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ORE 10.35 MICROSCOPIO CORONAVIRUS. Campania, il dato record che fa paura: 225 casi. Applaudite, applaudite pure lo showman De Luca. Ha fatto ammalare e morire persone che potevano non ammalarsi e non morire

           

NAPOLI (Gianluigi Guarino) Scusate se ci ripetiamo, ma, almeno la soddisfazione morale, che fa da contraltare all’amarezza per una inquietante progressione dei fatti, dovuta principalmente a motivi molto più grandi della semplice vita e delle semplici opere di un governatore o di un governante, ma che avrebbe dovuto essere affrontata con ben altro rigore, con ben altra logica, con ben altra preparazione.

Mentre altrove, cioè nelle regioni più colpite, ma anche in quelle meno colpite, si fanno ragionamenti che hanno riportato in tanti ai giorni della propria adolescenza, della scuola, con i diagrammi, le curve, le linee, divenute di gran moda sull’andamento quantomeno frenato che disegna un tratto pianeggiante del diagramma, la Campania è in netta fase ascendente. 

Resterà una macchia nella vita del governatore Vincenzo De Luca e non solo nella vita politica, quel comunicato (CLIKKA QUI PER LEGGERE) attraverso il quale, rendendosi conto che con l’aumento dei tamponi sarebbe aumentato il numero di casi accertati di coronavirus, andò all’attacco del governo, come De Luca ha sempre fatto quando si è trattato di sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità.

Almeno due settimane buttate. Il dato pubblicato ieri sera è allarmante perchè segna il record dei casi di positività in Campania, attestatisi in 24 ore a quota 225, ma rappresenta soprattutto l’attestazione del fallimento di De Luca, del suo staff e la piena, oggettiva ragione della durissima presa di posizione del Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi (CLIKKA QUI PER LEGGERE) scrisse che tanti morti e tanti positivi sarebbero stati ascrivibili alla responsabilità della guida del presidente dalla Regione.

Ancor più dei 225 positivi, infatti, pesano i 1.676 tamponi praticati nella giornata di ieri. Anche questo è un record. E i 225 casi di coronavirus sono figli di una numerosità di indagini effettuate che ad un mese circa dall’inizio dell’emergenza, comincia, seppur ancor in maniera non completa, ad allinearsi alla media nazionale.

La cecità, mostrata da De Luca nella valutazione dell’importanza fondamentale del numero dei tamponi quotidianamente effettuati, l’aver buttato via tanto tempo in insulse e, onestamente, fastidiose, stucchevoli video comparsate, in un momento in cui le sue battute non fanno ridere nessuno, neppure Maurizio Crozza che la sua spalla Andrea Zalone; l’aver sottovalutato, con il solito peccato di presunzione che è parte principale del suo corredo genetico, il non aver dedicato tempo, il non aver tenuti inchiodati alla sedia i suoi pseudo collaboratori per 24 ore al giorno, allo scopo di colmare velocissimamente il gap nella acquisizione dei tamponi, ha de-ter-mi-na-to, senza se e senza ma, come i dati pubblicati ieri sera dimostrano, la propagazione del virus da parte di tanti portatori sani e, aggiungiamo, anche da parte di persone che avevano i sintomi e che sono stati abbandonati per giorni e giorni senza una diagnosi.

Troppo presuntuoso, troppo pieno di sè, troppo percorso, De Luca, da quel senso di onnipotenza e di disprezzo per le esperienze e per le conoscenze altrui. Un egocentrismo inconsapevole e illogico che lo ha portato a considerare irrilevante, ammesso e non concesso che l’abbia considerata, l’esperienza di altri governatori, soprattutto di uno, il veneto Zaia, è riuscito a minimizzare il danno, seppur pesante, dei contagi e dei morti, affrontando la minaccia di una potenzialità che nel Veneto era speculare a quella della Lombardia.

