessivi sono 49.187 e non 48.187, come erroneamente riportato dalla tabella della protezione civile nazionale. O almeno così sembra oppure l’errore l’hanno fatto a Napoli vista la disorganizzazione totale della molto presunta unità di crisi messa insieme da De Luca, sempre più concentrato sulla propaganda e reduce dall’americanata che a confronto Trump è un frate trappista, dei 50 tir arrivati in zona ospedale del mare di Napoli per la costruzione dell’inutile, quand’anche carissimo, ospedaletto prefabbricato.

Complessivamente i positivi dall’inizio dell’epidemia sono 4.029. Pardon, sarebbero 4.029, perchè dati istat alla mano sulla mortalità dal primo al 28 marzo di quest’anno, in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’idea che molte persone siano morte in casa, soprattutto anziani, per coronavirus senza che gli sia stato diagnosticato, diventa, ora per ora, sempre più solida.

Il numero dei guariti tocca quota 703, cioè, 60 in più rispetto ai 643 di ieri.

I morti salgono a quota 304, dunque 4in più rispetto alla tabella di ieri.

Veniamo alle cifre dei malati a carico del servizio sanitario regionale. Nei reparti covid ordinari degli ospedali sono ricoverati 590 pazienti. 15 letti recuperati, dunque, in meno, rispetto a ieri.

E poi arriva il dato più importante. Con 400 posti di terapia intensiva, di cui la metà destinata al covid, De Luca sta costruendo tre ospedaletti prefabbricati spendendo la rispettabile cifra di 12 milioni 260mila e spiccioli. Dopo 3 giorni in cui il dato era imbalsamato su quota 76, la cifra segnata oggi che poi risale alla giornata di ieri, segna una diminuzione di 15 ricoverati.

Dunque oggi sono 61, che se De Luca li vuole togliere dagli ospedali, ovviamente da tutti eccettuato il Cotugno che “di mestiere” fa l’ospedale specializzato in malattie infettive, comunque, tra centri covid già attivati, tipo Maddaloni, e cliniche private, in provincia di Caserta, la Pineta Grande, ma nelle altre ci sono altre strutture dotate di terapia intesiva, restano diversi posti liberi. Per cui, questo qua dovrebbe spiegare già ora alla Corte dei Conti perchè ha voluto fortissimamente costruire tre cose inutili spendendo una barca di soldi, strutturando 120 posti in terapia intensiva che potevano essere meglio programmati all’interno di aree più efficienti, più efficaci, più collegate alla restante parte dei nosocomi, dato che, corna facendo, da qui a qualche mese dovrebbero soccorrere persone con malanni diversi rispetto al coronavirus.

Andiamo avanti: in isolamento domiciliare si trovano 2.371 persone: positivi asintomatici o positivi con sintomi leggeri.  Ieri erano 2.364. Dunque, si registra un incremento di sole 7 unità. Gli attualmente positivi, in Campania, frutto della differenza tra tutti i positivi dell’epidemia, i guariti e i deceduti, si attesta a quota 3.022, cioè 23 in meno rispetto ai 3.045 del report di 24 ore fa.

Passando al dato nazionale, si registra purtroppo un pur lieve incremento rispetto ai dati degli ultimi due giorni.

Rispieghiamo perchè parliamo di incremento nonostante i nuovi positivi di oggi siano 400 in meno rispetto ai nuovi positivi di ieri. Quel che conta, infatti, è il quoziente, cioè la risultante del rapporto tra questi nuovi positivi e i tamponi effettuati. I 3.400 e passa di ieri facevano riferimento a più di 61mila tamponi analizzati. Oggi siamo ad 11mila tamponi in meno. Per cui, mentre ieri l’incremento era del 5,3%, l’altroieri 5,2%, oggi ci attestiamo al 6,07%, con un incremento di 7 decimi di punto.

I tamponi complessivamente “licenziati” sono 1.356.541 a fronte del 1.305.833 del report di ieri.

Detto dei 3.047 nuovi positivi, passiamo oltre col dato complessivo di tutti quelli che, con sintomi o senza sintomi, si sono visti diagnosticare il coronavirus dall’inizio dell’epidemia. Siamo arrivati a quota 178.972. Ieri, pubblicati però nel report di oggi, i morti sono stati 443, dunque 49 in meno rispetto a ieri.

Il computo complessivo tocca quota 23.660, mentre 24 ore fa era di 23.611. Noi, a differenza degli altri, non parliamo di boom di guariti perchè, ci perdonate l’apparente cinismo che è invece quel pizzico di humor nero che ci conraddistingue, ci sono due possibilità e non tre per determinare il destino di una persona che si ammala di coronavirus: al 98,7% guarisci, mentre hai l’1,3%, sono i dati del rapporto tra deceduti e casi complessivi, di tirare le cuoia.

Dunque, se non muori, sicuramente guarisci. E siccome sono trascorsi poco meno di due mesi dall’inizio di questa vicenda, è chiaro che i guariti aumentino in misura molto ma molto superiore, pressochè doppia rispetto ai morti.

Nel dettaglio, oggi siamo arrivati a 47.055. Ieri erano 2.118 in più rispetto ai 44.927 del report risalente a 24 ore fa.

Veniamo ai malati a carico del servizio sanitario nazionale, cioè i ricoverati ordinariamente in ospedale, quelli in terapia intensiva, e quelli isolati a domicilio.

Dunque, ad oggi, i ricoverati non in pericolo di vita sono 25.033. Ieri erano 25.007, solo 26 posti letto occupati in più, continuano invece a scendere le persone in terapia intensiva. E qui dobbiamo dire un’altra cosa spiacevole, però seria. Ciò accade perchè il numero giornaliero dei morti che escono proprio dalla terapia intensiva non viene compensato e anche superato come accaduto nelle prime settimane, dal numero dei nuovi positivi in gravi condizioni. Risultato: al momento nelle Rianimazioni sono ricoverati per coronavirus 2.635 pazienti rispetto ai 2.733 di ieri, con una riduzione, dunque, di 98 unità.

A domicilio, rigorosamente in quarantena, almeno si spera, sono assistite ben 80.589 persone. Ieri erano 80.031, 558 in più. A dimostrazione che la magna pars dei nuovi positivi non è in gravi condizioni, anzi sta bene o quasi bene e viene monitorata a casa, sperando che i conviventi non combinino pasticci facendosi contaminare.

Ultimo numero della serie, gli attualmente positivi, cioè quelli che a ieri sera alle 24 erano malati, con sintomi o senza sintomi, di coronavirus. Tocchiamo quota 108.257, che poi è il risultato della differenza tra i 178.972 che esprime il numero di chi si è ammalato dall’inizio dell’epidemia, i morti e i guariti. Nel report di ieri, gli attualmente positivi erano 107.771. Si registra dunque un incremento di 486.

Numeri ben diversi dai 2mila e passa di 10 giorni fa. Una riduzione sensibile, dovuta esclusivamente al rapporto tra i nuovi positivi, deceduti e soprattutto guariti.

QUI SOTTO IL REPORT NAZIONALE DI OGGI

QUI SOTTO LA TABELLA DI CONFRONTO DI IERI