Napoli Città

LA NOTA. Ecco qua la cretinata quotidiana di mr. De Luca. Tamponite? Le colpe della Campania sono nei numeri e nella scienza, non nelle opinioni

           

NAPOLI (g.g.) – Tra le tante cose più o meno amene, più o meno raffazzonate, dette dal Governatore Vincenzo De Luca nel suo monologo odierno, solo due hanno una certa importanza: la prima riguarda l’obbligatorietà delle mascherine, stabilita anche per la Campania. Decisione collegata, pardon, scollegata dalla seconda cosa significativa dell’intervento del presidente della Regione il quale con una delle sue battute, che ormai non fanno ridere più a nessuno, ha detto che in Campania molti soffrono di tamponite aggiungendo che se di tamponi non se ne fanno tanti è perché mancano i reagenti, vero e proprio problema mondiale.

Sarà anche mondiale, ma non è stato né lombardo, né veneto, né laziale, né toscano, né marchigiano. Dunque è un problema della Campania e del resto del mondo, escluse le altre regioni italiane.

Per quanto riguarda la tamponite, sarebbe facile rispondere con un’altra battuta, rispedendo al mittente quella della testa e delle orecchie. Ma vogliamo mantenere il rigore concettuale: non c’è stato un giorno in cui l’incremento (si fa per dire) del numero dei tamponi analizzati in Campania, non abbia portato ad un incremento del numero dei nuovi positivi, cioè dei malati o degli asintomatici comunque vettori di contagio del Coronavirus.

Allora quale tamponite d’Egitto? La smetta Governatore di fare battute su cosse serie perché la realtà dei pochi tamponi che ha associato la Campania diversamente dalle altre grandi regioni a quello che De Luca definisce il problema mondiale dei reagenti, espone questa terra ad un rischio molto forte, connesso alla scarsissima conoscenza della condizioni in cui versa la stragrande maggioranza dei campani.

Altro che tamponite: se nella fase 2 ci sono 100 positivi asintomatici, non 1.000, non 10.000, si rischia un contagio peggiore di questo, perché alle cretinerie pronunciate dal Governatore, va risposto con inversa serietà: presidente, in Cina, c’era un pipistrello o un altro animale che bazzica da quelle parti, venuto a contatto con un omino o con una donnina. Con uno, con un miliardo. Da quel pipistrello e da quell’omino è partita una roba che ha portato alla morte di quasi 20mila italiani e di decine e decine di migliaia di altre persone nel pianeta.

Per cui, dato che lei non si dimetterà mai e dato che non trova nemmeno dall’opposizione qualcuno che gliene canti quattro costruendo un dossier fitto di numeri e di valori aritmetici, quanto meno la pianti di dire stronzate.