Napoli Nord

Marche da bollo false: avvocati di GIUGLIANO, PORTICI, MARANO, MELITO e CASORIA verso il rinvio a giudizio. I nomi

           

NAPOLI – Al momento l’inchiesta sui 101 avvocati indagati per l’uso di marche da bollo contraffatte e apposte sugli atti giudiziari, ha prodotto il primo risultato: si è passati infatti dalla chiusura delle indagini alla richiesta di rinvio a giudizio del pm Giovanni Corona della procura di Napoli nord. L’udienza preliminare era fissata per lo scorso 31 marzo, poi rinviata a data da destinarsi, a causa dell’emergenza coronavirus. Gli avvocati rinviati a giudizio sono 28.

Si tratta di Nicola Arena, 55enne di Giugliano in Campania, Vincenzo Arino, 55enne di Napoli, Massimo Caiazzo, 48enne di Castello di Cisterna, Giovanna Capria, 46enne di Napoli, Angela D’Andrea, 39enne di Giugliano in Campania, Carmela De Lucia, 45enne di Recale, Gabriella Della Gatta, 37enne di San Cipriano d’Aversa, Daniele Di Sarno, 48enne di Casal di Principe, Ernesto Freda, 49enne di Portici, Giacomo Giordano, 45enne di Napoli, Angelo Guadagni, 55enne di Pomigliano d’Arco, Stella Guarino, 44enne di San Marcellino, Francesco Finelli, 61enne di Cardito, Rosa Manzo, 51enne di Marano di Napoli, Pasquale Mariano, 45enne di Napoli, Salvatore Pagano, 43enne di Frignano, Luigi Pastena, 38enne partenopeo, Agostino Pellegrino, 58enne di Villaricca, Paolo Rosauro, 51enne di Napoli, Giuseppe Petrenga, 50enne di Aversa, Giuseppe Pirozzi, 49enne di Castelvolturno, Alfredo Primizia, 52enne di Aversa, Giuseppe Riccio, 43enne di Napoli, Rosario Rullo, 53enne di Praia a Mare, Stefano Tedesco, 42enne di Melito di Napoli, Bruno Tommasetti, 51enne di Casoria, Luca Vaccaro, 47enne napoletano, e Angelina Vagliviello, 57enne di Cesa.

I professionisti sono accusati, a vario titolo, di uso di valori bollati contraffatti o alterati, falso e truffa, reati commessi tra il 2016 e il 2018. Secondo le accuse, l’ammanco alle casse pubbliche per l’uso delle marche da bollo contraffatte ammonta a circa 54mila euro.

Sono state stralciate e quindi vanno verso l’archiviazione, invece, le posizioni degli altri 73 indagati, per i quali è stato accertato l’utilizzo di marche contraffatte per massimo due o tre euro, dunque piccolissime somme. Mentre per i casi più gravi, si va verso, come già scritto, il rinvio a giudizio.