Napoli Nord

MELITO. Il figlio di un noto imprenditore ha partecipato, con un complice, alla rapina del kalashnikov alla Bnl

           

MELITO DI NAPOLI (Christian e Lidia de Angelis) – Ecco chi sono i due arrestati del colpo alla BNL. Si tratta di R.D.G., figlio di un noto imprenditore di Aversa, e il pluri-pregiudicato L.S. di Melito. Gli inquirenti sono ancora a lavoro per rintracciare gli altri complici, i due in questione sono quelli che armati di Kalashnikov e pistole hanno ferito Nicola Grimaldi e la guardia giurata della Cosmopol, per rubare il borsone con 100mila euro.

La brillante operazione e le scrupolose indagini dei validi agenti della polizia del Commissariato di Aversa, vanno avanti per arrestare tutti i complici di questa rapina. L.S. negli anni è più volte finito in manette, per rapine armate, proprio con l’uso di kalashnikov e mitragliette. Infatti nel ottobre 2011 faceva parte di una banda di 10 persone che stava preparando un colpo da 40 milioni, a sventare il piano la polizia di Napoli. Gli agenti infatti avevano circondato i locali, dove la banda di Casavatore  stava mettendo a punto gli ultimi dettagli prima di entrare in azione, i poliziotti hanno intimato loro la resa e, entrati in azione, hanno mandato all’aria il colpo milionario pochi minuti prima che i banditi, armati di kalashnikov e mitragliette, facessero irruzione nella sede dell’istituto di vigilanza.

L.S. è già finito in manette per rapina, nel 2010 infatti la polizia lo arrestò con i suoi complici con i quali aveva creato la banda di falsi carabinieri. L’ultimo colpo per il quale fu preso avvenne il  30 aprile 2010, quando un gioielliere napoletano, residente nel quartiere Arenella, sentiva suonare al citofono da parte di un sedicente carabiniere. Aperto il portone del palazzo, vide poco dopo presentarsi davanti alla abitazione un uomo in divisa da carabiniere accompagnato da altre tre persone in abiti civili. Nella circostanza, i presunti militari, esibendo un foglio di carta con l’intestazione “carabinieri”, informavano il gioielliere che dovevano eseguire la perquisizione della sua abitazione senza spiegare il motivo di tale attività. Il gioielliere, preoccupato per la moglie incinta e il figlio di quattro anni che dormivano in casa, faceva accomodare i presunti carabinieri senza alcuna esitazione, notando che quelli in borghese avevano le mani coperte da guanti in lattice. Terminata la perquisizione, il gioielliere si accorgeva che da un comodino della camera da letto, dove aveva rovistato il presunto militare in divisa, erano spariti un orologio Rolex modello Yacht Master del valore di 5.800 euro, una coppia di gemelli in oro giallo e brillanti del valore di 3.000 euro, due collane in oro del valore di 4.000 euro cadauna e tre anelli in oro giallo con rubini di circa 3.000 ognuno.

Ora i complici dei due della banda della BNL hanno le ore contate.