Zaia c’è riuscito perchè ha fatto più di 100mila tamponi, perchè ha tolto dalle attività sociali, professionali e anche dalle case dell’isolamento condivise con i propri familiari, tanta gente che sarebbe stata sicuramente vettore di malattie. De Luca non l’ha fatto e oggi la Campania è una delle poche regioni che vede aumentare i suoi casi.

Un’altra cosa di cui dovremo occuparci nelle prossime ore, riguarda il lavoro in atto all’istituto zooprofilattico di Napoli. Già non suona bene il fatto che un istituto che si occupa, ad altissimo livello scientifico, di animali, diventi il fulcro della dignosi epidemiologica della seconda o terza regione d’Italia. Oltre a questo, ancora una volta, il grosso dei contagiati di ieri proviene proprio dallo zooprofilattico che ha analizzato ben 723 tamponi, quasi la metà di tutti quelli passati sotto la lente d’ingrandimento, in Campania. 

Di questi, 132 positivi, pari al 18,25%. Per quanto riguarda gli altri luoghi di analisi, al Cotugno i tamponi sono stati 465 con 43 positivi. In pratica, la percentuale di contagiati del Cotugno è poco più della metà di quella dello zooprofilattico, visto che che siamo sotto al 10%. Stesso discorso per il Ruggi di Salerno, con 14 positivi su 117 tamponi fatti.

Al Moscati di Avellino, 16 positivi su 93 tamponi. Ancor minore la percentuale all’ospedale civile di Caserta: 89 tamponi e 5 positivi. Sempre rimanendo in questa provincia, vanno segnalati i 42 tamponi praticati tra gli ospedali asl di Aversa e Marcianise, con 8 positivi. In quest’ultimo caso, pure siamo al 20%, ma il numero dei tamponi esaminati è troppo piccolo per considerare solida, in termini di trend, questa quota parte di contagiati.

Il primo policlinico dell’università Federico II di Napoli è esattamente l’antitesi dello zooprofilattico. A leggere i dati infatti, uno potrebbe pensare che questo policlinico si trovi in Svezia e lo zooprofilattico a Napoli. In realtà, le due strutture distano al massimo due barra tre chilometri. 102 tamponi di cui 6 positivi, dichiarati dagli “universitari” lascerebbero pensare che l’epidemia in Campania sia in pratica risolta o quasi. Questo mentre a un chilometro di distanza, cioè allo zooprofilattico, si registrano medie lombarde. Mah!

Ultimo ospedale esaminato, il Maria Santissima Addolorata di Eboli, 45 tamponi, di cui uno solo positivo. Magari il sindaco del popoloso comune salernitano, utilizzando anche lui i poteri assegnatigli da qualche leggina, se ne fotte del governo, alla maniera di De Luca e domani riapre le scuole, mentre attorno allo zooprofilattico arriveranno dei sistemi di sicurezza che furono utilizzati, purtroppo molto in ritardo, per isolare la centrale atomica di Chernobyl. I tamponi complessivi fatti fino ad ora in Campania sono 17.404.

QUI SOTTO L’ULTIMO BOLLETTINO REGIONALE

Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure
per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologia da COVID-2019.

Decreto P.G.R.C. n°45 del 06.03.2020​

+++ CORONAVIRUS, IL BOLLETTINO +++

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:

– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 465 tamponi di cui 43 positivi;
– Ospedale Ruggi di Salerno:  sono stati esaminati 117 tamponi di cui 14 positivi;
– Ospedale Sant’Anna di Caserta: sono stati esaminati 89 tamponi di cui  5 positivi;
– ASL di Caserta presidi di Aversa e Marcianise: sono stati esaminati  42 tamponi di cui 8 positivi;
– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 93 tamponi di cui 16 positivi;
– Azienda Universitaria Federico II: sono stati esaminati 102 tamponi di cui 6 positivi;
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati 723 tamponi di cui 132 positivi;
– Ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli: sono stati esaminati 45 tamponi di cui 1 positivo.

Positivi di oggi: 225
Tamponi di oggi: 1676

Totale complessivo positivi Campania: 2.456
Totale complessivo tamponi Campania: 17.404

Napoli, 1 aprile ore 22