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Lo scrittore Francesco Testa presenta il linro “La bambola col tuppo”

           

NAPOLI – Dopo il grande successo di “Indelebile come un tatuaggio” già vincitore di diversi premi Letterari fra i quali: il “Premio Borgo Albori XV Edizione” a Vietri, il “Premio Internazionale per la Letteratura” al “Spoleto MenottiartFestival“, il Premio Mondiale “Tulliola – Renato Filippelli 2019, XXV Edizione” e il Premio rilasciato a Cosenza dal Presidente Andrea Fabiani del “Club della Poesia” lo scrittore napoletano Francesco Testa presenta, fresco di pubblicazione, la sua ultima fatica letteraria “La bambola col tuppo”. Edito dalla “Graus Edizioni”, questo nuovo romanzo, afferma lo scrittore: ‹è un romanzo di formazione in quanto descrive con un certo dinamismo la crescita del protagonista della storia›. Protagonista del romanzo è Gennarino un ragazzo divenuto, ormai, uomo. Egli da sempre è alla costante ricerca del suo posto nel mondo per cui diviso tra una volontà di rivalsa (nei confronti di persone che egli considera immeritevoli di perdono) e di una voglia di affermarsi come individuo percorre il difficile ma affascinante cammino della Psicologia. Una strada che lo condurrà a lavorare in contesti diversissimi ma in grado di arricchirlo professionalmente ed umanamente. Straziato, ancora,  dall’esperienza “consumata” nella famigerata “Clinica della Morte” struttura fittizia (nella quale presta servizio) Gennarino, presto, dovrà mettere in dubbio la propria vocazione professionale in quanto si scontrerà con realtà concrete, fin troppo spesso dimenticate, e di conseguenza si confronterà con persone ormai fuori di senno ed abbandonate a sé stesse. Tormentato, successivamente, dall’ossessione di mettere al mondo un erede (in grado di garantire la prosecuzione della sua casata) Gennarino tenterà, senza alcun scrupolo, di fecondare diverse donne spesso anche pagate in cambio di rapporti sessuali. In seguito tutto questo mal vivere (l’insieme di preoccupazioni, i svariati sensi di colpa e lo stress accumulato) trasformerà Gennarino in un vero e proprio lupo mannaro… Malato di licantropia Gennarino ogni notte, nudo e privo di raziocino, correndo nei giardini della sua villa finirà per “ululare” la propria costernazione alla Luna ed al vicinato. A lenire le sue pene e fornirgli un’occasione di riscatto sotto forma di un nuovo lavoro, infine, sarà il suo primo amore. “La bambola col tuppo” racchiude una prosa profonda di una vita vissuta che si “sveste” senza scrupoli delle sue veraci, forti emozioni e sensazioni… Esso è un perfetto lavoro d’assonanza in quanto tale forma letteraria sembra cucita a pennello al contenuto, ricco di messaggi, che lo scrittore Francesco Testa offre ai suoi lettori.  Si tratta di un romanzo innovativo nel quale la stereotipica forma del singolo genere viene frantumata dalle variegate tipicità dei generi. Dal dramma romantico si passa alla sofferenza amorosa, alla tragedia familiare per finire ad una meticolosa critica sociale. Un interessante giallo poliziesco nel quale risultano peculiari i momenti di indagini con successivi metodi eterodossi; Un thriller, ancora, psicologico che pone un’importante attenzione all’interiorità dei personaggi… Si tratta di vari eventi che permettono di alternare, grazie al dinamico scorrere, riflessioni profonde che spaziano su ambiti differenti: dalla condizione dei diseredati all’insicurezza, dalla meschinità dell’uomo alla sua capacità di mettersi in discussione, al senso dell’amore e della vita, dalle vicende del singolo a quelle della collettività e per finire alla costante ribellione dell’uomo sempre in lotta con il proprio destino. Un tripudio di colori, insomma, è racchiuso in questo romanzo Rosa, Giallo e Nero… Un vero esperimento letterario che rende orgoglioso lo scrittore Francesco Testa il quale ci sottolinea: ‹La mia “bambola col tuppo” è nato per combinare, in un nuovo orizzonte, i caratteri di diversi generi. Essa nella sua frammentata varietà resta fedele a un unico disegno ossia restituire al lettore un po’ della complessa contraddittorietà del mondo reale›. Realismo onnipresente, in quanto pervade in tutta storia di Gennarino, riconducibile allo differimento tematico delle varie ambientazioni, nelle quali si svolgono le diverse meschinità, che fanno da scenario ai gesti nobili frutto di una individualità “variopinta” ed estremamente forte ma alla fine “incorniciata” da una “gracile” fragilità. Un grande romanzo “La Bambola col tuppo” ricco di colpi di scena da leggere tutto a “fiato sospeso”…