Napoli Nord

MARANO. Messa in ricordo del poliziotto Apicella. Il biglietto del figlio: “‘Ciao papà, ti voglio bene. Perché sei morto?”

           

MARANO DI NAPOLI – “Il nostro fratello Lino era un grande uomo, un grande figlio, un grande fratello e un grande padre, ma era anche un grande poliziotto che aveva scritto sulla sua pelle le parole di Giovanni Falcone”. Lo ha detto don Ciro Russo, parroco della chiesa di San Ludovico d’Angiò di Marano, nell’omelia pronunciata durante la messa in suffragio di Pasquale Apicella, l’agente della Polizia di Stato morto lo scorso 27 aprile a Napoli mentre inseguiva una banda di rapinatori. “Cara Giuliana – ha aggiunto rivolgendosi alla moglie di Apicella – ci sforzeremo tutti di prenderci cura di te, dei tuoi bambini, di questa città, di queste famiglie. Prendiamoci cura di questi giovani poliziotti, carabinieri, finanzieri che rischiano la loro vita. Se vogliamo vivere la nostra vita bella abbiamo un compito: prenderci cura l’uno dell’altro”. 

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha partecipato a Marano ad una messa in suffragio del poliziotto Pasquale Apicella, morto a 37 anni, nell’aprile scorso nel capoluogo campano , quando la sua volante fu speronata dall’auto di alcuni rapinatori in fuga. La celebrazione si è svolta nella Parrocchia San Ludovico D’Angiò, presenti i familiari, i responsabili provinciali delle forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni. Intanto, ieri la moglie di Apicella, Giuliana Ghidotti, ha scritto un post si Facebook in vista della messa in ricordo del marito: “Su consiglio della sua terapista ci sarà anche nostro figlio, visto che continua a chiedermi del tuo funerale.
Il tuo corpo non ci sarà, e quando lui me l’ha chiesto gli ho detto che il tuo corpo sta con gli Angeli, perché tu sei diventato un Angelo.
Anche se lo eri già.

Mi ha detto che dobbiamo portarti dei fiori, perché ‘Mamma ai morti si portano i fiori, così si fa.’

Gli ho chiesto se volesse sceglierli lui, mi ha detto di no. Mi ha detto che posso sceglierli io, l’importante é che siano rossi e blu, perché a te piacevano il rosso e il blu.
Mi ha detto che dobbiamo metterci anche il bigliettino, gli ho chiesto se volesse scriverlo lui, mi ha detto di si.

‘Ciao papà, ti voglio bene.
Perché sei morto?’.

Dammi la forza vita mia, dammi la forza di cui ho bisogno per rialzarmi”.