A settembre i prezzi sono aumentati dello 0,8% in un mese. La crescita annua supera la media nazionale, con gli aumenti più marcati nelle spese legate all’abitazione e nei trasporti.
NAPOLI – Quando si parla di inflazione si intende l’aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi, dagli alimenti acquistati al supermercato alle bollette, fino ai carburanti. In pratica, quando i prezzi salgono, con la stessa somma di denaro si rischia di comprare meno rispetto a prima. Per misurare questo fenomeno, l’Istat confronta nel tempo i prezzi di un insieme di prodotti e servizi rappresentativo dei consumi delle famiglie. Il dato non significa, quindi, che ogni singolo prodotto sia aumentato nella stessa misura.
A Napoli, secondo la rilevazione del Comune pubblicata dalla Camera di Commercio, l’indice generale dei prezzi al consumo è cresciuto del 4,4% a settembre rispetto allo stesso mese del 2025. L’aumento rispetto ad agosto è stato invece dello 0,8%. Il dato annuo è superiore a quello nazionale, che ha raggiunto il 4,2%, mentre ad agosto si attestava al 3,3%.
Ma quali sono le spese che stanno aumentando maggiormente in città? La voce più interessata dai rincari è quella relativa ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, che registra una crescita del 12,4% in un anno. In questa categoria rientrano diverse spese legate alla casa, dalle utenze domestiche agli affitti. Nel solo mese di settembre, i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 2,7% e quelli del gas naturale distribuito attraverso la rete del 6,9%, rispetto al mese precedente.
Anche i trasporti incidono sul quadro complessivo. La categoria registra a Napoli un aumento del 10,1% su base annua. Per chi utilizza l’auto, alcuni rincari sono visibili già nel confronto tra agosto e settembre: il prezzo rilevato del gasolio è salito del 5,7%, mentre quello della benzina è aumentato del 4,8%. Si tratta di variazioni mensili, che non vanno confuse con l’incremento annuo dell’intera categoria.
La spesa alimentare presenta un andamento diverso, ma comunque significativo. I prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche sono cresciuti del 3,3% rispetto a settembre dello scorso anno e dell’1% rispetto ad agosto. Anche all’interno di questa voce, però, non tutti i prodotti seguono lo stesso andamento: nel mese sono aumentati, per esempio, gli ortaggi a frutto freschi, con un incremento del 15,5%, e gli ortaggi a foglia, saliti del 5,8%. Altri prodotti, invece, hanno registrato diminuzioni. È proprio questa differenza a spiegare perché la spesa possa pesare in maniera diversa da una famiglia all’altra.
A livello nazionale, l’accelerazione dell’inflazione è legata soprattutto all’energia e agli alimentari freschi. Secondo l’Istat, a settembre i prezzi dei beni energetici sono aumentati complessivamente del 22,6% rispetto a un anno prima, mentre quelli degli alimentari non lavorati sono cresciuti del 5,5%.
Nel rapporto vengono distinti anche gli energetici regolamentati da quelli non regolamentati. Si tratta di categorie statistiche: nella prima rientrano principalmente alcune forniture di elettricità e gas con prezzi sottoposti a condizioni regolate; nella seconda trovano posto le forniture a prezzo libero e i carburanti. A settembre, a livello nazionale, gli energetici regolamentati sono aumentati del 25,8% in un anno, mentre quelli non regolamentati hanno registrato un incremento del 22,5%.
Il dato di Napoli restituisce quindi un quadro in cui gli aumenti non si concentrano su una sola spesa, ma coinvolgono soprattutto casa e mobilità, con effetti anche sul carrello della spesa. Le percentuali indicano l’andamento medio dei prezzi rilevati: l’impatto concreto sui bilanci dipende dalle abitudini di consumo e dal peso che bollette, carburanti e alimenti hanno nelle uscite di ciascuna famiglia.

